mercoledì, 22 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Sei la mia coccinella
Pubblicato il 04-04-2012


Se potessi cancellerei quegli anni della mia vita che vanno dai tredici ai sedici anni, minimo. Quando ancora non sai chi sei o cosa vuoi. Quando quei maledetti dei tuoi amichetti già più emancipati di te hanno una ragazza e vanno in discoteca, e tu hai tuo papà che ti aspetta in macchina nascosto dietro l’angolo per riportarti a casa. Quando sei nel pieno dello sviluppo, e allora ti ritrovi con la faccia piena di brufoli, lungo lungo e con magari un orecchio più grande dell’altro. Quando inevitabilmente ti innamori della ragazza più bella di tutte, e al primo approccio ti becchi subito un ”guarda quello sfigato”. Ricordo che in quinto ginnasio scrissi una lettera d’amore (roba che manco il Cavalcanti) ad una deliziosa signorina di qualche anno più piccola di me. Durante la ricreazione inviai un mio amico a recapitare la missiva alla prescelta, se non fosse per il fatto che a metà del tragitto la lettera venne sequestrata dal fratello di lei e quindi letta pubblicamente da tutti i ragazzi dell’ultimo anno. Per tutta la scuola oramai io ero diventato ”Coccinellina biricchina” o ”Cuore trafitto da un raggio di luce”.

Poi un po’ più piccolo persi completamente la testa per una ragazza che faceva gli scout con me, ma al tempo non avevo ancora alcuna idea di qual tipo di effusioni un ragazzo e una ragazza si potessero mai scambiare; quindi avevo immaginato la cosa come uno stare abbracciati a leccarsi vicendevolmente la faccia, era il top dell’eccitazione al solo pensiero.

Un giorno durante un campo estivo lei venne da me e mi chiese se volevo diventare il suo ragazzo, io accettai titubando alquanto su quali mansioni richiedesse questo ruolo di ”ragazzo”. La notte, a tradimento, la giovane entrò di nascosto nella tenda e mi diede il primo bacio della mia vita. Il giorno dopo all’alba ripartii immediatamente per Roma e abbandonai per sempre gli scout. Ero ufficialmente shockato, due lingue che si slinguazzano, blah! Dopo questi primi traumi iniziali decisi di cambiare tecnica: perché inseguire sempre le ragazzine più belle di tutte? iniziamo a farci le ossa con quelle più bruttine e poi scaliamo pian piano la vetta. E da lì le mie prime esperienze con le cosiddette ”cozze”, piene di brufoli, una pure strabica, una grassa, ma chi se ne fregava, io intanto mi allenavo a conoscere i segreti delle giovanissime mie coetanee, poi sarei partito all’attacco delle tanto irraggiungibili reginette della scuola. Ma non tutto andò esattamente così, i miei brufoli non cessavano di riprodursi e anche le cozze iniziarono a guardarmi con diffidenza, come si guarda un ”cozzo”, per l’esattezza.

Da quel momento in poi capii che non c’era assolutamente nessuna tecnica da seguire, ma semplicemente quella di essere se stessi. Andavo in una scuola di iper-fighetti super ricchi, ma il mio primo motorino fu un Garelli a scoppio, che quando entravo a scuola sembravo Pippo: tutto riccio, un po’ storto, con i brufoli e col motorino a scoppio. Iniziai a fregarmene di quello che pensavano gli altri, e cominciai a costruire la mia vita senza tentare di essere qualcun altro, ma semplicemente me stesso. Risultati? Scarsissimi, non alimentate il mostro che è in voi, non abbandonate mai gli scout, ma soprattutto non date retta a chi dice che la masturbazione abbassa la vista e favorisce l’acne.

Paco Cianci

Scrittore - InterRail: italiani prove di fuga!

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