mercoledì, 23 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Terremoto vicino alle coste indonesiane, è allarme tsunami in tutta l’Asia
Pubblicato il 11-04-2012


È scattato l’allarme tsunami in 28 Paesi dopo che una terrificante scossa di terremoto di magnitudo 8,7 della scala Richter è stata registrata oggi intorno alle 14.38 locali nel mare al largo delle coste della provincia di Aceh, in Indonesia, già duramente colpita dal sisma del 2004. L’epicentro è stato localizzato a circa 33 chilometri di profondità sotto il livello del mare, in un punto che dista 495 chilometri da Banda Aceh, capoluogo della provincia indonesiana situata nell’estremo lembo settentrionale dell’isola di Sumatra. Dopo la prima scossa se ne è verificata una seconda meno violenta di magnitudo 6,5.

SCENE DI PANICO – Scene di panico sono state registrate nel capoluogo e nelle zone limitrofe ma, per il momento, non si hanno notizie di morti o di danni di particolare gravità. La gente si è riversata in strada e ha cercato rifugio nei piani alti degli edifici, creando ingorghi e contribuendo ad alimentare il clima di paura. Fonti locali riferiscono che ovunque si sente il rumore delle sirene e il suono delle recite ininterrotte di brani del Corano nelle moschee. L’agenzia per i disastri naturali dell’Indonesia ha fatto sapere che ad Aceh manca l’elettricità e che porti e aeroporti sono chiusi. Tuttavia il presidente indonesiano Susilo Bambang Yudhoyono ha tranquillizzato la popolazione, dichiarando che «al momento non ci sono notizie di vittime e non c’è allerta tsunami».

E’ ALLERTA TSUNAMI –  Il sisma è stato avvertito anche in altri Paesi. Lungo le coste di Phuket, in Thailandia, le acque hanno cominciato a recedere e le autorità hanno sollecitato la popolazione ad allontanarsi il più possibile dalle zone marine. Le persone che si trovavano in aeroporto sono state evacuate su una vicina collina. In India sono stati avvertiti tremori  in varie città tra cui Calcutta, Chennai e Bangalore.  In Hyderabad è stato dato ordine di evacuare le spiagge, a Calcutta si è fermata la metro. Il “Pacific Tsunami Warning Center” (PTWC), centro per la segnalazione precoce degli tsunami nato proprio dopo la tragedia del 26 dicembre 2004 che uccise circa 230.000 persone, ha dichiarato l’allerta tsunami per i seguenti Paesi: Indonesia, India, Sri Lanka, Australia, Birmania, Thailandia, Maldive, Malaysia, Isola della Reunion, Seychelles, Pakistan, Somalia, Oman, Madagascar, Iran, Emirati arabi, Yemen, Isole Comore, Bangladesh, Tanzania, Mozambico, Kenya, Isole Crozet, Isole Kerguelen, Sudafrica e Singapore.

COME 8 ANNI FA – Tuttavia, con il trascorrere delle ore, la portata del rischio sembra ridimensionarsi. Secondo una prima analisi dell’“US Geological Survey” (USGS), istituto geosismico statunitense che si occupa del monitoraggio dei terremoti in tutto il mondo, l’ipotesi di uno tsunami è improbabile visto che il terremoto che ha colpito la zona di Aceh avrebbe avuto «un movimento orizzontale e non verticale». Certamente è ancora vivo in tutti il ricordo del disastroso sisma di 8 anni fa che cancellò letteralmente interi villaggi e centri abitati soprattutto ad Aceh ma anche nel nord dello Sri Lanka e lungo le coste di alcuni Stati indiani, provocando un’emergenza umanitaria di enorme portata.

Luciana Maci

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