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Opinioni e commenti
 

Altro che virago, siamo donne e ci meritiamo di più di Belen e della Fornero!
Pubblicato il 28-05-2012


Se la Grecia è in crisi, il lavoro scarseggia, l’argomento che impazza, divide, fa discutere  quotidianamente con certosina puntualità i giornali di tutt’Italia è il più classico dei triangoli: Emma Marrone la brava ragazza di provincia con il sogno di diventare cantante, sedotta e derubata del suo grande amore, un baby ballerino slavato, da Belen Rodriguez straniera venuta dalla Pampa, quasi troppo bella per essere vera, la Jessica Rabbit in carne e ossa: “non è che sono cattiva, è che gli altri mi disegnano così”, l’a-mantide religiosa, la cattiva delle soap opera, il modello di donna che appaga la nostra curiosità e contemporaneamente ci fa scuotere la testa.

 

FORNERO O BELEN? BELLA LOTTA – In un’Italia dove si respira aria da controriforma, passati senza intervalli da folkoristici bunga bunga  a un austerità Bocconiana,  un Paese che sembra aver deciso di  riporre i tacchi a spillo e  indossare il più rassicurante tacco basso. S’introducono due modelli opposti di donna: Belen, showgirl colorata, icona incontrastata della filosofia bene o male purché se ne parli e il  ministro di mezza età  Fornero tailleur grigio, un po’ signorina Rottermeir, un po’ maestra del libro cuore.

VOGLIAMO ALTRI MODELLI – Ma è davvero così ridotta la scelta di donne a cui fare riferimento? In questo vuoto di figure femminili, oltre confine sicuramente non esportano i loro modelli femminili migliori. Basta farsi un giro in uno dei negozi più gettonati per le adolescenti della Capitale e scopriamo che oltre a taglie non umane, dove è condizione sine qua non avere il metabolismo di Kate Moss, con un po’ di attenzione vediamo appese alle pareti una galleria di icone dallo stile piuttosto opinabile, Lindsay Lohan, le gemelle Olsen, tutte ragazze con talenti sconosciuti e famose perlopiù ai giornali di tutto il mondo per trascorsi di abuso di alcool, droga e seri problemi di alimentazione. Premettendo che falsi moralismi sono al bando, in una società che con l’avvento del buon Mark Zuckberg ci sta trasformando sempre più lentamente e quasi senza rendercene conto in beni di consumo da esporre in vetrina, dove il metro per il tuo successo sociale si misura con i like ad un foto e gli amici che si aggiungono, stampa, associazioni e si anche brand di tendenze dovrebbero pensare che affermare un determinate immagine di donna in un periodo della vita  in cui sei adolescente, insicura e incerta sul futuro, non aiuta a formare le donne di domani che vorremmo coraggiose, determinate e realmente ribelli alle convenzioni.

ALTRO CHE VIRAGO, SIAMO DONNE – Raccontateci donne vere, di successo e no, belle e no, che si dividono tra lavoro e figli in mezzo a mille problemi, studentesse che s’innamorano e come ogni generazione sognano il vero amore con happy ending e sì anche soubrette, ministri, ma mostrando anche il volto umano e non solo per semplificazione pubblicitaria e di comunicazione ridurre le donne a due nette categorie angelo e diavolo che esclude quella splendida gamma di sfumature che rende, invece, la donna semplicemente la sintesi di entrambi gli aspetti. Le battaglie che il femminismo negli anni Settanta ha portato avanti, come tutte le rivoluzioni sono state violente, radicali, talvolta eccessive, ma necessarie ad affermare un nuovo status della donna. Ora i tempi chiedono qualcosa di diverso, sintetizzare le tante battaglie fatte e non trasformarci tutte in virago, disposte a tutto pur di arrivare al successo che ci avvicina pericolosamente al modello maschile più abusato. In un mondo in cui i rapporti si fanno sempre più virtuali, dove l’immagine di ognuno si plasma in base alle richieste dei tanti, proviamo a staccare la spina e permettetemi lo slogan “un po’ meno virtualità, un po’ più di realtà!”.

Flavia De Gregorio

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Commenti all'articolo
  1. Scrivi: “… associazioni e si anche brand di tendenze dovrebbero pensare che affermare un determinate immagine di donna in un periodo della vita in cui sei adolescente, insicura e incerta sul futuro, non aiuta a formare le donne di domani che vorremmo coraggiose, determinate e realmente ribelli alle convenzioni”

    Non ti fa pensare che proprio questo obbligo di ribellarsi alle convenzioni, figlio di un male interpretato ribellismo sessantottino, abbia prodotto quelle super-convenzioni che denunci? Il discorso vale paro paro anche per i modelli maschili. Il trasgressivismo di facciata, i tatuaggi su corpi di non marinai, il fastidio per il sacro e per tutto ciò che è passato, sono perfettamente impersonati da questi miti adolescenziali dove al posto del talento troviamo solo immagine super-stereotipica. Ribellarsi a questi falsi miti è giusto ma anche paradossalmente ancora funzionale al gioco perverso della ribellione a tutti i costi. E’ buffo e penoso vedere intere generazioni di giovani che si ribellano e così facendo sono più conformisti di chi non lo fa.

  2. Buon articolo, che solleva una questione autentica. Corretta l’idea di una maggior varietà di modelli femminili. Anche perché modelli ideali, di donne o di persone in generale, non esistono sotto il profilo antropologico. Non si tratta di mettere da parte i tacchi a spillo per diventare, all’improvviso, tutti falsi perbenisti, proiettando verso il prossimo immagini totalmente edulcorate per poi sentirsi liberi di far quel che si vuole nel privato. Ma se proprio questa società ha bisogno a tutti i costi di icone di riferimento, credo allora sia il caso di rivalutare caratteristiche umane di coerenza, intelligenza e personalità.

  3. Gentilissima Flavia de Gregorio ,A me le nuove pseudo-femministe tutte muscoli e cervello,fanno un molto senso.Credevo che le bagginate, del mentalmente qualcosa valiamo, cominciano a essere un fuori tema storico e sociale.Non so’ se vi siete accorti che ai confini dell’europa,vuoi per disagio economico,vuoi per problemi politici,spingono moltitudini di profughi mussulmani,che non hanno la pallida idea della cultura e la giustizia occidentale e quando avranno il 50%+1 introduranno la shaaria.Ieri una mia amica italiana di origine iraniana ,mi ha mandato un email in cui mi diceva che 10 donne sono state lapidate per adulterio a THEERAN.Una volta preso il potere loro addio diritti civili,Diderot Voltaire e compagnia cantante e accoglienza

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