martedì, 16 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Perché sempre loro?
Pubblicato il 10-04-2012


Stefan Radu festeggia la vittoria della Lazio contro il Napoli rivolgendo alla curva l’inequivocabile saluto romano. La stampa commenta: apologia di fascismo. La società capitolina smentisce: solo un gesto di gioia. Eppure non è la prima volta. Perché capita sempre a loro?
Balotelli, stufo di essere sempre beccato con le mani nella marmellata, l’ha presa a ridere e s’è inventato la maglietta: “why always me” (perche sempre io). Lotito invece l’ha presa sul serio e non ci sta: basta con le solite strumentalizzazioni mediatiche. Per il presidente laziale, il gesto di Radu sotto la curva Nord, e il coro “noi non siamo napoletani” cantato insieme agli ultras, sono innocenti manifestazioni di gioia, altro che apologia di fascismo e razzismo.
D’altra parte non sono mica gli ultras della Lazio che definivano “sporco nero ebreo” il loro calciatore Aaron Winter. E nemmeno Paolo di Canio, squalificato qualche anno fa per lo stesso gesto di Radu, giocava nella Lazio. Non è la curva Nord quella in cui si sventolano svastiche e croci celtiche. Quella in cui trovano ospitalità e accoglienza i peggiori rappresentanti del nostro neofascismo.
D’altra parte Radu non è tesserato per la Lazio (dal 2008) quindi di tutto questo non ne sapeva nulla. È stata appunto un’ingenuo scherzetto. Un innocente esplosione di felicità. Un saluto rumeno, piuttosto che romano.
Che a volte i calciatori siano “fessi” lo sappiamo un po’ tutti. Che lo siano i presidenti, è una scoperta interessante.
Ma se il presidente laziale crede di far fessi gli altri, beh questo è un problema suo. Perché quando gli fa comodo l’appoggio della politica di destra (estrema e non) corre a scodinzolare come un cucciolotto. Quando invece le dichiarate tendenze neofasciste del suo pubblico (e dei suoi calciatori) gli causano imbarazzo, allora smentisce, si offende e si domanda: perché sempre noi? Balotelli che una ne pensa e cento ne fa almeno si prende in giro da solo. Caro Lotito, tu chi credi di prendere in giro?

Alessio Aragno

Sceneggiatore - Ala sinistra

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Commenti all'articolo
  1. Caro Direttore che Lotito sia un personaggio antipatico della Destra Romana non va confuso con la sua carica sportiva! Provi ad analizzare i Presidenti delle altre società con lo stesso metro! Io lo stadio lo frequento da sempre e le assicuro che la maggioranza del pubblico laziale non va equiparato con gli ultrà (presenti in tutti gli stadi), sempre fischiati
    Provi ad assistere ad una partita a Bergamo o a Livorno!
    I fascisti, più o meno dichiarati, sono presenti nel parlamento italiano, figuriamoci negli stadi!

  2. Caro Giorgio, intanto grazie per il commento.
    Non sono direttore ma, più semplicemente, redattore di questo blog di opinione.
    Gli imbecilli ci sono, purtroppo, negli stadi e sugli scranni del parlamento. Gli imbecilli sono a Napoli, a Torino, a Palermo, a Roma, sono ovunque.
    In questo caso erano sul campo di calcio dell’olimpico a fare il saluto romano e in tribuna a giustificarlo.
    Gli imbecilli sono, ovviamente, una parte ridotta della tifoseria laziale – e delle altre. Ma in questa sede si parlava di un calciatore e del suo presidente piuttosto che degli ultra. Due personaggi che, col loro atteggiamento, rischiano di incoraggiare l’atteggiamento degli imbecilli – pochi eppure troppo rumorosi – che ogni domenica in questo o quell’altro stadio, rovinano la festa a tutti gli altri.
    Che la tifoseria laziale sia particolarmente legata agli ambienti di una certa destra è un dato di fatto indiscutibile. Questo osservavamo e criticavamo. Con la speranza che determinati atteggiamenti e posizioni vengano finalmente censurati e puniti nelle sedi opportune e banditi dallo stadio Olimpico come da tutti gli altri stadi italiani.
    Grazie ancora per il commento e spero continui a seguirci.

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