domenica, 21 ottobre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Lo stilnovo di Renzi rottama (anche) la storia
Pubblicato il 18-04-2012


A Firenze Matteo Renzi scivola sulla storia e, per dirla da par suo, la rottama. Suscita infatti da qualche giorno (sulla stampa e sui social network) commenti ironici e battute sferzanti la gaffe che il sindaco ha immortalato nella sua ultima fatica letteraria, “Stilnovo. La rivoluzione della bellezza tra Dante e Twitter”, in libreria per i tipi di Rizzoli. Un successo annunciato, ma appunto macchiato da un errore da penna blu scovato dal sito di ispirazione laica e liberale Pensalibero.

Il passaggio incriminato è verso la fine, quando il sindaco, raccontando di trovarsi al lavoro alla sua scrivania, scrive: “Alla mia destra c’è la Battaglia di Gavinana, il quartiere che nel 1530, durante l’assedio di cui abbiamo già parlato, diventa teatro dello scontro tra le forze della Repubblica e quelle di Carlo V che tenta di riportare i Medici in città. E’ la battaglia in cui perde la vita il grande condottiero Francesco Ferrucci”. Tutto vero. Peccato solo che la Gavinana teatro dello scontro rappresentato nell’affresco non sia il quartiere che Renzi evoca ma un paese della montagna pistoiese. Un abbaglio fondato, per carità, dato che Gavinana è anche un quartiere, più precisamente una zona ben nota alla periferia sud di Firenze. Tanto che proprio lì, in piazza Gavinana, una delegazione di giovani del Pdl è andata a porre una finta lapide commemorativa dell’omonima battaglia.

Una goliardata  in perfetto stile fiorentino che i protagonisti dell’azione, il coordinatore cittadino della Giovane Italia Niccolò Macallè ed i vice coordinatori Andrea Badò e Niccolò Caciolli, hanno motivato come una tirata di orecchie ad un sindaco “sempre pronto a dar lezioni a tutti”. “E avendo rivendicato – hanno proseguito i tre – di aver scritto personalmente il libro non c’è da dubitare che l’errore sia suo e solo suo”. Altra nota dolente, questa, dato che nei giorni dell’uscita del libro alcune perfide recensioni avevano messo in dubbio che il sindaco avesse scritto il libro di suo pugno. Stizzita e orgogliosa la reazione di Renzi, che aveva giurato di aver fatto tutto da sé. Errori compresi.

Matteo Morandini

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Premesso che Renzi è così poco significativo da non potere essere oggetto di una qualche attenzione politica, mi preme rilevare che il Renzi è il prodotto della politichetta militante fatta di espedienti mediatici e furbeschi cui si è adagiato anche il PD di Bersani. Ma se non ci fossero state Ruby e le olgettine di cosa avrebbero potuto parlare personaggi di questo livello per tutti questi anni?

Lascia un commento