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Opinioni e commenti
 

All’Eliseo di Roma Lina Sastri canta la sua Napoli agrodolce ‘Per la strada’
Pubblicato il 25-05-2012


La voce della figlia, della donna e dell’artista. Una e trina nel corpo ma soprattutto nello spirito, nei sentimenti di cui il suo cuore è carico. E poi Napoli e le sue contraddizioni che ne fanno una città affascinante e violenta, che ti sveglia la mattina col rumore del mare e poi ti sbatte in faccia il dramma di vite precarie anche nei sentimenti. Lina Sastri si racconta e racconta la sua città, al teatro Eliseo di Roma fino al 27 maggio in Per La Strada spettacolo in prosa, musica e danza, scritto e diretto dalla stessa protagonista.

Ad andare in scena è una straordinaria storia d’amore e odio, di giovinezza e vecchiaia, di dolore e allegria, di speranza e sogni attraverso la voce della Sastri, che tra parole amare e poetiche che dicono di lei e della suo stare al mondo, brani della canzone napoletana classica, accompagnata da una piccola orchestra  di 9 musicisti, con i passi di tango di quattro ballerini, racconta Napoli. La sua anima e i suoi vicoli, la tradizione spagnola che è tangibile nelle piccole cose e nel dialetto della gente che vive o sopravvive Per La Strada, anche questa è la Napoli della Sastri, quella che la tiene stretta a sé in un abbraccio agrodolce e che la respinge, la rinnega.

CONCEPITA PER ERRORE, NATA PER SCELTA – Lei è una donna che vuole partire, se ne vuole andare da Napoli, ma c’è tutto un mondo fuori la porta di casa e dentro il suo cuore che la ferma. Con i ricordi, la passione, le tammorre che battono il ritmo da tenere, le onde del mare che sussurrano voci di giovani amanti, la madre ragione di vita e vita sragionata, sregolata, scandita da ricordi vividi come fosse ieri quando su un tavolo operatorio cambiò idea, d’improvviso capì che quella creatura che portava in grembo era diventata la cosa più importante, la sua ragione di vita. E’ a questo punto dello spettacolo che Lina Sastri lascia la platea a bocca aperta, gela il cuore a tutti, li carica di interrogativi e di una suspance amara come la sua Napoli. Silenzio in sala e occhi puntati su quella bambina, oggi artista brillante, concepita per errore ma nata per scelta. “Io sono nata per sbaglio, o per fortuna, non lo so, e adesso sto qua, e così certe volte penso che è per questo che tante volte mi sento differente dagli altri…” racconta con una voce rotta dall’emozione.

LEI MODERNO VIRGILIO – La Sastri prende lo spettatore per la mano e lo accompagna lungo il ciclo di un giorno intero, dall’alba al tramonto, dalla riva del mare fin su San Martino e le sue vedute mozzafiato. Come un moderno Virgilio partenopeo ci accompagna agli inferi e poi la rilatita verso la luce chiamata speranza, lei che vorrebbe partire ma poi è ancora lì con i suoi mille perché ai quali non sa dare risposta.

 Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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