domenica, 21 ottobre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Un cane in ufficio? Riduce lo stress e l’assenteismo
Pubblicato il 20-04-2012


Il cane è il miglior amico dell’uomo, anche in ufficio. Non è un luogo comune né una scena tratta da qualche saga americana anni ’80, di quelle che all’allegra famigliola fa sempre pendant villetta e simpatico cagnone, onnipresente.  Si tratta invece del risultato di una ricerca scientifica condotta dalla Virginia Commonwealth University: portare il cane al lavoro, vederlo fare capolino da sotto la scrivania e ogni tanto coccolarlo, è il miglior antistress. Altro che palline di gomma da ‘strizzare’ e minipiste da golf.

PROVATO DA UNO STUDIO SCIENTIFICO – Lo studio si è svolto in azienda durante una settimana lavorativa, in cui i dipendenti ‘arruolati’ hanno partecipato a un’indagine e si sono fatti prelevare campioni di saliva. Attraverso dei cercapersone, i ricercatori li avvertivano quando era il momento di compilare le diverse indagini durante il giorno. L’analisi ha riguardato i lavoratori che portavano il cane in ufficio, quelli che invece lo lasciavano a casa e i non proprietari di pet. Gli scienziati hanno osservato una differenza tra i tre gruppi sui livelli dell’ormone dello stress, misurati attraverso i campioni di saliva al mattino. Nel corso della giornata di lavoro, poi, lo stress autoriferito risultava diminuito per i dipendenti con cani al seguito, aumentato per i non proprietari di animali e anche per chi aveva lasciato il pet a casa. Il team ha anche osservato che lo stress aumentava in maniera significativa quando i lavoratori lasciavano a casa i loro cani, rispetto ai giorni in cui erano presenti.

SI RIDUCE LO STRESS E AUMENTA LA SODDISFAZIONE-  «Anche se preliminare – commenta il ricercatore principale Randolph T. Barker, professore di Management – questo studio fornisce la prima ‘misurazione’ dell’effetto esercitato dai cani dei lavoratori nell’ambiente di lavoro. Questi animali nei luoghi di lavoro possono fare una differenza positiva». Lo scienziato sottolinea le «significative differenze» in termini di livelli di stress percepito tra i giorni in cui il cane era presente e quelli in cui era assente. «I dipendenti nel complesso hanno mostrato una soddisfazione sul lavoro superiore alla norma», continua l’esperto. Lo studio si è svolto in un’azienda ‘dog-friendly’, la compagnia Replacements, sede a Greensboro e 550 dipendenti. Nella sede sono circa 20 o 30 i cani che ‘timbrano il cartellino’ ogni giorno.

SI RIDUCE L’ASSENTEISMO – Lo stress, aggiungono gli esperti, è una delle principali cause di assenteismo fra i dipendenti e di burnout, esaurimento scatenato dal mal di lavoro, e si traduce in una significativa perdita di produttività e di risorse. Uno studio preliminare pubblicato sulla rivista ‘International Journal of Workplace Health Management’ dimostra che i cani nei luoghi di lavoro possono alleviare il peso dello stress e della stanchezza durante la giornata lavorativa. Un effetto contagio che si propaga anche ai vicini di scrivania e a chi entra in contratto con il proprietario di Fido. Tanto che in poco tempo il pet, amico personale di uno dei lavoratori, si trasforma nel ‘cane dell’ufficio’. A questa conclusione i ricercatori sono approdati confrontando i dipendenti che portano i loro cani al lavoro, e i loro colleghi senza animali, in diversi campi: stress, soddisfazione sul lavoro, impegno e supporto sul fronte organizzativo. Ma l’esperimento non fa che confermare l’utilità di una strada già cavalcata all’estero: non è un caso se negli Stati Uniti già il 17% delle aziende approva la possibilità di portare il cane in ufficio. D’altra parte è vero che non tutti i cani possono essere in grado di sopportare gli stimoli che un ambiente lavorativo può presentare. Per questo in Austria è previsto che il cane ed il suo padrone ricevano un apposito patentino per certificare l’idoneità della coppia a “lavorare” insieme in ufficio.

CRESCE IL LAVORO DI SQUADRA E L’OTTIMISMO – Durante il test, gli scienziati hanno inoltre notato che gli impiegati senza pet cercavano i colleghi con il cane e si interfacciavano con l’animale durante la pausa. I commenti raccolti dagli scienziati sono stati tutti perlopiù positivi. C’è chi ha sottolineato che «gli animali da compagnia nei luoghi di lavoro possono essere un bonus per sollevare il morale dei dipendenti», o ancora che «è un grande antistress», che «favoriscono e aumentano il lavoro di squadra con i colleghi». La presenza di un pet si rivela dunque come «un incentivo ‘low cost’ al benessere dei dipendenti – conclude lo scienziato – è inoltre un rimedio subito disponibile per i datori di lavoro e facile da mettere in pratica, e “può migliorare il livello di soddisfazione organizzativa e la percezione di sostegno».

ATTENZIONE ALL’IGIENE – Se lo stress in ufficio è il problema, allora la soluzione sarà il cane, ma attenti all’igiene: è infatti importante che le aziende adottino una politica che preveda ‘l’assunzione’ «solo di animali domestici puliti e ben educati», sottolinea infine Barker, auspicando l’avvio di ulteriori ricerche con campioni di dimensioni più grandi all’interno del contesto organizzativo. Un passaggio necessario per replicare i risultati di questo studio iniziale. Dunque l’amico a 4 zampe sempre più fedele, soprattutto in ufficio.

Diletta Liberati

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento