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A vent’anni dalla strage di Capaci, Napolitano: «Non escludere ritorno stragismo»
Pubblicato il 23-05-2012


Il presidente Giorgio Napolitano contro la mafia e al fianco dei bambini sbarcati a Palermo dalle “Navi della legalità”, poi nel punto esatto dell’autostrada che da Palermo porta all’aeroporto di Punta Raisi dove trovò la morte il giudice Falcone e la sua scorta, infine nell’aula bunker del carcere dell’Ucciardone, teatro dei grandi processi contro Cosa Nostra, a tu per tu con un gruppo di ragazzi della scuola Morvillo Falcone. La matrice dell’attacco contro la scuola di Brindisi resta oscura e non si può escludere alcuna pista, ma i responsabili «la pagheranno, saranno assicurati alla giustizia» ha sottolineato Giorgio Napolitano, oggi a Palermo intervenendo alla manifestazione per ricordare la figura di Giovanni Falcone nel ventennale della strage di Capaci.

NAPOLITANO, NON ESCLUDERE RITORNO STRAGISMO – «Che la criminalità possa oggi anche tentare feroci ritorni alla violenza in campo stragista e terroristico, non possiamo escluderlo», ha detto il Capo dello Stato, «ma una cosa e’ certa: questi nemici del consorzio civile e di ogni regola di semplice umanità avranno la risposta che si meritano». Il presidente della Repubblica si e’ soffermato sul luogo che vide la morte del magistrato, sull’autostrada che da Palermo conduce all’aeroporto di Punta Raisi. Quindi è giunto nell’aula bunker del carcere dell’Ucciardone, teatro dei grandi processi contro Cosa Nostra, oggi luogo della cerimonia in cui hanno preso la parola Maria Falcone, il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso e il ministro dell’istruzione Francesco Profumo. Nell’aula bunker Napolitano ha anche incontrato un gruppo di ragazzi della scuola Morvillo Falcone.

LA LEZIONE DI FALCONE E BORSELLINO – «Bisogna proseguire con tenacia e determinazione sulla strada segnata da Falcone e Borsellino», ha detto il Presidente della Repubblica. «Falcone e’ stato tra coloro che hanno ben colto e analizzato le storiche debolezze e ambiguità dell’impegno dello Stato nella lotta alla criminalità organizzata». Però «a noi oggi servono, anche per questo aspetto, verità rigorosamente accertate e non schemi precostituiti».

LA DISOCCUPAZIONE AIUTA LA MAFIA – Inoltre, ha detto il Capo dello Stato, «la crisi economica, la disoccupazione, aiutano la mafia e stringono il sud in un nodo scorsoio che rischia di soffocarlo». Falcone e Borsellino, ha proseguito Napolitano, «avevano chiarissima la visione della pericolosità del dispiegarsi della mafia sul versante della penetrazione della vita economica, non solo nel Mezzogiorno, ma anche nelle regioni del nord». Anche il presidente del Consiglio, Mario Monti, da Palermo ha parlato dell’attentato di Brindisi: «Qualunque sia la matrice di quel gesto atroce, tanti cittadini hanno voluto dimostrare, con la forza della loro presenza, che non si facevano spaventare dalla violenza e dal terrore». E ha aggiunto: «Non esistono ragioni di Stato che possano giustificare ritardi nella ricerca della verità».

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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