domenica, 21 ottobre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Il sacerdote che nega la comunione a un bambino disabile? Tutta una montatura
Pubblicato il 12-04-2012


Diritti negati e poi ritrattati. Questa la prima reazione alla notizia choc e alla pronta smentita che arriva da Porto Garibaldi nel ferrarese. Un parroco ha infatti proibito la prima comunione a un bambino di dieci anni, disabile mentale, perché incapace di intendere e di volere. Il parroco, don Piergiorgio Zaghi, ha infatti ritenuto che il bambino, affetto da un grave ritardo mentale, non fosse in grado di comprendere il mistero dell’Eucarestia. E mentre il mondo laico del Paese ha condannato il comportamento del sacerdote, i suoi parrocchiani si sono divisi, tra chi si dice vicino alla scelta del parroco e chi invece è più perplesso, richiamando anche l’appello del Papa ad assicurare l’Eucarestia, per quanto possibile, anche ai portatori di handicap mentali.

A PROPOSITO DI DISCRIMINAZIONI – La reazione collettiva è stata dunque pronta e indignata e a tal proposito Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori e consulente della Commissione parlamentare per l’Infanzia si è detto incredulo davanti alla «motivazione addotta dal Vicario della diocesi, a parere del quale per ricevere il sacramento si dovrebbe essere capaci di distinguere il pane dall’ostia. Credevo – dice Marziale – che il Sacramento fosse vincolato ad uno stato di grazia e purezza più che a un test psico-attitudinale, rispetto al quale i preti non sono certo abilitati». Il presidente dell’ Osservatorio si dice «frastornato dall’episodio, che denuncia uno stato di oscurantismo culturale degno del peggior medioevo. Soltanto una revisione del sacerdote e di chi ne ha preso le difese – conclude il sociologo – potrebbe riconciliarela Chiesa con la civiltà, anche cristianamente, compiuta».

LE REAZIONI – Alle reazioni della comunità scientifica si sono aggiunte quelle delle associazioni che quotidianamente si impegnano sul territorio per realizzare un percorso di mutamento culturale e sociale che consenta al nostro Paese di essere al passo coi tempi, una su tutte Equality nelle parole del presidente Aurelio Mancuso: «Si tratta di una violazione delle disposizioni canoniche, già assurdamente restrittive nei confronti di persone separate, divorziate o omosessuali, che non prevedono alcuna esclusione dall’Eucarestia per le persone inabili». «Ci uniamo – ha continuato Mancuso – al coro di proteste sollevato da molte famiglie e dai compagni di scuola del bambino, che ha subito un’odiosa discriminazione. È evidente – ha concluso – che nella chiesa cattolica molti prelati e sacerdoti hanno perso la bussola del messaggio evangelico, che proprio agli afflitti e ai malati riserva parole forti e chiare». Al sacerdote ha scritto una lettera anche un compagno di classe del bambino, sempre riportata da un quotidiano ferrarese, che sostiene che «se fosse con noi sarebbe una grande gioia per lui e per noi il vero valore della Comunione».

MISTERO DELLA MALA-FEDE – L’eucarestia è da dizionario il «Sacramento cristiano che, grazie alla transustanziazione, attua la comunione dei fedeli con il corpo di Gesù Cristo». E questo è stato negato a un bambino, colpevole solo esser nato con una diversità mentale che troppo spesso si confonde con l’essere una colpa. Davanti a questi fatti sconcertanti restano quindi tante domande: ci si chiede come sia possibile a un sacerdote arrogarsi il diritto di valutare il sentire di un piccolo fedele solo perchè affetto da un ritardo mentale? Come può un sacramento fondante quale quello dell’Eucarestia non essere per tutti, come universale è l’amore del Cristo? Inoltre, ha ancora senso battezzare gli infanti, quelli sì incapaci d’intendere e di volere, se si nega la comunione a un ragazzo con tale disabilità?

Le domande sorgono spontanee, ma la risposta non si è fatta certo attendere.  A quanto si apprende dalla versione ufficiale fornita al Fatto Quotidiano dalla curia estense per il ragazzo «in questo momento è impossibile ricevere l’eucaristia», perché il bambino rifiuterebbe l’ostia: «Adesso la rigurgita, cosa facciamo? Gliela ridiamo da mangiare ancora? C’è bisogno di un percorso di accompagnamento». Percorso che «il parroco è sempre stato disposto a seguire con lui, in collaborazione con le catechiste e le insegnanti di sostegno. Ma bisogna considerare che questo bambino ha frequentato un solo mese di catechismo, era sempre ammalato». Dunque, il sacerdote «non ha mai negato la comunione» e «se a maggio il bimbo smetterà di rifiutare la particola, si vedrà».

LA SMENTITA DEL PARROCO – La decisione presa dal parroco era peraltro stata concordata con i genitori, visto l’esito ottenuto dai tentativi fatti dal sacerdote per avvicinare il bambino all’ostia: all’inizio di aprile avviene l’incontro in Curia, durante il quale il prete aveva offerto al ragazzo una particola non consacrata da lui respinta. Quindi il suggerimento dei genitori: alla Messa della Prima Comunione il bambino sarà nelle panche insieme con i coetanei, senza però ricevere il Santissimo Sacramento ma una carezza del parroco e la benedizione. Dunque una via di mezzo per non discriminare il bambino oggettivamente impossibilitato a ricevere l’Eucarestia. Secondo l’arcidiocesi, è questa la via per mostrare che la disabilità interpella la Chiesa, secondo la quale ciascun portatore di handicap è «persona prediletta» e partecipa come tutti i credenti alla celebrazione, che la parrocchia lo sostiene nella promozione integrale, in attesa che il percorso possa proseguire e compiersi. Accordo trovato, i patti sono stati rispettati: nella celebrazione del Giovedì Santo il bambino seduto in mezzo ai compagni, vicino alla madre ha ricevuto come concordato carezza e benedizione. Niente da eccepire, almeno apparentemente, ma le apparenze spesso ingannano e la valanga di polemiche era destinata a partire inevitabilmente: a distanza di qualche giorno, quanto accaduto in quella chiesa sui lidi ferraresi si è trasformato in un caso mediatico con tanto di presunto esposto patacca alla Corte europea dei diritti dell’uomo «per violazione della libertà religiosa» subitamente negato dalla madre. Dunque tutta una montatura, fortunatamente davanti a una società che non sempre ricorda il valore dell’accoglienza e dell’uguaglianza, almeno la Chiesa continua a dare il buon esempio. A dispetto del chiacchiericcio di cortile.

Diletta Liberati

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento