lunedì, 21 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Ad Agropoli il Psi presenta la sua lista. Scuderi: «Sviluppo, tutela del territorio e dei più deboli»
Pubblicato il 02-05-2012


Ultimi giorni di campagna elettorale per le elezioni amministrative. Ad Agropoli, bella cittadina campana della provincia di Salerno, definita anche “perla del Cilento” per il fascino delle sue coste e del suo borgo medioevale, il Partito Socialista Italiano presenta una propria lista, a supporto del ricandidato sindaco uscente. Capolista è l’avvocato Antonello Scuderi, segretario provinciale del PSI a Salerno, al quale abbiamo chiesto di rispondere ad alcune domande di politica locale e nazionale.

Quale il significato della presentazione ad Agropoli di una lista di Partito, piuttosto che una civica, e quali gli obiettivi del PSI ad Agropoli?

Un Partito per essere tale ha bisogno di radicarsi in tutto il territorio. Deve farlo – dove può – presentando la propria lista ed esprimendo la propria politica. Chiaramente all’interno di un quadro di alleanze congeniali ai propri ideali e agli obiettivi che si intendono raggiungere. Questo costituisce lo spartiacque tra una lista di Partito ed una lista civica. A livello locale, il primario obiettivo del PSI è consentire la rappresentanza della propria posizione politica e programmatica nell’Assise Comunale; poi, difendere – come ha sempre fatto – gli interessi diffusi, che – proprio per non essere oggetto di particolari attenzioni – spesso, troppo spesso, passano in secondo piano.

Nella lista sono presenti persone di età, sesso e professione diversa fra loro. E’ stata una scelta voluta?

Per raggiungere l’obiettivo che il Partito si è prefisso necessita una rappresentanza plurale, non affidata ad un gruppo o a ristretti gruppi di interesse, ma che si interfacci con la realtà sociale, che è sempre a più voci. Da qui, la scelta di una lista con persone di età, sesso e professione diversi. Voglio ricordare che nella lista vi è la presenza di tre donne e che dieci dei sedici componenti sono al di sotto dei quarant’anni, due addirittura sotto i venti anni. Una lista giovane, con la giusta componente di maturità.

Quale il principale progetto da realizzare per Agropoli nei prossimi anni?

L’Amministrazione uscente ha fatto molto e di questo ne va dato atto. Ora bisogna puntare decisamente allo sviluppo, che deve intrecciarsi con il turismo, in sinergia con il territorio circostante. Si pensi che l’area archeologica di Paestum è a soli sette chilometri e che siamo all’interno del Parco Nazionale del Cilento. Bisogna puntare su tale prospettiva, allargare decisamente la stagione turistica, creare lavoro e rendere Agropoli congeniale ad una stagione di crescita, con molta attenzione però alla tutela del territorio, dei valori tradizionali e delle fasce più deboli.

Lei e’ Segretario Provinciale a Salerno e partecipa ai lavori della Direzione Nazionale del PSI. Quali prospettive vede per il Partito a livello nazionale?

Il Partito, per quanto profondamente scosso dalla stagione di tangentopoli e dalla successiva diaspora, ha una funzione essenziale: è l’unico che lotta – e ritengo che presto potrà coglierne i frutti – per la costruzione di una grande forza socialista in Italia. Non saremo certamente noi a poter raggiungere questo obiettivo; la nostra insistenza, però, sta facendo maturare dei processi che rendono sempre più possibile il raggiungimento della meta. Sarebbe fantastico poter essere parte anche in Italia di una grande famiglia riformista, legata ai valori dell’eurosocialismo. Ci crediamo e combattiamo per questo.

I Partiti oggi al potere sono in crisi e l’antipolitica sembra diventare piu’ forte. Il PSI e’ l’unico fra i grandi Partiti della Prima Repubblica a  sforzarsi di rinnovare uomini programmi e non semplicemente il nome. Questa scelta sarà premiata dagli elettori alle prossime politiche?

Innanzitutto bisogna capire con quale legge si andrà a votare. Certo non è facile per un piccolo Partito come il nostro avere la necessaria attenzione da parte dei mass-media, essenziale per far conoscere agli italiani le nostre idee. Ma è altrettanto certo che, con il tempo, la  coerenza paga e noi stiamo dimostrando che la volontà, unita alla sincerità, può molto. La posta in palio è drammaticamente importante: è in discussione la politica e, purtroppo, non poco concorrono al suo dissolvimento i “grandi” partiti attualmente esistenti, che sembrano aver perso il legame concreto con la realtà.

Chi difende i lavoratori oggi?

Dovrebbe essere la sinistra. Ma ha paura di farlo. Certo la difesa dei lavoratori non può avvenire con i metodi del passato, superati da un mondo profondamente trasformato. Bisogna puntare piuttosto alla difesa del lavoro e della dignità dei lavoratori; e per questo necessita una politica che non sia legata a semplici calcoli ragioneristici. Bisogna riscrivere i profili dei diritti/doveri, con più attenzione ai secondi da parte di tutti, senza però smobilitare la giusta tutela dei soggetti più deboli. Uno Stato, cioè, degno di saper affrontare le sfide che la globalizzazione impone, in un quadro in cui la solidarietà sappia saggiamente guardare ai bisogni, rimuovendo le estese secche di parassitismo ancora esistenti.

L’attuale governatore Pdl della Regione Campania e’ il socialista Caldoro. Quali possibilità vi sono oggi di una Costituente Socialista che riunisca finalmente tutti i socialisti nello stesso soggetto politico?

La Costituente Socialista è un’opportunità. Significa rafforzare un’area per raggiungere l’obiettivo che è – come ho chiarito prima – la creazione di una grande forza riformista legata ai principi dell’eurosocialismo. Quanto poi, al fatto che Caldoro sia socialista, si può solo dire che oggi fa parte del Popolo della Libertà, anche se con una propria formazione. Certo se in Regione Campania si facessero scelte riformiste, diverse da quelle finora perseguite, si potrebbe ragionare. La casa dei riformisti non potrà però costituire una sommatoria di nomi di ex socialisti: dovrà essere una fucina di idee e di sentimenti in cui diverse esperienze della sinistra possano trovare la giusta ed adeguata sintesi.

Alfonso Siano

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Commenti all'articolo
  1. I raggruppamenti politici – i partiti ormai esistono solo formalmente – hanno cambiato,quasi tutti, nome e simbolo negli ultimi decenni. Alcuni anche più di una volta. Bisogna dare atto al PSI di aver conservato nome e simbolo,nonostante il tiro al piccione contro i socialisti di questi ultimi anni.
    I militanti del partito hanno conservato la faccia e gli ideali della loro lunga storia, assumendosi la responsabilità del proprio passato. Ora che il re è nudo,sappiamo da quale pulpito veniva la predica. L’intervista al segretario provinciale di Salerno conferma l’orgoglio e la fiducia nel futuro dei socialisti-

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