martedì, 26 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

A VENT’ANNI DA CAPACI SONO I BAMBINI A COMBATTERE LA MAFIA: A PALERMO DALLE NAVI DELLA LEGALITA’ AI GIROTONDI
Pubblicato il 23-05-2012


«La mafia non è invincibile», diceva Giovanni Falcone. A fare la storia del nostro Paese sono gli eroi che la memoria degli italiani ricorda ogni giorno, le troppe vittime stroncate dalla mafia, quel pungolo fastidioso che costringe da anni lo Stato ad una lotta senza confine alla parte deviata del Paese, chiamata a impiegare le proprie forze e a dimostrare un coraggio che mai deve essere preso per rassegnazione. È una guerra, quella contro la mafia, che non risparmia neppure la responsabilizzazione di quelli che saranno gli italiani del domani. Ieri mattina da Civitavecchia e da Napoli sono partite due navi speciali, ribattezzate simbolicamente “Giovanni” e “Paolo” (ricordando il giudice Giovanni Falcone a vent’anni esatti dalla tragica scomparsa nell’attentato di Capaci e l’amico e collega Paolo Borsellino assassinato due mesi dopo), e hanno preso il largo con a bordo circa 20mila studenti di tutte le età e di tutte le regioni d’Italia. Molte, nella giornata di oggi, le manifestazioni che ricorderanno due tra gli omicidi più brutali messi in atto dalla mafia.

LE NAVI DELLA LEGALITA’ – Insieme al ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, con il Procuratore Nazionale Antimafia Piero Grasso e don Luigi Ciotti, le due Navi della Legalità hanno raggiunto stamattina Palermo. La città delle stragi, degli spari ma anche la città da cui gli studenti, piccoli e grandi, lanceranno un grande grido di speranza. È proprio dal capoluogo siciliano che si definisce per l’ennesima volta la volontà ferma ed irreversibile di voler fronteggiare chi, con violenza, ha colpito e continua a colpire al cuore l’Italia. Infatti le Navi della Legalità sono approdate a Palermo nel giorno in cui si ricorda la strage di Capaci di quel 23 maggio del 1992, nel quale persero la vita Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo, e i tre uomini della scorta (Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro). Ma questa giornata vuole rendere omaggio anche all’amico e collega di Falcone, Paolo Borsellino e la sua scorta, la cui morte annunciata dalla strage di Capaci, avvenne a pochi giorni di distanza il 19 luglio dello stesso anno in via D’Amelio a Palermo.

I CORTEI A PALERMO – Il Memorial day prevede un gran numero di manifestazioni che, ci si augura, si svolgano con la massima serenità, la stessa che dimostrano i bambini, tra il non sapere e la possibilità di sperare e credere. Le manifestazioni sono state inaugurate nelle prime ore della mattina in due luoghi significativi: una presso il Giardino della memoria di Ciaculli, che sorge nel terreno confiscato al boss Michele Greco, e l’altra nell’aula bunker del carcere dell’Ucciardone dal quale partirà nel pomeriggio il primo dei due cortei. I partecipanti del secondo corteo prenderenno a camminare silenziosamento per una Palermo che vuole dire basta alla mafia proprio da Via d’Amelio, luogo dove venne ucciso Paolo Borsellino con i cinque uomini della sua scorta. Le due manifestazioni si riuniranno più tardi sotto l’albero che ricorda Falcone in via Notarbartolo, sotto gli occhi della sorella, Maria Falcone, e del procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, sbarcato stamattina dalla Nave della Legalità partita da Napoli.

“CAMMINERANNO CON LE NOSTRE GAMBE” – Presente a Palermo il presidente della Repubblica Giorgio Napoletano, che alle 17 assisterà anche all’inaugurazione, a Palazzo Branciforte, della mostra fotografica “Falcone e Borsellino vent’anni dopo. Non li avete uccisi, le loro idee cammineranno con le nostre gambe”, il cui titolo conferma il forte valore simbolico rappresentato dalla straordinaria presenza dei giovani, dai bambini agli adolescenti, alle commemorazioni di oggi. Ed è proprio la Palermo di oggi, movimentata dal vociare dei bambini, dai colori dei loro zaini e dei grembiuli e dai rimbrotti o dalle risate delle maestre, in cui si vivrà un altro momento solenne, alle 17.58, quei due minuti alle sei in cui fu commessa la strage di Capaci, a pochi chilometri dal centro, sulla strada che porta all’aeroporto. A conclusione della giornata di ricordi, verrà disputata una “partita del cuore”, trasmessa in diretta su Rai Uno a partire dalle 20.40, nella quale si sfideranno allo stadio “Renzo Barbera” di Palermo la Nazionale Cantanti e la Nazionale Magistrati.

IL GIROTONDO DEGLI STUDENTI A ROMA – Anche la Capitale si stringe al ricordo dei due giudici stroncati dalla mafia. Stamattina da via Camelie a largo Lagosta hanno sfilato altrettanti studenti che tenevano con sé cartelli con su scritto: “Non toccate i giovani”, “le tue idee camminano sulle nostre gambe” e che riportano anche il ricordo di Melissa Bassi, la ragazza rimasta uccisa dall’attentato di Brindisi sabato scorso, i cui compagni di classe ieri mattina sono partiti alla volta di Palermo proprio su una delle due Navi della Legalità. Promossa anche dall’Anpi, a Roma tra le diverse iniziative in programma riveste un significato importante il girotondo organizzato intorno al liceo Righi e anche al liceo Tasso, istituto quest’anno deturpato da scritte neofasciste accompagnate da una svastica. In tal senso, la vicepresidente dell’Anpi, Elena Improta, ha dichiarato: «Con questo girotondo noi diciamo no alla violenza e sì alla democrazia e alla legalità, perché per noi la scuola rappresenta un luogo di cultura e di democrazia. Noi vogliamo esserci, ma non solo nelle ricorrenze: vogliamo esserci quotidianamente, con i giovani, ascoltando le loro idee e cercando di metterle a frutto».

CONTRO LA MAFIA, L’EDUCAZIONE ALLA LEGALITA’ – Un pensiero comune arriva da tutto il mondo della politica nei confronti di questa grande manifestazione che per la prima volta porta mano nella mano i bambini che, prima ancora di arrivare a conoscere Platone o il teorema di Pitagora, dovrebbero imparare a condividere l’idea di legalità promossa per tutta la vita da Falcone e Borsellino, affinché la generazione del futuro potrà fattivamente combattere tutte le mafie solo muovendo i primi passi attraverso una valida educazione civica e cultura della legalità. Falcone, morto il 23 maggio di 20 anni fa, già pensava a questi giovani italiani sapendo che l’eredità degli anni in cui lui si trovò a combattere la mafia, sarebbe ricaduta sui bambini che oggi camminano facendosi carico «delle idee e delle tensioni morali che hanno caratterizzato la stagione più importante della battaglia dello Stato contro la mafia». Dal 1992 ad oggi.

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