domenica, 19 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

La notte delle scope incorona Maroni e parcheggia il Senatùr
Pubblicato il 11-04-2012


È passata tanta acqua sotto i ponti dal 1991, dal congresso che vide Umberto Bossi fondare la Lega Nord, ma la base sembra non essersene accorta. Ventun’anni e non sentirli: questo il messaggio che vuole lanciare il partito con il comizio organizzato in fretta e furia ieri sera a Bergamo, dopo gli scandali che hanno rosicchiato le fondamenta di via Bellerio. Più di quattromila militanti intervenuti per urlare a gran voce l’orgoglio di essere padani, l’Orgoglio Leghista appunto, che al comizio dà titolo e ragion d’essere. Tanti slogan e poche risposte però dagli attesi leader di via Bellerio, intervenuti per cicatrizzare prematuramente delle ferite che sono aperte da pochissimo e che probabilmente necessitano ancora di una lunga convalescenza.

RICORDI SBIADITI – Il comizio si apre con una cronistoria edulcorata della Lega, che riporta a quel lontano 1991 che tanti animi riesce ancora a infervorare. A sottolineare il fade-out su un concitato Bossi c’è un tema preso di peso dal Re Leone della Walt Disney. È il brano che accompagna l’esilio di Simba, cacciato dal suo regno dalle malvagie macchinazioni di chi gli era più vicino e fingeva di volergli bene. Il simbolismo è forse tanto involontario quanto evidente: così come Simba fu esiliato dal malvagio zio Scar, anche Umberto oggi è esiliato dal malvagio zio Bobo. Maroni è infatti la vera star del congresso, gli applausi sono tutti per lui. Anche quando a parlare è Bossi.

BOBO, LA NUOVA STELLA – «Chi ha preso i soldi della Lega dovrà restituirli fino all’ultimo centesimo». Il messaggio di Roberto Maroni, leader della nuova corrente “celodurista” che sta prendendo piede a forza nel Carroccio, è chiarissimo: i colpevoli verranno trovati, e pagheranno. Eccome, se pagheranno. Un giustizialismo targato 1993 che ancora non muore, che trova spazio anche in un momento storico in cui il cappio è finito al collo di chi lo sventagliava. La base approva, è galvanizzata, Maroni la tiene in pugno. Fischi per Belsito. Fischi per Rosy Mauro: «Ci penserà la Lega a dimetterla!», promette l’ex ministro dell’Interno. E partono urla da stadio: “MA-RO-NI, MA-RO-NI!”. La base ormai è in delirio e pende dalle labbra dell’ex ministro, che incalza: «Largo ai giovani!». L’esperienza del Trota è stata significativa. Intanto i partecipanti sono al settimo cielo e la gioia è palpabile quando Bobo si scaglia contro Monti. «La Padania oggi è minacciata dal governo», ulula il nuovo leader spirituale del Carroccio, che incalza: «Oggi più che mai serve restare uniti e se Umberto Bossi si ricandiderà segretario, io lo voterò». Applausi a grappoli. C’è solo un momento di tiepida tensione a spezzare la nordica euforia: “Un medico al centro del padiglione, qualcuno si è sentito male”, recitano sobri gli altoparlanti. Maroni subito ironizza: «Ho parlato di congressi e qualcuno è svenuto». La Lega è anche questo.

IL RE LEONE – Sceso dal palco Maroni, il testimone passa al nuovo presidente federale della Lega. Esatto, è proprio lui: Umberto Bossi. L’anticlimax del comizio. «Ripartire non è facile». Incespica, scandisce a fatica Umberto. Ha poco del Re, ancora meno del Leone. «È una specie di complotto», si difende il Senatùr, che però non convince nessuno, tantomeno la base. E i partecipanti manifestano il dissenso urlando inferociti: “Maroni!, MA-RO-NI!”. «La divisione porta male», si difende il Senatùr, che incalza un po’ a fatica, rispondendo a una domanda che nessuno gli aveva fatto: «Non è vero che Maroni è un traditore». “MA-RO-NI!”, insiste Bergamo. Messo all’angolo, affannato e ferito, il Re Leone si difende dietro la solita barriera delle teorie del complotto. «Il nemico è il centralismo romano, tutto il resto sono storie». Qualche tiepido applauso, poi un silenzio gelido. Silenzio che viene spezzato da una confessione imbarazzata del senatùr: «I parenti non devono più lavorare nella Lega: sono un rischio». L’esperienza del Trota è stata significativa. Ma Simba è ormai all’angolo. Non gli resta che urlare: «W la Lega!» mentre ogni domanda legittima cala insieme al sipario. Il presentatore riprende allora in mano il microfono e tenta l’impossibile: «Con Bossi e Maroni fino all’indipendenza!». Un’uscita di comodo a una domanda scottante: con Bossi o con Maroni? Va’ pensiero.

Raffaele d’Ettorre

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Commenti all'articolo
  1. Perchè non centriamo l’attenzione a coloro che fanno politica per arricchirsi, rubbando ai cittadini miliardi di Euro, invece di occuparsi di come sperperava i soldi la Lega?
    I soldi che un qualsiasi partito incassa “legalmente” deve poterli spendere come meglio crede, intanto la saggezza insegna di aspettare le indagini della magistratura e poi si potranno tirare le somme.
    Nel fra tempo bisognerbbe occupiarsi dei bilanci dei partiti che nonostante sono in attivo di decine di milioni di euro, a giugno incasseranno ancora 100 milioni di euro ed in cambio ci promettono maggiore trasparenza, ancora una volta ci stanno prendono in giro, nel fra tempo l’Italia rischia una gravissima recessione, con aziende che chiuderanno con più disoccupazione e di conseguenza con meno entrate per l’erario, non ci vuole un professore per capire che nel mese di luglio bisognerà fare una ulteriore manovra.
    Ma nonostante i tecnici ed i professori che ci governano tutto questo o non lo capiscono o non lo vogliono capire.
    Bisogna fare una scelta coragiosa, colpire i parassiti dello stato e non mi riferisco agli evasori in quanto sono vittime di un sistema politico che ha insegnato il metodo per evadere, ma riferisco a chi attraverso la burocrazia ritarda ad arte le concessioni per utilizzare il tempo come ricatto per ricevere le bustarelle.
    Vincenzo

  2. Perchè non centriamo l’attenzione a coloro che fanno politica per arricchirsi, rubando ai cittadini miliardi di Euro, invece di occuparsi di come sperperava i soldi la Lega?
    I soldi che un qualsiasi partito incassa “legalmente” deve poterli spendere come meglio crede, intanto la saggezza insegna di aspettare le indagini della magistratura e poi si potranno tirare le somme.
    Nel fra tempo bisognerebbe occuparsi dei bilanci dei partiti che nonostante sono in attivo di decine di milioni di euro, a giugno incasseranno ancora 100 milioni di euro ed in cambio ci promettono maggiore trasparenza, ancora una volta ci stanno prendono in giro, nel fra tempo l’Italia rischia una gravissima recessione, con aziende che chiuderanno con più disoccupazione e di conseguenza con meno entrate per l’erario, non ci vuole un professore per capire che nel mese di luglio bisognerà fare una ulteriore manovra.
    Ma nonostante i tecnici ed i professori che ci governano tutto questo o non lo capiscono o non lo vogliono capire.
    Bisogna fare una scelta coraggiosa, colpire i parassiti dello stato e non mi riferisco agli evasori in quanto sono vittime di un sistema politico che ha insegnato il metodo per evadere, ma riferisco a chi attraverso la burocrazia ritarda ad arte le concessioni per utilizzare il tempo come ricatto per ricevere le bustarelle.
    Vincenzo

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