martedì, 22 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Amministrative ’12: tiene il PD, scompare il PDL
Pubblicato il 08-05-2012


A completare lo spoglio mancano una manciata di sezioni e i dati raccolti fino ad ora riconfermano il crollo a livello nazionale del Pdl e il boom di consensi per il Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo. Non sembra essere d’accordo il presidente Napolitano che ha così commentato: «Di boom ricordo quello degli anni ’60, altri non ne vedo». Un altro dato che emerge è l’occasione persa dal Terzo Polo che non è stato accolto dagli elettori come una valida alternativa a PD e Pdl.

Su 23 capoluoghi di provincia, 15 se li è aggiudicati il centro-sinistra, 6 il Pdl, uno la Lega, uno l’Udc (Cuneo) e uno l’Idv. Nelle due città più grandi chiamate a votare, Genova e Parma, i candidati del Popolo della Libertà non hanno superato nemmeno il 15% di voti. Nel capoluogo Ligure ad avere più voti è stato il candidato del centrosinistra Marco Doria con il 48,31%, a seguire Enrico Musso con il 15% e Paolo Putti, del Movimento Cinque Stelle, col 13,86%. Pierluigi Vinai, candidato del Pdl, è rimasto fermo al 12,68%. Stesso discorso a Parma, la città che ha registrato il più alto tasso d’astensione, dove ha tenuto testa il candidato del centrosinistra Bernazzoli con il 39,20% seguito da Pizzarotti del Movimento Cinque Stelle col 19,47% e da Ubaldi (Udc) con il 16,35%. Il candidato del Pdl, Buzzi, ha conquistato solo il 4,79%.

 

IN TOSCANA VINCE IL CENTRO SINISTRA – Anche in Toscana rilevante la vittoria di Angelo Zubbani per il Comune di Carrara: il candidato del centro-sinistra scavalca con il suo 54,69% gli avversari del Movimento Cinque Stelle (Matteo Martinelli con il 14,08%) e del Pdl (Laquidara con il 10,37%), con il sostegno fondamentale del Partito socialista italiano che ha ottenuto il 14,42% di preferenze. Vince il centro-sinistra con il 59,04% di voti andato a Samuele Bertinelli candidato al comune di Pistoia seguito, con un distacco considerevole, dalla candidata del Pdl ferma al 16,40%. A Lucca è in testa Alessandro Tambellini il candidato sostenuto in larga parte dal Pd con il 46,81% e con il Pdl bloccato al 14,67%.

LEGA A VERONA E CIALENTE A L’AQUILA – L’unica vittoria targata Carroccio è a Verona, dove il candidato della Lega Flavio Tosi, con il suo 57,35% si conferma sindaco della città. A questo punto sembra innegabile che a penalizzare il partito del Senatur siano stati i recenti scandali che hanno travolto via Bellerio. A contrastare il sindaco veronese senza troppo successo hanno provato Michele Bertucco (PD, IDV) con il 22,75% e Gianni Benciolini del Movimento Cinque Stelle di Grillo, con il 9,35%.

A L’Aquila va al ballottaggio con un numero considerevole di preferenze il sindaco uscente del centro-sinistra Massimo Cialente con il 40,71%, seguito dal candidato dell’Udc Giorgio de Matteis con il 29,69%. Anche nel capoluogo abruzzese il Pdl è il fanalino di coda con l’8,17% mentre il candidato grillino per L’Aquila ha registrato l’1,74% totalizzando 756 voti.

LA ROTTURA DEL CENTROSINISTRA IN SICILIA – In Sicilia, a Palermo, è in testa il candidato sindaco dell’Idv Leoluca Orlando, con circa il 48,3% di voti rispetto al candidato uscito vincitore dalle primarie di Pd e Sel, Fabrizio Ferrandelli, con il 17,7%. Il candidato del Pdl Massimo Costa è al 12,8%, mentre Alessandro Aricò, candidato di Fli, Mpa, Api e liste civiche, è all’8,9%. Al comune di Trapani il candidato Giuseppe Maurici, sostenuto da Socialisti Riformisti, Fli, Grande Sud Miccichè, Movimento per le Autonomie e Udc, ha totalizzato il 27,28% seguito da Damiano Vito del Pdl con il 19,72%.

IL PDL IN SOLI 5 CAPOLUOGHI – I comuni in cui il Pdl sembra contendersi la maggioranza con il centro-sinistra, sono tre città del Sud Lecce, Trani e Catanzaro, e i comuni di Frosinone (Lazio), Isernia (Molise) e Gorizia (Friuli Venezia Giulia). Nel capoluogo calabrese è in testa Sergio Abramo del Popolo delle Libertà con il 49,96% rispetto al 42,81% di Salvatore Scalzo per il Pd. A Lecce il Pdl è forte del 64,30% di voti e a Trani con il 45,58%.

REFEENDUM IN SARDEGNA – In Sardegna vincono i Sì del referendum che ha proposto 10 quesiti, attraverso i quali avverrà un riassetto generale delle Province esistenti e l’istituzione di nuove. I sardi favorevoli all’abrogazione della legge regionale in materia di adempimenti conseguenti all’istituzione di nuove province, all’abrogazione della previsione delle nuove circoscrizioni provinciali della Sardegna, all’istituzione delle Province di Carbonia-Iglesias, del Medio Campidano, dell’Ogliastra e di Olbia-Tempio e all’abolizione delle quattro province ‘storiche’ della Sardegna: Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano. Un netto assenso riceve la proposta di scrittura di uno statuto per la regione e l’elezione diretta del presidente. I sardi si sono dimostrati favorevoli anche all’abolizione dei consigli di amministrazione di tutti gli Enti strumentali e delle agenzie della regione e alla riduzione a cinquanta del numero dei componenti del Consiglio regionale.

 

* fonte dati Ministero dell’Interno, aggiornati alle ore 13 dell’ 8 maggio

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