venerdì, 17 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Lega, Belsito disoccupato? Potrebbe fare il consulente finanziario
Pubblicato il 17-04-2012


Il «tesoriere più pazzo del mondo», come lo stesso Francesco Belsito si definiva, è indagato da tre procure per appropriazione indebita, truffa ai danni dello Stato e riciclaggio. Ma aldilà delle inchieste e degli eventuali reati che saranno accertati, come se l’è cavata l’ex leghista di origine calabrese con i rimborsi pubblici del Carroccio, che ha gestito dal febbraio 2010 fino a pochi giorni fa? E’ stato tanto furbo quanto “maneggione”? Volendo lanciare una provocazione, si potrebbe ritenere che adesso avrà bisogno di lavorare e dunque cerchiamo di capire se sarebbe un buon consulente finanziario, pur non avendo in curriculum competenze specifiche. Insomma, voi gli affidereste un gruzzoletto da far fruttare più o meno illecitamente?

DALLA PADANIA ALLA TANZANIA – L’idea fondamentale, ossia quella di esportare capitali all’estero, era ottima. Gli italiani che possono permetterselo lo stanno facendo sempre più, tanto che si parla di circa 130-140miliardi di euro volati nella sola Svizzera. Certo, magari la Tanzania (via Cipro) non è la meta ideale, anche se poi sembra che la destinazione ultima dei fondi leghisti potesse essere San Marino. Eppure anche la piccola repubblica nel cuore dell’Italia centrale non è più sicura (cioè opaca) come una volta, le autorità locali hanno deciso di cambiare registro e i «magheggi» fiscali e finanziari non vengono più tollerati come un tempo. Caro Belsito, la prossima volta guarda altrove in Europa. Va bene uscire dall’euro come potrebbe averti consigliato Giulio Tremonti (l’ex ministro smentisce), ma studia una triangolazione diversa. Magari prova in Slovenia se la Svizzera ti sembra troppo scontata. Oppure ci sono i classici intramontabili: il Lussemburgo, il Lichtenstein, le Cayman e gli altri paradisi (fiscali) caraibici.

FIGURA DA «PERACOTTARO» – Peraltro l’ex tesoriere, alla fine, si è pure visto respingere le transazioni dalla Fbme, di fatto la filiale cipriota della Federal Bank of Lebanon, e dunque ha rimediato una clamorosa figuraccia da «peracottaro». Ripetiamo: l’idea è comunque buona anche perché l’esportazione illegale di capitali è considerata un semplice illecito amministrativo che prevede una sanzione pari al 5-20% del capitale spostato. Dunque molto meno dell’imposizione fiscale (al 50% e più) in Italia. Morale? Il gioco vale la candela e continua a valerla malgrado adesso il governo Monti punti a innalzare le multe fino al 30%. Tuttavia le cose, quando si decide di farle, bisogna siano fatte bene, vero Belsito?

IL LINGOTTO A «BOMBOLOTTO» – E poi: affidereste i soldi a uno come «bombolotto» (così era definito l’ex leghista genovese nel suo giro di amici intercettati) che si avvale dei servigi dello «shampato» Marco Bonet, del sinistro «ammiraglio» Romolo Girardelli e dell’equivoco Bruno Mafrici? Ora si scopre che la cricca familiare del Carroccio aveva impegnato i rimborsi pubblici anche in lingotti e diamanti (circa 600mila euro in tutto).  Altra bella pensata? Beh, sicuramente l’oro è una commodity che non passa mai di moda, un bene rifugio che cresce di valore ogni volta che i mercati azionari crollano. E negli ultimi anni il suo prezzo ha segnato un rally impressionante. Tuttavia, da molti mesi a questa parte la quotazione è sulle montagne russe e la convenienza non è più così scontata.  Ad aprile dell’anno scorso il metallo prezioso viaggiava intorno ai 1.500 dollari l’oncia, ma in estate aveva superato la cifra astronomica di 1.900 dollari l’oncia. Poi è iniziato un saliscendi che oggi lo colloca appena sopra i 1.650 dollari.

UN DIAMANTE E’ PER SEMPRE – E i diamanti? A differenza di Belsito sono «per sempre», simbolo di amore eterno. «Bombolotto» e compagnia bella ci avrebbero messo su 400mila euro. E lì hanno fatto una delle pensate migliori. A differenza dell’oro, infatti, le pietre preziose hanno avuto un trend costante di crescita dei prezzi. Da una parte, infatti, si continua a ritenere che siano sempre più rare e che potrebbero esaurirsi da qui a mezzo secolo. Dall’altra, ci sono i mercanti mondiali più importanti che acquistano direttamente dai minatori gonfiando artificialmente i valori. I diamanti da investimento non si comprano in gioielleria, ma in alcune banche o attraverso i commercianti di tali pietre. Di solito i prezzi degli istituti sono superiori del 30% rispetto a quelli proposti dai venditori. Un’idea di quanto bisogna sborsare? In base alla qualità della gemma si va dai 5mila euro e poco più per il «Top Crystal I» da 0,5 carati (19mila euro un carato), il meno pregiato, ai 10mila euro dei «River D» (42mila euro per un carato).

IL VECCHIO, CARO MATTONE – Pare invece che Belsito non si sia fatto molto attrarre dai titoli di Stato (l’unico valore mobiliare di cui dovrebbe essere consentito l’acquisto con i soldi pubblici dei partiti). I rendimenti di questi tempi sono ottimi, ma la rischiosità è alta. E allora le camicie verdi hanno preferito fare ciò che fanno un po’ tutti gli italiani (non solo i padani), ossia investire negli immobili. Case, terreni, fabbricati: ecco la Lega del mattone. Sembra siano 18 le proprietà acquistate e registrate dal 1994. Gran parte degli affari precedono l’epoca Belsito, ma al 24 giugno 2011 risalirebbe l’ultimo acquisto della «family»: la cascina con terreni a Brenta, vicino Gemonio, che mamma Manuela ha intestato al figlio del Senatur Roberto Libertà. Buona idea, visto che secondo l’Ufficio studi di Immobiliare.it proprio a Brenta, a marzo 2012, il prezzo medio degli immobili era di 1.701 euro/mq. Più o meno come a giugno scorso, quando acquistò la signora Marrone-Bossi. Dunque il crollo dei valori per la crisi non c’è stato. Anzi: le ville indipendenti sono salite dai 1.700 euro/mq di luglio ai 2mila euro/mq di ottobre 2011. Complimenti, dunque, alla «sciura» Manuela per il fiuto. Belsito, dal canto suo, avrebbe comprato uno stabilimento balneare a Lavagna: affare lucroso, non c’è che dire, anche se pesa sul settore la minaccia di una revisione (di stampo europeo) delle concessioni e ciò potrebbe abbassare la redditività di questo genere  di attività. Ce lo vedete l’ex tesoriere leghista che si rifà una vita tra ombrelloni, sdraio e gelati? Magari salterebbe su un pattino e partirebbe alla conquista delle Cayman.

Ulisse Spinnato Vega

 

 

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