sabato, 18 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Se il re Juan Carlos cade il Partito Popolare precipita anche lui
Pubblicato il 15-04-2012


Se qualcosa può andar male, lo farà. In poche parole si potrebbe così riassumere il 14 aprile della Spagna contemporanea. Esattamente 81 anni dopo la proclamazione della Seconda Repubblica (1931) arriva la notizia della caduta di Re Juan Carlos durante un safari di caccia in Africa. Notizia che nel giro di pochi click ha fatto impazzire i maggiori social network come twitter e facebook, infiammando anche le homepage di tutti i principali media spagnoli. La domanda che in tempo di crisi tutti si sono posti è stata una, quanto è costato il viaggio del Re? I conti intasca al monarca è stato anche facile farli, i tour operator specializzati in safari mostrano tariffe che sfiorano i 30mila euro. Una domanda che ha imbarazzato i monarchici più convinti e data la coincidenza storica ha esaltato i repubblicani. Il safari in Botswana che è costato tre fratture al bacino al “povero” Juan Carlos ha dato una motivazione in più ai cittadini che solitamente il 14 aprile scendono in piazza per chiedere l’archiviazione della monarchia dei Borbone e invocare la terza repubblica, la seconda quella nata nel 1931 con l’esilio di re Alfonso XII, poi finita tragicamente solo cinque anni dopo con la guerra civile e la successiva dittatura di Franco.

UN RE LONTANO DAL SUO POPOLO – Il viaggio del Re (tenuto nascosto ai sudditi del regno di Spagna) è completamente inadeguato, improprio e ingiustificato, così lo descrive Antoni Gutierrez – Rubi su El Pais, “Re Juan Carlos ha perso il contatto con la realtà. O, almeno, questo sembra. Ma la domanda chiave, che Gutierrez-Rubi pone ai suoi lettori e a una nazione è: e se non fosse caduto? Be’, non avremmo mai saputo del viaggio, dato che la Casa Reale non informa delle attività private del re.” “Inadeguato, perché la Spagna – continua Gutierrez-Rubi – sta attraversando uno dei momenti più critici della sua storia. Il viaggio segreto del monarca, per soddisfare un capriccio inopportuno, non contribuisce di certo all’immagine di sobrietà, sforzo e sacrificio che la Spagna deva dare nella nostra lotta per la reputazione davanti ai mercati e alle istituzioni comunitarie.

CACCIARE GLI ELEFANTI E’ UN PIACERE OSCENO – Improprio, perché il monarca – aggiunge El Pais – non può, né deve, ignorare che cacciare elefanti è un piacere osceno e ferisce, profondamente, milioni di sensibilità. Ingiustificato, perché non c’è alcuna ragione di fare questo viaggio, alla sua età, nelle sue condizioni fisiche(nella sola estate del 2011 il re ha subito due interventi chirurgici alla schiena e al menisco ndr.) “L’accumulo di errori della monarchia, negli ultimi anni, è proprio di una istituzione che non capisce più la società. Continua l’editoriale de El Pais l’insensibilità è il primo passo verso la rottura. Non che la società spagnola si stia allontanando dalla monarchia, ma  è il contrario.

IL PSOE STABILE, IL PP IN CADUTA LIBERA – Se il Re cade, il PP precipita nei sondaggi. Dall’ultimo rilevamento effettuato a marzo il partito del premier Mariano Rajoy ha perso 8 punti, lo stesso risultato negativo, anzi se possibile peggio, sta accadendo per l’immagine del leader del capo del governo: il 70% degli intervistati dichiara di avere poca o nessuna fiducia in Rajoy. Risultati pessimi per il Partito Popolare ma che non sono ottimi per il PSOE di Rubalcaba. I socialisti all’opposizione avvertono meno il mal contento, dallo scorso mese hanno perso solo l’uno percento, ma i cittadini continuano a premiare i partiti più piccoli come IU e UPyD.

SE RAJOY CI METTE LA FACCIA E POI SCAPPA – Tanto il PP quanto la casa reale pagano per la scarsa trasparenza dimostrata nei confronti degli spagnoli, elettori e sudditi. Il Re causa infortunio è stato malamente scoperto in Africa impegnato a sparare agli elefanti, mentre il premier Rajoy solo tre giorni fa per evitare le domande dei cronisti si è visto obbligato ad uscire dal garage del Senato, episodio che da aneddoto sta passando alle cronache, ma non era lui il capo del governo che non più di due mesi fa giurava di non nascondersi e di  metterci la faccia?

Sara Pasquot   

 

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