martedì, 17 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Amendola (PD) su Renzi: «Penseremo alle primarie quando saremo fuori dal collasso»
Pubblicato il 12-05-2012


A margine di un risultato nazionale non certo gratificante, la sconfitta per il Pdl si è palesata soprattutto in Campania, dove il centrosinistra ha spopolato anche in comuni dove il partito di Berlusconi era storicamente forte. Intanto però il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, ha “sfidato” Bersani, chiedendo nuove primarie interne al partito per decidere chi dovrà candidarsi a premier. A commentare vittorie e problematiche di partito e Regione con l’Avanti!online è Enzo Amendola, segretario regionale del Pd in Campania.
Il governatore Caldoro ha lanciato l’invito ad allargare la maggioranza in Regione. Voi come avete intenzione di muovervi?
In quella intervista non traspariva, a mio avviso, né l’idea di ribaltone, né del cambio di giunta, né tantomeno del cambio di maggioranza. C’è sicuramente un appello alla responsabilità che mi sembra più rivolto verso le forze della sua maggioranza che non a noi dell’opposizione. Perché noi sono due anni che, dalla sanità ai servizi pubblici locali, al riassetto amministrativo campano, facciamo proposte. Siamo preoccupatissimi per la crisi sociale che sta aumentando giorno dopo giorno, quindi non avremmo problemi, anche subito o comunque quando vuole lui (Caldoro, ndr), in Consiglio regionale e alla luce del sole, e nella reciproca distinzione dei ruoli di maggioranza e opposizione, a operare tutte le scelte necessarie a salvare questa Regione.

Anche, eventualmente, raccogliendo l’appello di Caldoro?
Noi abbiamo sempre praticato la responsabilità: non è di certo colpa nostra se da due anni in consiglio regionale la maggioranza propone leggi sui maestri di sci, o fa proposte che non riguardano assolutamente la spesa pubblica campana. Che è vicina, come ha detto lo stesso Caldoro, al fallimento. L’appello alla responsabilità lo facciamo anche noi da due anni e mezzo, non solo il governatore.

Siete soddisfatti dei risultati delle amministrative in Campania?
Siamo soddisfatti perché la formula politica del Pdl targato Cosentino, che negli ultimi 3 anni lo aveva portato alla vittoria in Regione e provincia, è un ricordo del passato. Sia l’arroganza di quella macchina da guerra e sia l’incapacità di quella classe dirigente a esprimere una visione concreta per il futuro sono state spazzate via. Nessun ciclo politico si è aperto con il Pdl in Campania, anzi, appena è partita la crisi economica e la disperazione sociale è aumentata, si sono dissolti come neve al sole.

Matteo Renzi, in un’intervista al Corriere, ha dichiarato che Bersani non sarebbe legittimato a candidarsi oggi a premier, perché le primarie sono state fatte nel 2009. Secondo lei oggi il Pd necessita di primarie interne al partito?
Credo che se il centrosinistra, con un Paese piegato dalla crisi, si mettesse a discutere di come fare le primarie o di come votare alle primarie, rischierebbe di fare la fine del Pdl. La nostra priorità è dare una mano al governo in queste ore, non nei prossimi anni. Dare una mano all’esecutivo a fare subito delle scelte che siano di equità e di risanamento. Quando l’Italia sarà fuori dal collasso, il Pd avanzerà una proposta per il suo candidato premier. Discuterne oggi è dannoso.

Quali si sono dimostrati essere i limiti del riformismo di Monti e cosa si può fare di diverso?
E’ evidente che Monti oggi ha uno spiraglio importantissimo in Europa, e la politica estera (che per 3 anni è stata relegata al baciamani a Gheddafi e alle feste con Putin) oggi è la via principale da seguire, il primo punto in agenda per tirare fuori l’Italia dalla crisi economica. Per questo a Monti chiediamo di spingere le vecchie e nuove leadership verso scelte immediate per l’Eurozona e per la crescita europea.

E in Italia?
In Italia le misure dovrebbero essere indirizzate a dare ossigeno alle imprese, sia a livello centrale, sia a livello regionale. A produrre equità e soprattutto garanzie per i lavoratori travolti dalla crisi economica. A riorganizzare la spesa pubblica in maniera qualificata ed efficiente.

Raffaele d’Ettorre

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Commenti all'articolo
  1. ieri renzi si e beccato 2 aggettini,VIRUS e QUAQQUARAQUA,da parte del on franceschini e da parte di lorenzo conti figlio del ex sindaco ucciso dalle br anni fa,ancora non avete capito chi e renzi? renzi vive per il suo smisurato narcisismo e immensa brama di potere che come diceva andreotti: IL POTERE LOGORA CHI NON CE L HA,dei cittadini,della crisi,a lui non importa nulla quello a cui tiene e mettere in evidenza se stesso,un barattolo vuoto che vuol far apparire come colmo di idee e occasioni di rilancio per il paese anche se oramai i fiorentini e gli italiani un minimo intelligenti hanno capito perfettamente l obbiettivo di renzino,IL POTERE,la smisurata brama di potere che la notte non lo fa dormire,uno cosi e deleterio per la collettivita e per il pd

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