martedì, 21 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Rajoy investe 160mila euro per il Dizionario biografico: apologia della dittatura
Pubblicato il 12-04-2012


Pensavamo fosse amore invece era solo una sbandata quella tra i due capi di governo, lo spagnolo Mariano Rajoy e il Mario Monti. Amore naufragato dopo un imbarazzante corteggiamento pubblico, durante il vertice italospagnolo di non più di un mese fa a Roma,  a colpi di ammirazioni reciproche sui tagli imposti alle economie dei rispettivi Paesi. Se l’amore era sbocciato nella capitale italiana, la parola fine è stata pronunciata ieri al parlamento di Madrid quando Mariano Rajoy, ha attaccato duramente il premier italiano, Mario Monti. Rajoy ha chiesto che gli Stati membri dell’Unione europea siano “prudenti” nel rilasciare dichiarazioni confermando che il Governo di Madrid “si sta prendendo cura” dei problemi e sta “lavorando per risolverli”. Le altre nazioni “dovrebbero fare lo stesso”, senza specificare a quale Paese facesse riferimento.

PERCHE’ RAJOY ATTACCA MONTI – Un attacco dalla Spagna verso Monti anche senza citarlo direttamente. I media spagnoli spiegano che il premier italiano avrebbe indicato come responsabili dell’aumento dei costi di finanziamento dell’Italia le problematiche economiche della vicina Spagna. Ieri Rajoy non si è limitato a tirar fuori le unghie per difendere l’operato economico del suo governo, ma ha tirato fuori dalle tasche degli spagnoli ulteriori 10 miliardi di euro ( in materie di sanità e istruzione pubblica) che vanno cosi ad aggiungersi ai 27 miliardi di tagli previsti solo quindici giorni fa, fissando come nuovo obiettivo, il recupero di 8 miliardi di euros con il piano antifrode, nel quale spunta il divieto di pagamenti in contanti oltre i 2.500 euro.

OLTRE 160MILA EURO PER DIZIONARIO BIOGRAFICO SPAGNOLO – Tagli è la parola d’ordine, ma dal parlamento ieri è uscita una spesa di cui si incaricherà il ministro Wert per il dicastero dell’Educazione, Cultura e Sport. Si tratta di una sovvenzione per il “mantenimento e l’attualizzazione del Dizionario biografico spagnolo”, una spesuccia di soli 163.790 euro. Si tratta della stessa sovvenzione congelata lo scorso luglio dal governo socialista, finché la Reale Accademia di Storia (RAH) non avesse rettificato le parti più polemiche dell’opera di 50 volumi da 850 pagine l’uno. La pubblicazione del Dizionario Biografico «è l’avvenimento culturale più importante del XX secolo e dei primi anni del XXI» affermava  a luglio Gonzalo Anes. Le biografie inserite nel Dizionario sono state curate, selezionate e scritte grazie alla collaborazione di più di 5.000 specialisti di storia antica, moderna e contemporanea. Nei 50 volumi trovano spazio le biografie dei personaggi che si sono distinti in vari ambiti dalla scienza, alla politica che hanno fatto con la storia dell’umanità, dall’antichità ai giorni nostri. ( desde la más remota antigüedad hasta la actualidad.)

DENUNCIATO PER APOLOGIA DELLA DITTATURA – Le modifiche mai state effettuate e la RAH ha informato la sua intenzione di non cambiare nessuna biografia, nemmeno quella che ha scatenato la polemica. Alla voce Francisco Franco “non verrà effettuata nessuna correzione”. Il caudillo infatti che occupa ben cinque pagine non viene indicato come dittatore ma capo di Stato e militare “d’incomparabile valore”, che “montó un régimen autoritario, pero no totalitario”. Il dizionario, fin dalla sua presentazione, è stato criticato tanto in ambito scientifico quanto accademico, istituzionale e sociale, ma oggi con i popolari in maggioranza trova l’appoggio del Governo. Sull’opera pende anche una denuncia penale per apologia della dittatura, presentata dalla Piattaforma contro l’impunità del franchismo. Rigore storico messo in dubbio già dal governo socialista di Zapatero, l’allora ministro dell’Educazione Ángel Gabilondo, aveva manifestato durante il Congresso i suoi dubbi sull’obiettività del procedimento di analisi e l’elaborazione dei testi.

“FUORI I FASCISTI DALL’ACCADEMIA” – Dubbi storici a parte e limiti di buon senso che in Paese democratico andrebbero tenuti in considerazione, il direttore della Real Academia Storica con straordinario candore spiega che «il limite cronologico è stato fissato nei nati nel 1950, anche se abbiamo fatto delle eccezioni con i Principi delle Asturie (futuri Re e Regina di Spagna) e i membri del governo, tanto che la personalità più giovane inserita nel dizionario è la ex ministra dell’uguaglianza, la socialista  Bibiana Aido nata del 1977. Dal punto di vista personale – continua Gonzalo Anes – sfogliare quest’opera, rileggerla o ammirarla su un tavolo dopo 10 anni d’inteso lavoro mi sembra un miracolo». La meraviglia del direttore dovrà vedersela con i componenti delle associazioni delle vittime del franchismo che definiscono la biografia di Franco “un insulto alle vittime e alla democrazia”, chiedendo l’immediato ritiro dal mercato del Dizionario e le dimissioni del direttore dell’Accademia, Gonzalo Anes. “Fuori i fascisti dall’Accademia”, uno degli slogan più battuti ma inascoltati dall’attuale governo.

Sara Pasquot

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