lunedì, 18 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

Un nuovo rapper che canta l’impegno civile? No, è solo Er Piotta
Pubblicato il 19-04-2012


Dopo anni di produzioni in sordina Er Piotta torna a promuovere un nuovo disco dal titolo Odio gli indifferenti. Tagli alle cafonate e alle zampate da giaguaro, alle pischelle e ai pischelli, nonostante sia stato proprio il suo connotato di romano verace e disimpegnato a favorire la sua popolarità.Sarà forse che il Piotta voglia rinnegare il proprio passato “sciallo”, a favore di un rap più attivista? Tredici anni dopo l’uscita dei suoi primi singoli, alla fine degli anni ‘90, sembra voglia rilanciare un’immagine di sé differente da quella delle prime produzioni. Forse perché i tempi passano e anche i rapper crescono. O forse perché di strade, il Piotta, le ha provate proprio tutte.

EUROCONTENTI? PER NIENTE – Aveva già tentato nel 2002 ad inserire un po’ di attualità nei suoi brani: nel singolo Eurocontanti (eurocontenti) anche il Piotta salutò scherzosamente l’avvento del nuovo conio. Mentre il suo nome perdeva valore insieme alle 500 lire, due anni dopo partecipa al Sanremo di Simona Ventura in veste di rapper romantico con Ladro di te. Insomma, un cantautore trasformista, che odia il trasformismo, anche se quello dei politici che critica nel brano Odio gli indifferenti.

CONTRO IL GF E PRO NO TAV, MA SOLO A PAROLE – Qualche mese fa aveva fatto parlare di lui quando dichiarò: «non voglio che il Grande Fratello passi i miei pezzi». Le canzoni utilizzate dal celebre reality show erano quelle del Piotta degli esordi, fortemente legato a Roma e ai romani. All’epoca dichiarò che la sua carriera era lontana anni luce da certe ‘cafonate’ o supercafonate. Intanto la minaccia a Mediaset si risolse in una dichiarazione d’intenti: «utilizzerò tutti i proventi che deriveranno dai diritti d’autore per sostenere il movimento No Tav». Ma di No Tav nel suo nuovo disco non si parla. Si parla di Piazza Affari e di fisco, della Casta e di donne poco caste, di Roma che chiama (Roma Calling) scomodando forse la storica London Calling dei The Clash e di una precarietà che brucia. Insomma, niente di nuovo.

ALTRO CHE ‘POSSE’ – Se il vero rap nasce nei centri sociali e negli ambienti underground come strumento di comunicazione dei giovani, oggi solo in rari casi continua ad essere la musica attivista delle ‘Posse’, cioè dei gruppi che prediligono tematiche politico-sociali. Da quando il movimento è iniziato ad essere trendy, molti autori e band hanno contribuito a renderlo un fenomeno commerciale, suo malgrado. Quelli che continuano a fare del rap impegnato sono rimasti in pochi, anche per perché decidendo di non scendere a patti con il pop, non riescono ad emergere dalla tanto disprezzata nicchia. Il Piotta, buon per lui, è ormai da anni passato dall’altra parte della barricata, uscito dalla famosa “nicchia” ma non dal gruppo. Lui ci prova a rifarsi una verginità infarcendo basi pop di testi a suo dire impegnati, lui insiste nel travestirsi da quello che non è stato in passato e che difficilmente potrà essere in futuro.

MA QUANTE PIOTTE VALE? – Per tutti quelli che amano riascoltare i classici del rap e dell’hip hop, ma soprattutto farsi emozionare dalla nuova scena italiana – uno su tutti i partenopei Co’Sang – non basta certo un disco fintamente impegnato per dimenticare chi è Er Piotta. Tommaso Zanello, di padre romano e madre milanese, è cresciuto nel quartiere di Montesacro, soprannominato “Er Piotta” per i suoi occhiali tondi come le monete da cento lire, dette in romanesco piotte. La domanda sarebbe: “quante piotte te pii per sto disco?”.

Emanuele Ciogli

 

 

 

 

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