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Opinioni e commenti
 

Monti tassa le borse di studio di specializzandi e ricercatori di Medicina
Pubblicato il 16-04-2012


Proprio non ci stanno a subire in silenzio. E allora sciopero. Un fiume di camici bianchi in formazione, medici specializzati, dottorandi e iscritti a scuole di specializzazione oggi e domani lasceranno in massa aule e corsie per invadere la Capitale e far sentire il proprio dissenso verso l’ultima tassazione, antipatica e un po’  beffarda per chi è precario da tutta una vita, imposta sulle già misere borse di studio. Ma come stanno le cose? Non basta fare anni di sacrifici lavorando gratuitamente in stanzette polverose di qualche accademico con la A maiuscola nella speranza che un giorno arrivi il proprio turno. Poi quel giorno arriva e si diventa ricercatore troppo spesso gratis. Pochissimi fortunati, la buona sorte spesso in quest’ambiente non coincide con il merito, però riescono a portare a casa un contratto a tempo da ricercatore universitario con tanto di borsa di studio. Parliamo di un contratto di anno circa per poco più di 1000 euro netti. Troppo bello per essere vero? Sì se ci si mette anche il governo Monti che ha stabilito che anche questi pochi fortunati dovranno pagare l’Irpef. Se un medico specializzato, un dottorando di ricerca ed un iscritto ad altre scuole di specializzazione, infatti, superasse con la propria borsa di studio una retribuzione annua di 11.500 euro, sarà costretto a pagarci le tasse sulla cifra eccedente tale soglia. Peccato che questa inesorabile asticella sia stata posta troppo in basso, così da colpire la quasi totalità dei giovani ricercatori italiani. Adesso però un po’ meno fortunati. Tutti giovani che, al contempo, pagano anche le tasse ai loro atenei perché sono considerati a tutti gli effetti studenti in formazione.

CAMICI BIANCHI IN PIAZZA – Ieri mattina al Policlinico Umberto I di Roma decine di camici bianchi under 30 si sono riuniti per discutere il da farsi. Oggi la ‘frangia’ romana delle protesta si riunirà a piazza del Popolo per raggiungere poi Montecitorio. Scartata l’idea di un corteo dalla Sapienza perché non c’era tempo per avere le autorizzazioni. Intanto ieri si è scioperato con disagi soprattutto sui turni di guardia. La protesta prosegue oggi, oltre che con lo sciopero, anche appunto con un sit-in davanti a Montecitorio dove il decreto sarà votato questa settimana e dove diversi emendamenti stanno cercando di ammorbidire la norma di cui però gli specializzandi chiedono la “cancellazione”. Il ministro Renato Balduzzi, parlando da Torino, ha offerto la possibilità agli specializzandi, domani, di essere ricevuti al ministero. Ma i giovani chiedono risposte “immediate”.

LA DENUNCIA DELLO SPECIALIZZANDO – Spiega uno specializzando del policlinico Umberto I: «La nostra situazione e’ assurda. Per lo Stato siamo un po’ lavoratori un po’ studenti. Siamo considerati lavoratori dipendenti però non abbiamo nessun diritto: non ci pagano gli straordinari, non abbiamo i festivi pagati ne’ la tredicesima. Paghiamo le tasse universitarie e, da quest’anno, anche l’Inps…Si decidano… ». Su tutti sorprende la voce scandalizzata del Governatore della Regione Puglia che pochi giorni fa è stato indagato per concorso in abuso d’ufficio proprio con l’ipotesi di aver favorito la nomina del professor Paolo Sardelli a primario di chirurgia toracica, all’ospedale San Paolo di Bari.

VENDOLA INDAGATO MA SI INDIGNA PER I GIOVANI RICERCATORI – Ma Vendola non ci sta, s’indigna, nessuno lo prende in parola e lui s’indigna ancora una volta: «L’ho già detto pubblicamente qualche giorno fa, vedo che si fa finta di niente e quindi lo ripeto: francamente trovo inaccettabile che ci si accanisca sulle borse di studio degli specializzandi di medicina decidendo di tassarle, così come è previsto dal decreto fiscale del governo». Il presidente di Sinistra Ecologia Libertà riconferma il sostegno di Sel alla protesta degli specializzandi di medicina che hanno annunciato uno sciopero e manifestazioni in tutta Italia. «E’ francamente insopportabile che questo governo di tecnici utilizzi con ipocrisia e in modo propagandistico la parola giovane quando poi nella realtà i giovani studenti, i giovani precari sono continuamente bastonati dai suoi provvedimenti. Il governo si muova e nel frattempo il Parlamento- conclude Vendola – dia subito un segnale di ragionevolezza e di equità cancellando questa norma stolta».

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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