giovedì, 19 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Amarcord felliniano per la ‘Napoli24’ di Paolo Sorrentino
Pubblicato il 11-05-2012


Napoli è una delle città più affascinanti e controverse della nostra penisola, da sempre combattuta e divisa tra la bellezza del paesaggio, la prorompenza delle architetture lasciate ad una fatiscenza che non merita, da attribuire un po’ ad una rilassatezza caratterizzante e un po’ all’incompetenza e alla cecità di chi ha tra le mani una delle città più belle del mondo e che non fa altro che osservarla ed agitarla da fuori, come una di quelle bolle di vetro con la neve finta dentro. A smuoversi e a dimenarsi sono anche gli abitanti, spesso paralizzati nell’immagine denigratoria che li vuole, il più delle volte, svogliati, rumorosi o peggio ancora.

AMARCORD FELLINIANO PER LA NAPOLI DI SORRENTINO – Ma Napoli ne ha viste tante: era una meta ambita e prestigiosa già ai tempi del Grand Tour, quando erano i parigini a sognare l’Italia, e non viceversa. Che il capoluogo campano non sia solo Pulcinella, pizza e retorica, lo sanno bene gli amanti della città, e lo sanno alla perfezione gli artisti che, insieme a Sorrentino, hanno girato ‘Napoli24’, documentario in collaborazione con Rai Cinema nelle sale da domani a Roma, Napoli, Milano, Torino e Bologna. Ed è proprio la volontà di raccontare una Napoli diversa, quella non banale, quella non colpevole di essere criticabile con facilità dalla prima occhiata. E di certo il progetto recupera una formula che ha fatto la storia, quella dell’Amarcord felliniano, quello che davvero riuscì a raccontare con poesia l’Italia più bella.

24 PUNTI DI VISTA DIFFERENTI, IN 3 MINUTI – Il progetto di Napoli24 nasce nel 2007, quando la città era sotto i riflettori per la questione dell’emergenza rifiuti, rappresentata come la città della mondezza e non quella che più bella e pittoresca, con i suo personaggi spesso simili a delle maschere scomparse, che davvero puoi ammirare solo lì, tra chi prega San Gennaro tutti giorni e che da secoli spera che il suo miracolo avvenga. E quello che i 24 autori del documentario si sono impegnati a scrivere e a filmare, ognuno con uno spazio di 3 minuti, sono le storie della propria città che per i più curiosi, è un luogo da scoprire con avidità, che se non sbirci all’interno dei suoi cortili, non riuscirai mai a conoscere del tutto, e non quella dei borseggiatori e della camorra.

POESIA E CAOS – Le storie sono 24 brevi aforismi che raccontano Napoli, poetici ed entusiasmanti che lasciano intravedere oltre il caos, nelle ore di silenzio, la città dove ancora per strada si sentono gli spari ma anche le risate e le battute dei napoletani più veraci, come il ristoratore raccontato nel film che, alla richiesta di una prenotazione per il giorno dopo nella sua trattoria, risponde: «’no cca nun facimmo prenotazioni, chissa’ si arrivamm’ fin’ a stasera» che, magari senza farlo apposta, fa l’eco all’immortale «ha da passa’ ‘a nuttata» di De Filippo nella sua Napoli Milionaria!, che nel secondo dopoguerra ha vissuto il boom economico come un vero e proprio premio caduto dal cielo per volontà di Dio.

SORRENTINO, NAPOLI SPECCHIO DELL’ITALIA CHE VERRA’ – Napoli24 non si limita a ritrarre l’ambiente partenopeo, come spiega Sorrentino: «Essendo i suoi abitanti capaci di grandi recitazioni, da’ uno spaccato abbastanza completo di quella che è l’Italia, anche a venire». Non è quindi una cartolina da Napoli a mo’ della To Rome With Love di Woody Allen (che magari c’ha già fatto un pensierino), e questo ci rincuora, soprattutto perché a questa città, e all’Italia in generale, appartengono talmente tante realtà che non sarebbe mai possibile inquadrarla in un’unica opera. E in un periodo come questo, quando tutti incrociano le dita e si rimboccano le maniche, Napoli24 ricorda che per l’Italia intera «ha da passa’ ‘a nuttata».

Emanuele Ciogli

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