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Opinioni e commenti
 

PASTORELLI (PSI), LA TRASPARENZA DEI BILANCI E’ UN DOVERE VERSO I CITTADINI E I TESSERATI
Pubblicato il 11-04-2012


 

Visti gli ultimi fatti di cronaca la figura del tesoriere di un partito sembra essere tornata sotto i riflettori. Purtroppo al momento è velata da un’immagine fatta di poca trasparenza e poca chiarezza sulla gestione del denaro dei partiti, che è per lo più pubblico. A parlarne è Oreste Pastorelli, tesoriere del Psi, in un’intervista che sarà pubblicata anche nel prossimo numero di Mondoperaio, dal titolo “Partiti e soldi”. All’interno della rivista, che uscirà la prossima settimana, vi saranno inoltre gli articoli di: Cesare Pinelli, Andrea De Petris, Paolo Caretti e Giovanni Tarli Barbieri, Roberto Borrello, Massimo Teodori, Mario De Pizzo, Valdo Spini e Carlo Correr.

Secondo il tesoriere del Psi “gestire il bilancio di un partito non è sicuramente semplice, ma credo che il modo migliore per farlo sia quello di pensare al partito come se fosse una famiglia: si spendono i soldi sulla base di quanto si possiede senza lasciare debiti in giro. E questo risulta ancora più semplice – aggiunge Pastorelli – nel momento in cui si realizza un bilancio preventivo dell’anno: in tal modo si conosce immediatamente di quanti soldi si può disporre, attraverso il finanziamento e il tesseramento degli iscritti al partito”.

Quali sono le spese principali nella gestione del Psi?

Principalmente si tratta di spese di struttura, oltre che per le attività politiche in giro per l’Italia e per la società Nuova Editrice Operaio, a cui fanno capo i periodici e i quotidiani. Naturalmente tutto questo passa attraverso l’approvazione del bilancio preventivo della direzione nazionale e un collegio di revisori contabili che controlla i conti e dà il parere sul bilancio consuntivo; questo si presenta a luglio di ogni anno alla Camera dei deputati e si pubblica attraverso due quotidiani di tiratura nazionale.

Cosa pensi di quanto accaduto nella vicenda del senatore Luigi Lusi, ex tesoriere della Margherita?

Sono convinto che l’attività del tesoriere debba essere un esercizio assolutamente limpido e che debba essere consultabile in ogni momento da parte di tutti. E’ per questo motivo che, per quanto ci riguarda, i nostri bilanci sono pubblicati anche sul sito del partito e a disposizione quindi non solo dei membri che l’approvano, ma anche di tutti coloro che vogliano rendersi conto dell’utilizzo del denaro.

Pensa sia possibile sottrarre ingenti risorse senza che all’interno del partito si venga scoperti?

Dubito che lo sia. In diversi anni di attività credo ormai di essermi reso conto di come funzioni l’amministrazione finanziaria di un partito: pertanto, dovendo dire la mia, vedo complessa la sottrazione di risorse economiche senza che nessuno – al di là del tesoriere stesso – se ne renda conto.

Il bilancio di un partito è formato, per lo più, dai soldi dei finanziamenti pubblici. Oggi, che si fa un gran parlare di tagli e finanze mal spese, credi sia giusto che un partito debba beneficiare di tali fondi?

Penso che il finanziamento sia legittimo, almeno fintanto che dura la legislatura. Per quel che riguarda il Psi il bilancio è costituito per il 50% da rimborsi elettorali e la parte restante dalle sottoscrizioni provenienti dai tesseramenti. Ad essere contestati devono essere i gruppi o i partiti che percepiscono questi soldi anche quando non ve ne sarebbe più ragione, quindi se vi è l’interruzione prematura della legislatura.

Lo stesso vale anche per i rimborsi elettorali?

Sono convinto che il rimborso elettorale debba andare alla lista che ha superato lo sbarramento per accedere ai contributi, e che debba essere relativo alle spese reali effettuate e contabilizzate. In tal senso, e per assoluta trasparenza e chiarezza, posso dire che la Costituente socialista che si è presentata alle elezioni de 2008 ha speso oltre 3milioni di euro, e che in base alla legge ha diritto ad un rimborso di circa 2,5 milioni di euro. Questo per noi è sinonimo di chiarezza: dire cifre e mettere tutto in bilancio.

Cosa dovrebbe accadere per quei partiti che non raggiungono il quorum?

Quando un partito non raggiunge il quorum per acceder al rimborso elettorale, non vi deve essere in nessun caso una ripartizione delle finanze residue tra tutti quelli che invece hanno superato la soglia. Anzi, sarebbe opportuno che della parte restante non assegnata ai partiti se ne faccia magari un uso migliore, destinandola magari ad attività sociali.

In questa fase di crisi economica e di stretta finanziaria sono tante le persone che polemizzano anche sui rimborsi elettorali ai partiti. Cosa ti senti di rispondere a chi non è d’accordo con tale pratica?

Chiarezza e trasparenza. E’ naturale che finché non vi sarà da parte di tutti un’assoluta precisione sulla gestione economica dei partiti il malumore della gente non cesserà. Quello che deve essere assolutamente rispettato da tutti è che i rimborsi devono essere effettuati in base alle spese realmente sostenute. Questo farebbe sì che le persone continuino o riprendano a credere nella buona politica, in chi la fa e in chi si adopera affinché i soldi pubblici non vengano sprecati. Oggi più che mai l’essere attenti al destinare risorse economiche deve essere in politica un imperativo categorico.

Giampiero Marrazzo 

Giampiero Marrazzo

@giamarrazzo

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