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Opinioni e commenti
 

Nencini (PSI): «25 aprile, festa laica della libertà nel ricordo delle donne»
Pubblicato il 26-04-2012


«È la prima e più importante festa laica nazionale, perché è la ricorrenza che rammenta la libertà a un popolo che ne era stato privato». È questo il ricordo che Riccardo Nencini, segretario nazionale del Psi, rivolge in occasione delle celebrazioni per la Festa della Liberazione. Una festa che il segretario ha scelto di trascorrere all’interno della fabbrica fiorentina, la Galileo, dove nel 1944 morirono diverse persone in seguito ai bombardamenti. «Oggi – ha detto Nencini – sono voluto andare lì per ricordarli». L’augurio del segretario è che «il 25 aprile diventi meno agiografico, una festa che resti sì in calendario ma con un piglio rinnovato, diversa ogni anno nella sua celebrazione».

L’IMPORTANZA DELLE DONNE NELLA RESISTENZA – Il 25 aprile però deve anche essere, sottolinea il segretario, una festa per rendere il “giusto riconoscimento” all’universo femminile, quel “mondo sommerso” che ha tenuto le fila di un’Italia allo sbando. «Le donne nella Resistenza italiana sono poco presenti a livello storiografico – dice Nencini – ma senza di loro, l’Italia di quegli anni sarebbe stata ancora più fragile. Furono le donne a mandare avanti l’Italia, terra della mezzadria, tenendo i poderi e crescendo i figli mentre i padri erano lontano da casa, sbandati nell’esercito italiano dopo l’8 settembre o persi nella macchia. Furono le donne – continua Nencini – a nascondere i partigiani e a dar loro da mangiare. Oggi è arrivato il tempo di scrivere una storia della Resistenza italiana al femminile».

RESISTENZA, PERIODO CRUCIALE – Il segretario ha voluto inoltre sottolineare il contributo portato dagli Alleati alla lotta contro il nazi-fascismo: «Senza di loro – dice Nencini – non ci sarebbe stata la libertà». E alla generazione che ha fatto la Resistenza, il segretario dice grazie: «a loro dobbiamo gli italiani di oggi. Era una generazione di ribelli giovanissimi: Bube aveva 18 anni, la sua famosa ragazza che diede il nome al libro simnbolo della Resistenza, ne aveva soltanto 16. Era una generazione che non aveva conosciuto la libertà e che è morta per raggiungerla». Il segretario conclude ricordando il ruolo storico cruciale svolto dalla Resistenza, a cui l’Italia deve «la scelta della Repubblica, la Costituzione e, in ultima analisi, la ricostruzione di un Paese sconfitto e distrutto».

Redazione Avanti!

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Commenti all'articolo
  1. Riccardo Nencini ha posto in evidenza un argomento spesso sottovalutato : nelle lotte sia civili che militari sono gli uomini che stanno per lo più al fronte, ma sono le donne che mantengono il tessuto sociale nella retroguardia . E sono le donne che, finita la fase acuta della battaglia, sia nella vittoria che sopratutto nella sconfitta, permettono agli uomini di ritornare a vivere nella normalità.

  2. Mi fa molto piacere constatare qualcuno si ricordi dell’importanza del lavoro delle donne, che la storia ci insegna quanto siano sempre state indispensabili ovunque ci sia stato qualcosa da “ricostruire”!!! Un sentito “Grazie” a Riccardo Nencini!!!

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