martedì, 22 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Sindaco minacciato dalla mafia si dimette. Poi le concedono la scorta
Pubblicato il 03-04-2012


«A Monasterace c’e’ un’aria pesante ed allora ho deciso di andare via nella speranza che di tutto il paese si possa pacificare». Con queste parole, cariche di amarezza e che danno bene il senso di impotenza di fronte a situazioni del genere, Maria Carmela Lanzetta, sindaco di Monasterace, piccolo paese in provincia di Reggio Calabria, dopo essere stata oggetto di ripetute  e gravi intimidazioni ha deciso di lasciare la poltrona di primo cittadino. Dimissioni sulle quali il sindaco uscente non ha voluto fare marcia indietro nonostante questa mattina le sia stata concessa la “scorta”. D’ora in poi infatti viaggerà a bordo di una automobile dei carabinieri e sarà accompagnata da due militari. Sorveglianza anche per il municipio Reggio Calabria.NESSUNA LIBERTA’, MI DIMETTO –  Ma a ritirare le dimissioni non ci pensa proprio, anche perché: «Le mie dimissioni – aggiunge il sindaco Lanzetta – sono un fatto personalissimo. Non mi sono dimessa per chiedere di ottenere qualcosa ma perché non c’e’ più libertà d’azione per continuare a fare il sindaco. E allora ritengo che sia giusto lasciare».

ARRIVA LA SCORTA – Il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica di Reggio Calabria, presieduto dal prefetto Luigi Varratta, ha disposto la scorta nei confronti del sindaco di Monasterace, Maria Carmela Lanzetta, che ha deciso di dimettersi dopo aver subito numerose e gravi intimidazioni. Il sindaco viaggera’ a bordo di una automobile dell’Arma dei carabinieri e sara’ accompagnata da due militari. Sono state anche disposte altre misure di sorveglianza per il municipio, unitamente alla vigilanza fissa nei pressi della farmacia di proprieta’ del sindaco della cittadina dello Ionio reggino. Alla riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica ha partecipato anche il sindaco Lanzetta la quale ha affermato che, in merito alle dimissioni annunciate in questi giorni, prendera’ una decisione definitiva dopo le festivita’ pasquali. Il prefetto Luigi Varratta ha dichiarato: «Abbiamo esaminato la situazione delle minacce nei confronti del sindaco ed e’ stato deciso di innalzare il livello di tutela nei confronti della prima cittadina di Monasterace. In questo modo vogliamo dimostrare che lo Stato fa quadrato intorno al sindaco. Resteremo vicini alla dottoressa Lanzetta sul piano della prevenzione; per quanto riguarda le indagini il nostor impegno e’ continuo e costante”.

PIENA SOLIDARIETA’ – A Maria Carmela Lanzetta hanno espresso piena solidarieta’ anche i segretari calabresi di Cisl e Uil, Paolo Tramonti e Roberto Castagna, che hanno definito le minacce subite dal sindaco di Monasterace “come un segnale inequivocabile di un persistente clima di tensione ormai evidente in Calabria, cosi’ come dimostrano i continui atti di violenza nei confronti di chi ricopre incarichi di responsabilita’ ai vari livelli istituzionali». Le due confederazioni sindacali hanno invitato il sindaco “a non mollare e a proseguire, nell’interesse della popolazione, la qualificata attivita’ amministrativa e istituzionale gia’ avviata”. Anche i sindaci italiani hanno voluto far sentire la loro solidarieta’ e vicinanza a Maria Carmela Lanzetta; il presidente dell’Anci e sindaco di Reggio Emilia, Graziano Delrio, ha cosi’ commentato tutta la vicenda: “Un sindaco minacciato e costretto a dimettersi e’ una sconfitta per tutto il Paese; Maria Carmela Lanzetta e’ un sindaco coraggioso e meritevole di tutta la nostra stima. Troppi sono ormai gli amministratori lasciati soli davanti alle mafie, come ho avuto occasione di toccare con mano piu’ volte. Occorre piu’ Stato a fianco dei primi cittadini impegnati per la legalita’ e la trasparenza. Troppo forte e’ ormai l’influenza della criminalita’ organizzata, comunque di una malavita dai metodi mafiosi in tutti i territori del nostro Paese, al Sud e al Nord, come vediamo continuamente anche nelle nostre città». Il sindaco, alla luce delle risultanze della riunione, ha voluto rinnovare i sensi della propria gratitudine ai rappresentanti delle istituzioni dello Stato per le rassicurazioni ricevute, riservandosi una pausa di riflessione in ordine all’eventuale ritiro delle dimissioni dalla carica presentate negli scorsi giorni.

Emanuele Ciogli

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