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Opinioni e commenti
 

Per Calderoli 8 uomini a sorveglianza della villa e 4 di scorta
Pubblicato il 10-04-2012


In una lettera indirizzata alla Prefettura e alla Questura di Bergamo, lo scorso agosto il Siulp, il sindacato provinciale di polizia lamentava i disservizi legati alla vigilanza di “Villa Calderoli”, la residenza dell’allora ministro per la Semplificazione. Calderoli ha da tempo abbandonato la carica ma la situazione non è affatto cambiata. A denunciare nuovamente sprechi e abusi perpetrati ai danni delle forze di polizia è Luigi Menditto, Segretario provinciale del SIULP (Sindacato Italiano Unitario Lavoratori di Polizia) di Bergamo, intervistato in esclusiva dall’Avanti!online.

È cambiato qualcosa da quando avete inviato il documento al prefetto e al questore?

Assolutamente nulla. Ancora oggi c’è un abuso evidente sulla concessione delle scorte: dovendo ottimizzare la gestione del personale,  non si riesce a capire perché certe concessioni restino invariate fino a diventare dei veri e propri privilegi. Le scorte hanno dei costi molto alti, ecco perché non devono essere utilizzate in modo così indiscriminato. A questo punto, bisogna che si affronti il problema in Parlamento.

Quanti sono gli uomini preposti alla vigilanza di “Villa Calderoli”?

Parliamo di otto uomini a presidio della Villa, come se fossero quattro pattuglie levate dal territorio. Ovviamente sono lì ventiquattro ore al giorno, quindi a disposizione h24. A questi vanno aggiunti poi altri quattro uomini di scorta al Calderoli. In tutto 12 unità.

Quanto costa mensilmente proteggere l’ex ministro?

Circa duemila euro al mese a persona, più le indennità di servizio. Il calcolo è facile.

Si parla quindi di circa 16mila euro più le indennità da calcolare per la sola sorveglianza della villa. Insomma, nel caso specifico dell’ex ministro Calderoli la vigilanza è necessaria?

No, la vigilanza fissa è superflua. Il servizio a Villa Calderoli potrebbe essere sostituito da un impianto di sorveglianza con telecamere e allarme.

Per proteggere l’ex ministro si sottrae la scorta ad altri usi prioritari. Come siete messi a organico?

Ci troviamo in una situazione di grande sofferenza in termine di risorse umane. L’età media è disastrosa, siamo sulla soglia dei 50 anni. Inoltre ci sono da sorvegliare la A4, che è la prima autostrada come traffico veicolare per i mezzi pesanti in Europa, e l’aeroporto Orio al Serio, terzo in Italia per numero di passeggeri. Senza contare che a Bergamo siamo la terza provincia per denuncia di furti. Alla base di tutto questo, perché dobbiamo stare ventiquattro ore al giorno a sorvegliare la casa di un ex ministro?

Qual è la situazione che vivete oggi sul territorio?

Al momento ci ritroviamo con una volante e mezza per ogni quadrante: avere otto uomini in più farebbe comodo non solo a noi ma anche ai Carabinieri e alla Guardia di Finanza. Vista la strategia di lotta all’evasione fiscale dell’attuale governo, forse sarebbe meglio per tutti se le Fiamme Gialle controllassero gli scontrini, piuttosto che la casa di Calderoli.

Perché non è stato ancora fatto nulla per risolvere il problema?

Forse perché nessuno ha voluto prendere l’iniziativa. La prima denuncia l’abbiamo fatta noi del sindacato, ma nessuno ha seguito i nostri suggerimenti. Come spesso accade in Italia, se non diventa prima un problema giudiziario nessuno si muove.

C’è qualche altro motivo?

È anche una questione politica. Sono autorità governative, è difficile obiettare certi comportamenti e rivelarne gli abusi. Noi abbiamo cercato di sollevare la questione ma non è cambiato un bel niente. C’è una scadenza però della quale nessuno sembra accorgersi, quella dettata dalle risorse economiche. Quando finirà “il montepremi”, cioè i fondi concessi dal dipartimento centrale di Pubblica sicurezza, non ce ne sarà più per nessuno. Allora mi chiedo, perché aspettare di raggiungere lo zero quando si può fare qualcosa già da oggi? Perché dobbiamo tollerare questo spreco? Perché i poliziotti devono andare a casa di Calderoli e gli alpini a vigilare in città?

Chi l’ha voluto?

La Lega, ovviamente. L’alpino su strada costa più del poliziotto, e la Lega li ha voluti in strada per questioni politiche e di prestigio.

La Lega però oggi è all’opposizione.

Il governo dei tecnici ha tante faccende da sbrigare, non riesce a fare tutto subito. Ci vuole tempo per sradicare certe tradizioni consolidate.

Raffaele d’Ettorre

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