domenica, 21 ottobre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Non abbocca? Arriva il pesce-robot che guida interi branchi
Pubblicato il 13-04-2012


Pesci roboticamente indirizzati? Non è fantascienza né la provocazione di qualche animalista sul piede di guerra. Ma è l’ultimo ritrovato in fatto di ricerca scientifica. Un pesce robot che si finge capobranco riuscendo a dirigere dove vuole interi banchi di pesci. L’idea geniale è venuta ad un gruppo di studiosi dell’Istituto per l’ambiente marino costiero del Consiglio nazionale delle ricerche di Oristano (Iamc-Cnr), in collaborazione con l’Istituto politecnico della New York University (Nyu-Poly). Gli scienziati, capitanati da Stefano Marras (Iamc-Cnr) e Maurizio Porfiri (Nyu-Poly), hanno ideato e sviluppato un pesce robotico testando la reazione comportamentale dei pesci alla sua presenza. La scoperta sarà sicuramente un punto di svolta non solo per la salvaguardia delle specie protette, ma anche per tutti coloro che solitamente trascorrono il proprio tempo libero nel disperato e spesso non corrisposto tentativo che il pesce abbocchi all’amo. RISULTATI SORPRENDENTI – I risultati dello studio hanno infatti dimostrato che, in determinate condizioni, il robot viene accettato come un leader dai pesci reali, che lo seguono nei suoi movimenti, e che quindi potrebbero essere orientati vero i lidi più agevoli per gli amanti della pesca sportiva. La ricerca, pubblicata sul ‘Journal of the Royal Society Interface’, consentirà inoltre di ottenere importanti informazioni sugli schemi collettivi seguiti dagli animali aprendo nuovi orizzonti nelle metodologie di conservazione e di salvaguardia di specie marine in pericolo: «L’allontanamento dei banchi di pesce dalle zone contaminate – afferma Stefano Marras – da fuoruscite di petrolio, o l’aggiramento di dighe che impediscono il regolare percorso migratorio legato alla riproduzione, sono solo alcune delle condizioni di pericolo delle quali i pesci potrebbero avvantaggiarsi seguendo i robot».

COME SIMULA IL CAPOBRANCO – «L’androide – aggiunge il ricercatore –  realizzato pressola Nyu-Poly, è stato testato mentre nuotava assieme ai pesci in un tunnel di nuoto a differenti velocità del flusso utilizzando delle tecniche innovative di velocimetria di immagine di particelle digitali. Abbiamo quindi dimostrato come il movimento biomimetico del robot riesca a creare condizioni di turbolenza tali che i pesci tendono a posizionarsi al suo seguito, così da sfruttare un vantaggio idrodinamico e ridurre il proprio costo energetico durante il nuoto». E non è finita qui: il tratto innovativo di questo studio consisterebbe proprio nell’aver fatto «interagire i pesci con un robot che imita artificialmente le caratteristiche degli organismi viventi, sia nelle fattezze che nel movimento, in un ambiente del tutto simile a quello reale». Per il momento il prezzo del ritrovato robotico è ancora tabù, ma l’innovazione sembra avere tutta l’aria di una vero e proprio cambiamento epocale, sia per salvare che per trarre all’amo gli ignari pesciolini, che intanto seguono la scia.

Emanuele Ciogli

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento