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Opinioni e commenti
 

La “proposta indecente” del Pd: dimezzare il finanziamento ai partiti e aumentare i controlli
Pubblicato il 25-04-2012


Dimezzare il finanziamento ai partiti e porre un tetto alle spese elettorali: è la proposta presentata ieri pomeriggio dal segretario del Pd. Alla vigilia delle elezioni amministrative, Pier Luigi Bersani propone un dimezzamento immediato, da 180 milioni attuali a 90, una proposta che trova il sostanziale consenso delle altre due “colonne” dell’asse ABC, Pier Ferdinando Casini e Angelino Alfano. Il provvedimento dovrebbe vedere la luce tra maggio e giugno. Nel frattempo, il Pd pensa anche ad un parallelo rafforzamento dei controlli all’interno dei partiti stessi, per evitare il dilagare di casi analoghi a quelli dei due tesorieri Lusi (della “defunta” Margherita) e Belsito (della “ancora viva” Lega). Secche le motivazioni del segretario: «Se tutta l’Italia tira la cinghia – ammonisce Bersani – la politica deve farlo due volte di piu».

LETTERA AGLI ISCRITTI –  «Il compito di un grande partito popolare e nazionale è di pensare prima all’Italia e poi ai suoi interessi. L’eredità lasciata dal centrodestra è tuttavia pesante e il senatore Monti ha dovuto prendere provvedimenti impopolari». Lo ha scritto il segretario Pd Pier Luigi Bersani nella lettera inviata agli iscritti democratici per il 25 aprile. «Non tutte le misure che sono state varate l’avremmo predisposte noi – precisa Bersani – abbiamo avanzato le nostre proposte e ottenuto anche alcuni importanti miglioramenti (dal prelievo sugli esportatori di capitale che hanno sfruttato il condono di Tremonti alla lotta contro l’evasione, alla difesa dell’articolo 18, fino alla battaglia per il futuro degli esodati). Ma – conclude il segretario – non dimentichiamo e non permettiamo che si dimentichi che Monti è venuto non dopo i partiti, ma dopo Berlusconi».

BERLUSCONI, PD POTREBBE VINCERE LE ELEZIONI – «Dopo le amministrative il Pd potrebbe avere la tentazione di andare al voto ad ottobre», elezioni che «potrebbe vincere con l’attuale sistema elettorale». Lo ha dichiarato il leader del Pdl Silvio Berlusconi durante una riunione con i coordinatori regionali del partito, a Montecitorio. In una fase delicatissima per il Popolo delle Libertà, l’ex premier cerca di mettere sull’attenti i suoi fedelissimi. Quelli, cioè, che ancora non si sono lasciati incantare dal secessionismo della “corrente Pisanu” o dal nuovo-vecchio progetto centrista che Pierferdinando Casini proporrà dopo le amministrative.

DOPPIA STRATEGIA – Il timore è che l’attuale porcellum, la legge elettorale approvata sotto Berlusconi dall’allora ministro Calderoli, possa favorire la sinistra. I timori vengono espressi senza mezzi termini da Berlusconi, che ne indica poi sicuro le cause dell’insicurezza pidiellina su eventuali elezioni anticipate: «La Lega – dice Berlusconi – masochisticamente ha deciso di andare alle amministrative da sola e Fini è andato via». Per scoraggiare gli “eretici” che in questi giorni si stanno facendo tentare dal riformismo di Giuseppe Pisanu, Berlusconi ha in mente una doppia strategia.

UNA VENTATA DI FRESCHEZZA – Da una parte, il Cavaliere recepisce la “fame” partitica e si ripropone di svecchiarne l’immagine. «Al prossimo Congresso del Pdl – afferma l’ex premier – sottoporremo l’ipotesi di un nuovo nome per il partito, ma la struttura resterà la stessa, con gli stessi uomini che credono nelle nostre idee». Lo scopo è ovvio ma Berlusconi gioca a carte scoperte: «Rilanceremo con il nuovo nome una grande confederazione dei moderati di centrodestra, ospitando tutti quelli che vogliono contribuire a battere la sinistra». L’idea è quella di muovere guerra alle ambizioni di Casini e puntare sul piatto centrista usando una ricetta simile a quella del leader Udc, ovvero un mix di tradizione con quel tanto di “nuovo” (a cominciare dal nome stesso del partito) che basta per accalappiare gli elettori dell’ultima ora. «L’acronimo Pdl – sottolinea Berlusconi – non suscita emozione».

MENO MALE CHE ANGELINO C’È – «A una formazione politica per vincere occorrono i soldati, ma anche un segretario capace di mangiarsi tutti gli altri segretari». La seconda parte della ricetta di Silvio per prevenire i disastri di eventuali elezioni a ottobre prevede quindi la scelta di un buon “generale” che quidi i suoi “soldati”. Il cavaliere sceglie così di riconfermare Angelino Alfano a capo della segreteria pidiellina perché Angelino, secondo il premier, avrebbe un “qualcosa in più” rispetto agli altri. «Io Alfano lo conosco bene – dice Berlusconi –  lavoro con lui da oltre dieci anni. È dotato di quel quid in più che solo lui ha e di cui c’è bisogno».

Emanuele Ciogli

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Commenti all'articolo
  1. Tutti i partiti hanno speso cieca il 10% del finanziamento che hanno percepito.
    Bersani ha dichiarato che presenterà una proposta di legge che dimezzerà il finanziamento pubblico ai partiti.
    Subito si sono dichiarati a favore sia Alfano che Casini, però non subito, semai si farà a giugno, quando le votazioni per le amministrative sono già concluse.
    Tanta demagogia, ma i fatti zero, come dimezzare il numero dei parlamentari, ridurre i loro stipendi, tutti annunci, tutti d’accordo ma non si capisce perché nessuno li vota, anzi si capisce benissimo, ci prendono per i fondelli.
    Se continueranno a raccontarci balle, alle prossime elezioni politiche, questi partiti, raccoglieranno un sacco di voti.

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