sabato, 21 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Spagna, scoperta la molecola dell’HIV ma il governo taglia i fondi alla ricerca
Pubblicato il 27-04-2012


Nella settimana dei più gravi tagli alla sanità e alla ricerca scientifica, in Spagna oggi si festeggia una grande scoperta. I ricercatori spagnoli della IrsiCaixa, istituto catalano nato nel 1995, hanno scoperto la molecola del HIV responsabile della propagazione del AIDS nell’organismo, un’importante passo avanti che spalanca le porte alla realizzazione effettiva di una nuova famiglia di farmaci capaci di bloccare l’espansione del virus e facilitare una nuova e sempre più mirata strategia terapeutica attraverso il vaccino. Pubblicato nella rivista internazionale “PloS Biology”, il lavoro tutto made in spain è stato descritto come il più importante studio degli ultimi anni a livello di investigazione medica di base, per la capacità di descrivere per la prima volta il ruolo chiave dei gangliossidi nella penetrazione del virus del AIDS  nelle cellule responsabili dell’attivazione di una risposta immunitaria contro  il virus.

TRA LE RICERCHE PIU’ IMPORTANTI DEGLI ULTIMI ANNI – Queste cellule agiscono nella cattura e riduzione del virus patogeno che poi raggiunge i gangli dove l’infezione termina il suo cammino che il virus aveva innescato. La chiave della ricerca quindi sono i gancliosidi costituit da un acido sialico unito a zuccheri che a loro volta sono ancorati a dei lipidi, in questo tipo di molecole si trovano un’alta concentrazione nelle membrane delle cellule nervose e in minore quantità nelle membrane del resto delle cellule. Il professor Javier Martinez-Picado che ha diretto la ricerca spiega che «attraverso i gangliosidi potremmo raggiungere una risposta molto più efficente della tradizionale risposta immunologica per combattare l’infezione, le cellule dentritiche circolano per l’organismo per catturare microbi, frammentarli e portarli al centro del controllo immunitario finchè i globuli bianchi possono sterminare questi ‘invasori’» continua spiegando che Il lancio sul mercato di un farmaco che blocchi l’attività della molecola oggetto della ricerca spagnola, «sarà un processo costoso che potrebbe arrivare sul mercato tra 10 e 15 anni» annunciando che la fase preclinica è  «molto complessa ma in Spagna è già iniziata da quattro mesi».

E INTANTO IL GOVERNO TAGLIA FONDI ALLA RICERCA – La scoperta che in queste ore sta riempiendo le prime pagine delle riviste di settore e molto spazio nei giornali spagnoli proviene dall’istituto internazionale IrisCaixa con sede a Barcellona il cui obiettivo è contribuire a migliorare la conoscenza, la prevenzione e la cura dell’infezione dell’HIV e AIDS con il fine ultimo di sradicare l’epidemia, in collaborazione con l’istituto di chimica avanzata della Catalunya e la partecipazione di studenti dell’Università tedesca di Heidelberg arriva giusto a una settimana  dal terribile taglio dei finanziamenti pubblici al Piano Nazionale di Ricerca imposto dal governo guidato dal leader del Partito Popolare Mariano Rajoy, che nei prossimi mesi danneggerà inevitabilmente la ricerca e la sanità spagnola. L’attuale situazione poltitica orientata più ai tagli che agli investimenti è entrata prepotentemente anche nella conferenza stampa di presentazione della ricerca, dove lo stesso dottor Bonaventura Clotet ha tenuto a precisare che «L’eccellenza della sanità spagnola che abbiamo raggiunto attraverso la ricerca scientifica non l’abbiamo ottenuta in due giorni, però in due giorni possiamo perdere tutto». Una stoccata al governo Rajoy per ricordare al premier che il benessere degli spagnoli non dovrebbe passare solo dall’economia.

Sara Pasquot

 

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