domenica, 21 ottobre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Piroso porta a teatro la «triade in salsa napoletana» che fece la rovina di Tortora
Pubblicato il 20-04-2012


«Mi hanno fatto esplodere una bomba atomica dentro. Non è pensabile, non è giusto». Con la voce provata dal tumore che se lo porterà via di lì a poco Enzo Tortora irrompe sul palco dell’Auditorium della Musica di Roma nella registrazione della sua ultima telefonata in diretta tv a Il testimone. Da qui parte il viaggio di Antonello Piroso in una delle più vergognose pagine della nostra storia recente con “Il labirinto: il calvario giudiziario di ET”, monologo andato in scena ieri sera e frutto di una rivisitazione di quello che il giornalista realizzò già nel 2008 a VeDrò e andato in onda su La7, premiato con il Tv D’oro di Millecanali.

A quasi 24 anni dalla morte del papà di Portobello, scomparso a Milano non ancora sessantenne il 18 maggio del 1988, Piroso cuce insieme atti, discorsi, libri, cronache, per una riflessione che coinvolge anche l’oggi sul ruolo della «triade in salsa napoletana» che fece la rovina di Tortora: magistratura, pentiti (furono addirittura 14) e giornalismo antropofago. E’ proprio Antonello Piroso a raccontare il suo esordio teatrale caratterizzato da «una sala piena con il pubblico rimasto con grande sorpresa immobile dall’inizio alla fine dello spettacolo: tutti in sala senza alzarsi un attimo per due ore di spettacolo senza una pausa».

Perché ha scelto proprio Tortora per il suo esordio in teatro?

Volevo ricostruire la tragica vicenda giudiziaria, riprendendo in mano l’argomento che avevo già affrontato quattro anni fa inserendo dei riferimenti d’attualità. Purtroppo in Italia può succedere che la giustizia non funzioni.

Ci sono degli esempi simili che le vengono in mente?

Dei casi di palese ingiustizia, no. Tenuto conto che Tortora è stato processato e condannato in primo grado per poi essere assolto in Appello e in Cassazione, non vedo casi simili anche perché il più delle volte stiamo ancora aspettando il processo. Per esempio, l’ex presidente della regione Abruzzo Ottaviano Del Turco è stato arrestato per aver intascato tangenti legate alle cliniche private, ma a oggi stiamo ancora in attesa di sapere se Del Turco è un corrotto o no. Sarebbe giusto conoscere la verità sia nell’interesse dei cittadini, sia per ripristinare l’onore dello stesso Del Turco. Stiamo perennemente nell’incertezza.

Che cos’è la macchina del fango, chi colpisce e perché si attiva?

E’ un’espressione idiota ripetuta come un mantra da giornalisti pigri. Purtroppo si deve avere uno slogan per tutto senza mettersi d’accordo sulle definizioni. Che cos’è la ‘macchina del fango’? C’è chi la usa perché si sente oggetto di questo meccanismo e chi invece accusa i propri colleghi di essere promotore di quello stesso meccanismo. Purtroppo si rischia di schizzare fango ogni qual volta si scrive mettendo in gioco la reputazione di una persona, senza approfondire. Il rischio macchina del fango è sempre in agguato.

Bene il teatro, quando si rivedrà in televisione il monologo?

Le riprese sono state fatte per la versione televisiva, ma ancora non si sa nulla di certo. Sicuramente andranno fatti dei tagli, viste le lungaggini dei tempi teatrali.

LO SPETTACOLO A TEATRO – Tempi teatrali ponderati, un palco scandito da una scena nera, con una grande gabbia e uno schermo dove le note di Buonanotte fiorellino in chiave rock accompagnano le immagini di Tortora e dei tanti uomini degni dell’Italia, dai magistrati come Falcone e Borsellino a Pertini o alla Simeoni, Piroso ha ripercorso lo scempio che fu fatto di Tortora. Della sua persona e della sua carriera nei quattro anni che vanno dal giorno dell’arresto (il 17 giugno 1983 alle 4 del mattino all’Hotel Plaza di Roma) con l’accusa di associazione per delinquere di stampo camorristico, fino all’assoluzione in Corte di Cassazione nel 1987. Un crimine per il quale nessuno ha pagato, se non Tortora stesso perché come scrisse Giorgio Bocca di «crepacuore si muore».

Diletta Liberati

 

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo

Lascia un commento