martedì, 21 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Per salvare la politica Ripartiamo da zero
Pubblicato il 10-04-2012


Anche la seconda Repubblica sparisce nel fango. Ci sono due fatti evidenti su cui meditare: la storia italiana degli ultimi venti anni è stata scandita più dalle inchieste giudiziarie che non dalle elezioni; i partiti hanno acuito il loro deficit di democrazia interna, alimentando la corruzione. Per questo serve una riforma in tempi rapidi dei partiti, che non possono continuare a gestire denaro pubblico senza controllo e senza regole. Serve una legge fondata sui principi fissati dalla Costituzione all’articolo 49, come sosteniamo da mesi. 
O si agisce in tempi brevi, o la nuova stagione politica nascerà segnata dallo stesso populismo che vent’anni fa fece le fortune della Lega e di Berlusconi. Onore delle armi a Bossi, che negli anni ’90 intuì tra i primi il cambiamento in atto. Ancora una volta, però, si è rivelata esatta la profezia di Pietro Nenni: c’è sempre uno più puro che ti epura. Le vicende che hanno coinvolto la Lega dimostrano che in vent’anni niente è cambiato sul fronte della trasparenza della politica, se non il fatto che adesso si ruba anche ai partiti. Per salvare la politica italiana non servono pannicelli caldi, dobbiamo tirare una linea e ripartire da zero. La sola via è un’assemblea parlamentare eletta dai cittadini e con funzioni costituenti.
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Commenti all'articolo
  1. Anche se un’assemblea costituente apre al proporzionale sono contrario perché la società di questi tempi darebbe risposte imprevedibili o potrebbero emergere populisti e demagoghi. Sono per l’eliminazione del finanziamento ai partiti e introdurlo nell’8 per mille. Sono per un bilancio del partito certificato dalla Corte dei Conti, in modo che la trasparenza avvicini i cittadini alla politica e alla vita di partito. Sono per l’allontanamento di coloro che si ritengono professionisti della politica, e apertura completa ai cittadini che dimostrino di credere nelle idee professate dal partito. Deve finire l’era dei politici che cambiano partito, come la camicia, per mantenere elevato il loro reddito e non per essere lindi e puliti.

  2. Ho letto che qualche leghista infuriato ha paragonato la parabola di Bossi a quella di Craxi. Non mescoliamo il letame con l’oro. Craxi a confronto di Bossi è un gigante, stiamo paragonando uno statista ad un “ruba galline”. La fine di Craxi è stata caratterizzata da una tragica grandiosità da “cupio dissolvi” che ha segnato la storia del Paese, quella di Bossi non verrà nemmeno avvertita ma anzi salutata da tanti.
    Siamo nuovamente ad un tornante della Storia e per noi Socialisti si offre un’occasione unica di cogliere una, a lungo attesa, rivincita morale e politica. Si possono spalancare praterie elettorali, alla luce della gravissima crisi economica e della crisi dei grandi Partiti, di cui abbiamo il dovere di approfittare.

  3. Caro e stimato Segretario Nencini.
    Approvo quello che dici e le esortazioni e i provvedimenti da te auspicati in tema di politica generale di rinnovamento nel nostro Paese da te aspressi nel tuo intervento, ma permettimi di osservare che tutto questo potrebbe non bastare.
    Innanzitutto occore, da parte di tutti noi, dare l’esempio con un comportamento virtuoso davanti e in mezzo alla gente, sia nell’ambito del nostro ambiente di lavoro, sia quando si fa politica.
    Quella gente italiana oggi smarrita, depressa, spesso disperata, che si sente abbandonata e vessata da uno Stato che non riesce a garantire nemmeno i minimi vitali in un Paese dove le furberie e le ruberie ad ogni livello e in ogni dove hanno schiacciato il senso del dovere e quello del merito.
    Il PSI fa bene a sbandierare orgogliosamente il vecchio nome senza rinnegarlo come hanno fatto quasi tutte le altre forze , ma se questo antico prestigioso nome non viene sostenuto da nuove proposte e nuovi argomenti in linea con i nuovi pressanti bisogni del popolo italiano rischierà di rimanere solo un bel fiore all’occhiello su un vestito liso e sporco.

  4. Intanto campagna contro l’elargizione della rata dei 100 milioni! La proposta Nencini è ottima ma di difficile realizzazione, vista l’attuale situazione partititca. In subordine, chiediamo il drastico ridimensionamento del finanziamento e controllo dei bilanci, con la reintroduzione del reato di falso in bilancio.

  5. Ci siamo espressi tempo fa ! Il Finanziamento pubblico ai partiti (rimborso o altri sinonimi) non lo volevamo e non lo vogliamo ! Tra l’altro aggiungerei finanziamento pubblico obbligatorio e non facoltativo ! Sia introdotta una forma volontaria come l’otto per mille o soluzioni simili. I Partiti siano forme di aggregazione politica volontaria e con un tetto massimo di apporto economico individuale, per valorizzare la pluralità e la popolarità di un partito o di un movimento ed evitare che vi siano versamenti volontari di lobbi che ne condizionino le linee politiche. E basta con i partiti che dicono tutto e niente ! Che si identifichino apertamente ! Cosa significa Popolo delle Libertà ? Qualcuno vorrebbe forse non essere libero ? Che significa Futuro e Libertà ? Ed ancora : Cosa significa Sinistra e Libertà ? Forse che sinistra con libertà prima di SEL non fosse mai stato associata la libertà con la sinistra ? Chi è Comunista lo dica e lo scriva ! Chi è di destra lo dica e chi è Democristiano si esprima in modo diretto ! Così come i Socialisti (Noi non cambiamo il nome per cartelli eterei ed insignificanti) !

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