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Opinioni e commenti
 

L’assessore alla sanità di Vendola svela come si vincono i concorsi
Pubblicato il 13-04-2012


C’è chi la chiama “raccomandazione” e chi più sobriamente preferisce il termine “indicazione”. Le parole sono importanti e andrebbero soppesate con riguardo soprattutto da personaggi pubblici. Se poi la vicenda sconfina dalla mera questione semantica ad un’indagine in piena regola a carico del Governatore della Regione Puglia per concorso in abuso d’ufficio, allora massima attenzione alle parole usate perché in questo caso potrebbero costare una poltrona di tutto rispetto. Nei confronti del presidente Nichi Vendola vi è l’ipotesi di aver favorito la nomina del professor Paolo Sardelli a primario di chirurgia toracica, all’ospedale San Paolo di Bari. Sull’argomento Ettore Attolini, assessore alle Politiche della Salute della Regione Puglia si è espresso, in esclusiva per l’Avanti!online, commentando la vicenda che ha coinvolto il suo presidente e spiegando le modalità del concorso per la nomina a primario. Nelle parole dell’assessore ci sono però alcune discrepanze.

QUELLA PRASSI EXTRA-LEGEM – Le modalità della prova sembrano cristalline: «Il meccanismo prevede un concorso regolare – dice Attolini – con una commissione che, tra tutti i candidati, sceglie una terna di idonei, sulla base di titoli ed esperienze lavorative. Nella terna poi, a giudizio insindacabile del direttore generale, viene scelta una persona». Fin qui tutto bene: il principio regge ed è validissimo. Cosa succede però quando il direttore generale ha qualche indecisione sulla scelta del candidato più idoneo? «Il direttore può chiedere indicazioni a una società scientifica o ad altri esperti del settore», dice Attolini. Una prassi che tuttavia, benché apparentemente consolidata, risulta extra-legem: la legge regionale n.26 del 2006, titolata “Interventi in materia sanitaria”, prevede sì che il direttore generale giudichi in modo insindacabile sulla terna di idonei ma non parla affatto di “pareri esterni”.

CHE VINCA IL MIGLIORE – Le parole di Attolini inoltre stridono con quanto dichiarato ieri dal presidente Vendola, il quale ha ammesso che i suoi «unici interventi, rari, relativamente ai concorsi, sono stati sempre mirati alla raccomandazione che potesse vincere il migliore». Quando gli si fa notare la contraddizione (un presidente di Regione che interviene per “raccomandarsi” che “vinca il migliore”), l’assessore ammette di non aver seguito da vicino la vicenda e che fa testo quanto dichiarato dal presidente. Se arrivasse però la telefonata del direttore generale, quella per chiedere “indicazioni” sull’eventuale candidato da pescare nella terna di idonei, Attolini ammette che «se qualcuno me lo dovesse chiedere, io potrei esprimere un’indicazione».

LA VERSIONE DEL GOVERNATORE – Ricapitolando. Nichi Vendola è attualmente indagato per concorso in abuso d’ufficio, con l’ipotesi di aver favorito la nomina del professor Paolo Sardelli a primario di chirurgia toracica, all’ospedale San Paolo di Bari. A darne notizia è stato lo stesso governatore della Puglia, in una conferenza stampa indetta due giorni fa dopo la notifica di chiusura delle indagini inviata dalla Procura. Giocando d’anticipo, il leader di Sel si è difeso ammettendo che i suoi «unici interventi, rari, relativamente ai concorsi, sono stati sempre mirati alla raccomandazione che potesse vincere il migliore». Vendola ha poi tenuto a sottolineare che «si appura che effettivamente il professor Sardelli era comunque il migliore».

RACCOMANDAZIONE O INDICAZIONE? – Se quindi il termine “interventi” usato da Vendola, tradotto dal politichese, stesse a significare “telefonate” fatte per assicurarsi che ad ottenere l’agognata poltrona sia uno dei tre candidati finalisti piuttosto che gli altri due, allora sarebbe confermata la spinosa ipotesi che vedrebbe il governatore della regione Puglia fare una qualche “pressione” al direttore generale per “raccomandare” che “vincesse il migliore”. Ma chi decide chi è il migliore? Non esiste già una commissione preposta a questo scopo, una commissione che, nelle parole dell’assessore Attolini, giudica in base a titoli ed esperienze? A che pro allora sarebbe stato telefonare per dare “raccomandazioni” (nelle parole di Vendola; “indicazioni” secondo l’assessore Attolini) sulla scelta finale del candidato “migliore”?

“PROBLEMI SANITARI” – Il governatore Vendola però non è nuovo al mondo dei “problemi” sanitari. Nel 2010 fu infatti accusato di tentata concussione, dopo essere rimasto coinvolto negli accertamenti che hanno invece travolto l’ex assessore regionale alla Sanità, Alberto Tedesco. Il governatore ne uscì pulito e sfruttò l’occasione per operare un sostanzioso rimpasto all’interno della sua giunta. Oggi lo scandalo rischia di ripetersi con modalità ancora più devastanti, in un’inchiesta sulla sanità regionale iniziata con l’incriminazione di Giampaolo Tarantini e che oggi, tra vari filoni d’indagine, comprende quasi cinquanta indagati. Se la magistratura deciderà di rinviare a giudizio il governatore, questa volta un rimpasto potrebbe non essere più sufficiente e neanche l’uso di un termine più appropriato.

Lucio Filipponio e Raffaele d’Ettorre

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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