martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Addio alla voce dei Bee Gees Robin Gibb e al lato spensierato degli anni ’70
Pubblicato il 21-05-2012


Donna Summer e Robin Gibb, la storica voce dei Bee Gees, staranno già strimpellando dall’olimpo delle leggende del rock, insieme. Si sono spenti, uno dopo l’altra: la ‘queen’ della disco music che non lasciava mai riposare la sua voce blues facendo ballare col suo ritmo milioni di persone, è morta giovedì 17 maggio e a distanza di pochi giorni, ieri sera, l’ha raggiunta Gibb, un altro pilastro della musica dance nonché precursore del genere intrapreso proprio dalla ‘bad girl’ negli anni ’70.

DALL’AUSTRALIA ALLE DANCE HALL DI TUTTO IL MONDO – La storia dei Bee Gees inizia intorno agli anni ’60 quando tre fratelli originari della piccola Isola di Man del Mar d’Irlanda emigrano insieme ai propri genitori in Australia, a Brisbane. Proprio da  Brisbane partì l’avventura nel lontano 1963 quando, col nome di Bee Gees, i fratelli pubblicano il loro primo singolo ufficiale dal titolo: The Battle of the Blue & Grey. Da quel momento Barry, Robin e Maurice Gibb collezioneranno una serie di successi importanti che li eleveranno a star della disco music dall’Australia agli USA fino all’Europa. Nessuna pista da ballo ha mai tralasciato i loro successi che, per anni, hanno accompagnato le serate di molti giovani che oggi ricordano con affetto Robin, uno dei tre fratelli Gibb, da due anni ammalato di tumore.

SATURDAY NIGHT FEVER – Robin era gemello di Maurice, morto nel 2003 la cui scomparsa decretò lo scioglimento dello storico gruppo. Da quel momento, le carriere di Robin e Barry, il fratello maggiore, seguirono due direzioni diverse. Entrambi continuarono ad esibirsi singolarmente lasciando alle proprie spalle il fasto dei tempi di Saturday Night Fever. Il singolo del 1977 scalò le classifiche di mezzo mondo aggiudicandosi la prima posizione per settimane in tutti i continenti. Proprio quel brano decretò il loro successo indiscusso grazie al fatto che faceva parte del cult movie La febbre del sabato sera, film-cult interpretato da un giovane John Travolta che incarnava lo spirito dei giovani americani di quel periodo, tra locali alla moda, le competizioni a suono di musiche dance e le bravate dei ragazzi dei sobborghi.

CI LASCIA LA LEGGEREZZA DEGLI ANNI ’70 – “Night fever/we know how to do it” cantavano nel ’77 i fratelli Gibb, le star del momento. Di quel periodo ormai rimangono ricordi immortali e quasi mitici: dai movimenti di danza di Tony Manero al look scanzonato dei Bee Gees e dei fan. La musica riveste un ruolo importante in ogni periodo storico perché vede la creazione di vere e proprio sottoculture, che spesso rispondo alle esigenze espressive dei giovani che vivono quel momento trovandosi in linea o in controtendenza rispetto al clima nel quale si sviluppano. Così, se il panorama musicale piange la morte di Robin Gibbs, è tutta la cultura occidentale a risentirne. Senza Bee Gees, Donna Summer ed altri grandi, il mondo ricorderà gli anni ’70 in maniera meno leggera. Anni che, nonostante fossero ‘di piombo’ in Italia e di Nixon in America, divennero lievi e movimentati anche grazie alla musica dei Bee Gees.

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