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Opinioni e commenti
 

Per non affondare, la Mostra del Cinema di Venezia si “volgarizza” e apre al mercato
Pubblicato il 18-04-2012


Se è vero che la storia dovrebbe insegnare allora nel dorato mondo della Laguna, tra un red carpet con divi hollywoodiani e la lotta intestina tra direttori di festival, la 69° Mostra del Cinema di Venezia dovrebbe dimostrare di aver preso in parola l’auspicio del conte Volpi che nel 1937 – in occasione dell’inaugurazione del Palazzo del Cinema – ne aveva parlato come di un “luogo dell’arte e dell’industria”. Meglio tardi che mai. E allora direttore nuovo, spirito nuovo. Alberto Barbera, subentrato da alcuni mesi a Marco Muller che invece è naufragato alla Festa del Cinema di Roma, kermesse che lui aveva screditato fino a pochi mesi prima della nuova nomina, parla chiaro: qualità della proposta culturale e mercato. Sarà questo il binomio su cui si stanno muovendo all’unisono tutte le forze della Biennale di Venezia in vista della prossima Mostra del Cinema, dal 29 agosto all’8 settembre.

BARATTA, AL VIA IL VENICE FILM MARKET – Da non sottovalutare l’apporto che darà il presidente Paolo Baratta in prima fila nella sfida per costruire un festival che sappia coniugare i valori del cinema di eccellenza e di scoperta del nuovo con la necessità di fare di Venezia il nuovo faro del mercato del film, recuperando un gap con alcuni dei massimi appuntamenti mondiali, come Cannes o Toronto. «Bisogna creare le condizioni – ha detto Barbera – perche’ gli operatori commerciali vengano a Venezia. I produttori si lamentavano perche’ venire alla proiezione del film in laguna non bastava per venderlo. Bisognava andare poi altrove. Con il Venice Film Market, creato a partire dalla prossima mostra e affidato a Pascal Diot, abbiamo operato per far nascere e crescere un mercato anche a Venezia. Abbiamo quattro anni davanti e l’idea di crescere».

UNA ‘CITTADELLA DEL CINEMA’ NUOVA DI ZECCA – Lo “spirito nuovo” non si ferma pero’ solo ai giorni destinati al mercato durante la mostra cinematografica. La Biennale va oltre e affronta – come ha ricordato Baratta – un’altra sfida: essere promotrice e produttrice di tre lungometraggi realizzati da giovani registi a budget ridotto, appena 150mila euro ciascuno. Un progetto che vedrà i suoi frutti nell’edizione 2013, ma che Baratta e Barbera hanno già tracciato e su cui si sta lavorando. «E’ un progetto – e’ stato ricordato – che nessuno tra i festival internazionali ha mai fatto». Sulla linea di partenza ci saranno 15 giovani registi da tutto il mondo, accompagnati da giovani produttori, poi dopo una selezione ne resteranno tre e in un anno avranno modo di dare attuazione al loro progetto. «E’ un’altra bella scommessa» per rafforzare il ruolo dell’appuntamento veneziano nel panorama dei grandi festival dedicati alla settima arte. Accanto ai progetti, però, c’e’ anche l’operativita’ per rendere “la cittadella del cinema” al Lido di Venezia – sede storica della rassegna – un luogo all’altezza delle esigenze internazionali. E tra i vari punti, la copertura in tempo utile per fine agosto della parte, davanti al Casinò, del grande buco lasciato dai lavori per il nuovo Palazzo del Cinema bloccato dalla scoperta di amianto nel sottosuolo.

CURIOSITA’ AL LIDO – Riguardo alla Mostra, nessuna anticipazione ne’ sul Leone alla carriera ne’ sui presidenti di giuria, ma una curiosità: ci sarà una retrospettiva con otto film recuperati dalla cineteca dell’archivio storico delle arti della Biennale. Uno tra tutti: il primo film filippino presentato in Occidente e di cui si pensava persa ogni copia.

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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