martedì, 21 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Le griffe riscoprono il denim tra eleganza e eco-friendly
Pubblicato il 10-04-2012


Ecological- chic. Questa la nuova tendenza sulle passerelle, che vede sempre più l’esigenza del bello legata a doppio filo con quella dell’ecologicamente corretto. Proprio in questa direzione si muove un trend in crescita che risulta essere un vero e proprio revival. Per questa stagione modaiola non ci sono difatti mezze misure: l’oggetto dei desideri, qualsiasi esso sia, se sarà chic, allora sarà tessuto in denim. Difatti, la tela di Genova legata per sempre all’idea dei vecchi, cari blue jeans, da qualche stagione è passata all’attacco in cerca di nuovi spazi. Spazi sempre più verdi a quanto afferma Marco Lucietti, direttore marketing divisione Isko di Sanko Holding, multinazionale produttrice di filati in Turchia: «Produrre il denim – spiega Lucetti – è uno dei processi più inquinanti che ci siano, ma non è vero che essere ecosostenibili costa di più. Solo occorre esserlo fin dall’inizio con un intento ideologico ed etico e non semplicemente di marketing». Isko, la divisione che si occupa del denim, sottolinea il direttore, «ha scelto di essere ecosostenibile. La sostenibilità è un punto chiave, ma bisogna essere completamente ecosostenibili altrimenti non si è corretti. L’attenzione all’ambiente – conclude il Lucietti – deve essere posta su tutta la filiera, a cominciare da come viene coltivato il cotone, non si tratta semplicemente di risparmiare acqua (il 90% dell’acqua che utilizziamo viene depurata e resa potabile) ma di porre attenzione a tutto». Per un paio di jeans, infatti, si spendono70 litri d’acqua mentre i processi di coltivazione intensiva del cotone portano all’utilizzo massiccio di fertilizzanti e sostanze tossiche anche per i contadini.

IL DENIM DIVENTA GLAMOUR – Attenzione per l’ambiente non lontana dalle passerelle: il vero cambiamento di paradigma infatti è suggerito dal naturalistico salto di stile, che si compie con le nuove collezioni primavera-estate in cui il denim entra a far parte di prepotenza del genere glamour. La rivincita chic dello storico tessuto può difatti dirsi compiuta con la nuova denim couture di Ermanno Scervino, che libera per sempre questa stoffa, finora considerata sportiva per eccellenza, dal suo peccato d’origine, ovvero quello di essere stato il materiale d’elezione dei più fortunati pantaloni da lavoro della storia: i blue jeans. Scervino con la sua nuova collezione ha cancellato definitivamente i confini tra stile casual e glamour accostando il denim al pizzo e al macramè, in una lavorazione sperimentale, dall’effetto vintage e tridimensionale.

LE GRIFFE RISCOPRONO IL “TESSUTO DEGLI OPERAI” – Cosicché vengono ad essere in denim capi sartoriali come spolverini e tailleur, ma anche pagliaccetti per serate easy in riva al mare e borse con dettagli e manici in cuoio e metallo dorato. Ma il denim non si ferma qui e il terreno di conquista si allarga anche alle grandi griffe francesi: così Balmain ha abbinato la camicia jeans alla minigonna in pelle color lingotto, Chanel ha realizzato in denim la borsa profilata di pelle, con manici a catena, che riporta stampata davanti le due celebri doppie C del logo e l’indirizzo più famoso della moda: 31 rue Cambon, Paris. Ma non finisce qui: Chanel ha anche firmato anche le semplici espadrillas in denim azzurro. Denim a tutta birra? Senza dubbio: è assolutamente chic la tuta in denim anni ’70, con pantaloni Palazzo e scollatura profonda firmata Miss Sixty, ma anche l’effetto denim con dettagli di pelle per la borsa con tracolla di Furla. Dunque questa sarà la primavera emancipatrice del demin, finalmente non solo filato sportivo, ma ecologicamente elegante.

Diletta Liberati

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