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Opinioni e commenti
 

Sic transit gloria Formigoni: fuori anche il Presidente Boni
Pubblicato il 17-04-2012


Il presidente del Consiglio regionale della Lombardia, il leghista Davide Boni, si è dimesso oggi dalla carica. L’esponente del Carroccio è indagato da più di un mese per presunte tangenti intascate durante il mandato. La voce delle sue dimissioni, che già circolava in alcuni ambienti della Regione, sarà confermata oggi pomeriggio nel corso di una conferenza stampa convocata al Pirellone. La decisione sarebbe stata presa in autonomia dallo stesso Boni, senza nessuna pressione da parte di via Bellerio.

LA LEGA ORDINA, I MILITANTI OBBEDISCONO – Le dimissioni di Boni si inseriscono in un trend lunghissimo che ha visto l’allontanamento dal Consiglio Regionale, guidato dal governatore Roberto Formigoni, di vari esponenti della sua giunta. Ieri Monica Rizzi, della Lega Nord, si è dimessa dalla carica di assessore allo Sport. Ad annunciarlo è stata lei stessa in una nota: «Nonostante siano chiuse le inchieste che mi vedevano coinvolta ed addirittura vi è stata la remissione della denuncia per dossieraggio nei miei confronti – spiega l’ex assessore – alla richiesta del mio partito di fare un passo indietro rispondo obbedisco, come ho fatto nel 2010 per candidare Renzo Bossi e in tutti questi 24 anni di Lega Nord». Rizzi, bossiana di stampo antico, era infatti indagata per presunto dossieraggio elettorale a favore di Renzo Bossi. Anche il Trota si è dimesso di recente, a margine dell’espulsione dal Carroccio del tesoriere Francesco Belsito, indagato per appropriazione indebita dei rimborsi elettorali e truffa aggravata ai danni dello Stato.

TUTTI GLI UOMINI DEL PRESIDENTE – Facciamo il punto della situazione. Ad aprire le danze dei dimissionari è stato nel 2009 l’ex assessore alla Promozione, Pier Gianni Prosperino, arrestato in diretta tv per corruzione e turbativa d’asta. Filippo Penati, ex vice di Formigoni, attualmente sta aspettando la decisione sul rinvio a giudizio con le accuse di corruzione e concussione. Franco Nicoli Cristiani (Pdl) era vicepresidente del Consiglio regionale. A fine novembre è stato arrestato con l’accusa di traffico illecito di rifiuti e corruzione: a casa sua gli inquirenti hanno trovato una mazzetta da 100mila euro. Massimo Ponzoni, ex assessore regionale alla Prevenzione e primo degli eletti Pdl in Lombardia, è in custodia cautelare con l’ipotesi di corruzione. E ancora: Romano La Russa, Pdl, assessore alla sicurezza della Regione Lombardia, è indagato per finanziamento illecito: avrebbe ricevuto per la propria campagna elettorale un contributo di oltre 10mila euro per finanziare candidature alle elezioni regionali del 2010 e alle municipali del 2011. Anche l’assessore al turismo del Pdl, Stefano Maullu, ha recentemente dato le dimissioni dall’incarico nella giunta lombarda per ragioni attualmente ignote. Sul fatto che la legislatura regionale possa «finire nel 2013 o nel 2015 francamente non posso fare previsioni», ha precisato Roberto Formigoni in conferenza stampa. Noi però un’idea ce la siamo già fatta.

Raffaele d’Ettorre

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Commenti all'articolo
  1. E’ sconcertante registrare, mentre la gente comune è chiamata a sforzi ingenti per la sopravvivenza, così tanta corruzione nell’area politica dei maggiori partiti in Italia. Da qui si parte per una analisi, a mio modo di vedere, da fare. Una analisi attenta al riequilibrio ed il ristabilimento delle istituzioni in una funzione che sia limpida e chiara al servizio dei cittadini. Da qui si parte per una rivisitazione storica dei movimenti politici cancellati con un colpo di mano nell’era di tangentopoli e spazzolati via dal niente che avanza. Niente storia. Niente sostanza. Niente proposta. Niente valori. Niente lotte per le conquiste democratiche. Solo cartelli elettorali senza sostanza politica che hanno dato fiato a faccendieri che individualmente nel nulla si muovono e si muovevano. Ritorni la storia del nostro paese. Ritornino i partiti che di quella storia furono gli artefici. Ritorni il Partito Socialista Italiano.

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