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Opinioni e commenti
 

Amministrative: il Psi partecipa con liste e candidati alla competizione elettorale
Pubblicato il 03-05-2012


Il prossimo fine settimana si avvicina con la stessa tensione e speranza che può avere un duellante allo scontro decisivo. Ma non quello finale, perché le elezioni amministrative sono importanti per delineare i prossimi equilibri dello scacchiere politico e preparare il terreno per le politiche, il prossimo anno o anticipate ad ottobre, ma appunto ci sono sempre le elezioni nazionali. Premessa che non deve certo portare fuori strada quanti sottovalutano l’appuntamento per i milioni di italiani chiamati a votare, domenica 6 maggio e lunedì 7 maggio, in quasi mille comuni della penisola. E tra gli schieramenti che andranno al test dell’urna e che solleveranno un dibattito costruttivo per il lavoro fatto in questi mesi sul territorio sono i candidati del Psi, che correranno con una propria lista o in coalizione con altre forze.

VOTARE SOCIALISTA? SCELTA PER UN RINNOVAMENTO VERO – Agli elettori i socialisti chiederanno di  valutare, nel segreto della cabina elettorale, il contributo dimostrato nello sradicare giochi di potere soliti, ridare slancio alla politica fatta tra la gente e per la gente, riportare tra le priorità il tema dei diritti e del sociale. Le piazze più calde per i socialisti impegnati alle prossime amministrative saranno Palermo, Catanzaro, Carrara, L’Aquila, Genova, parma, Frosinone, Rieti, Civitavecchia, Lecce, La Spezia, Cuneo, Agropoli e Sesto San Giovanni. Da nord a sud, lo stivale si tingerà di rosso socialista se a prevalere saranno le istanze del riformismo, della legalità e dell’equità per tutti.

I NUMERI DELLE AMMINISTRATIVE – Intanto sono oltre 9 milioni e mezzo gli elettori chiamati ad esprimersi per rinnovare i sindaci e i consigli comunali. Sono 770 i comuni chiamati al voto nelle Regioni a statuto ordinario di cui 134 con più di 15 mila abitanti (i cosiddetti comuni superiori) e 636 con un numero di abitanti che non raggiunge questa soglia. Complessivamente, nelle Regioni a statuto ordinario gli elettori saranno 7.202,146, di cui 3.467.247 maschi e 3.734.899 femmine divisi in 8.654 sezioni elettorali. Sempre il 6 e il 7 maggio si vota in 148 comuni in Sicilia (circa 2 milioni e 300 mila gli elettori, con 34 comuni superiori e tre capoluogo di provincia, Agrigento, Paleremo e Trapani) e in 26 in Friuli Venezia Giulia (150.313 gli elettori, con un solo comune superiore che è anche capoluogo di provincia, Gorizia). Circa 9 milioni e mezzo saranno quindi complessivamente gli elettori chiamati alle urne per le prossime comunali.

LE REGIONI A VOTO ‘POSTICIPATO’ –  In Trentino Alto Adige si voterà il prossimo 20 maggio per il rinnovo del solo comune di Cavedago, dove saranno chiamati alle urne i 525 elettori. In Valle d’Aosta si voterà il 27 maggio per il rinnovo di sindaco e amministrazione comunale di 3 comuni, per un totale di 1.658 elettori divisi in tre sezioni. In Sardegna il voto per le elezioni comunali è slittato al 10 e 11 giugno: si voterà per il rinnovo delle amministrazioni in 65 città, di cui sole 3 con più di 15 mila abitanti. Tra Regioni a statuto ordinario e speciale i comuni capoluogo chiamati al rinnovo in questa tornata elettorale sono complessivamente 26, ai quali si aggiungono due capoluoghi della Sardegna: Alessandria, Asti, Cuneo, Como, Monza, Belluno, Verona, Gorizia, Genova, La Spezia, Parma, Piacenza, Lucca, Pistoia, Frosinone, Rieti, L’Aquila, Isernia, Brindisi, Lecce, Taranto, Trani, Catanzaro, Agrigento, Palermo, Trapani, Oristano e Lanusei.

NELLA CITTA’ DI FINCANTIERI, ORGOGLIO OPERAIO MA SENZA NAVI – Su tutte, sicuramente è Genova la città cruciale per la sinistra alle prossime amministrative. Non a caso Pierluigi Bersani ha scelto il capoluogo ligure per l’ultimo comizio (il 4 maggio) della campagna elettorale del Pd. Lo ha fatto perché da Genova passa, più che altrove, la vera posta in gioco: gli elementi della nuova identità della sinistra italiana, perché Genova e’ a suo modo una città-simbolo del crocevia rappresentato da queste elezioni amministrative così sospese tra politica e antipolitica. Dal suo porto, dai suoi operai, dalle sue alluvioni, passano per la sinistra italiana tutte le contraddizioni del presente, tanto in bilico tra passato e futuro: le storiche lotte operaie (Fincantieri) e la fine di un modello produttivo (ancora Fincantieri). La sindacalizzazione diffusa e il precariato che avanza. L’antipolitica a basso costo di Beppe Grillo e il cardinale Angelo Bagnasco.

GENOVA AGO DELLA BILANCIA – Per questi motivi per tutti i segretari nazionali dei partiti italiani, ma soprattutto per Bersani e il suo Pd, Genova rappresenta un appuntamento-chiave delle imminenti amministrative. Perché nella città-medaglia d’oro della resistenza dove ogni 25 aprile sfilano dietro alla bandiera dell’Anpi il Pd come il Terzo Polo, Sel come il Pdl, nella città da decenni governata dal Pci-Pds-Ds-Pd, il Pd di oggi, quello di Bersani, ha visto le sue candidate sconfitte alle primarie. Tra Roberta Pinotti e Marta Vincenzi si è affermato l’outsider Marco Doria, indipendente di antiche e nobili origini sostenuto anche dal Psi. Uno che punta ad essere, a Genova, quello che è Pisapia a Milano.

DORIA E I DUE SFIDANTI – A contendergli la vittoria sono soprattutto in due: Enrico Musso, ex senatore del Pdl passato al Gruppo Misto e oggi candidato del Terzo Polo (fu sconfitto alle ultime elezioni proprio dal sindaco uscente, Marta Vincenzi); e Pierluigi Vinai, indipendente di area cattolica sostenuto dal Pdl, scajoliano, vicino alla fondazione Carige di cui e’ stato vicepresidente fino alla vigilia delle elezioni. Tutti gli osservatori sono concordi nel dire che a Genova, se si andrà al ballottaggio Doria se la dovra’ vedere con uno di questi due candidati, Musso o Vinai. Ma Genova, oggi più che mai crocevia dei mutamenti in atto, e’ test elettorale importante anche per altri due concorrenti: quello della Lega, Edoardo Rixi sfiancato dagli scandali che hanno travolto il partito del Carroccio, e quello di Beppe Grillo il mistificatore, l’operatore sociale Paolo Putti.

L’ANTIPOLITICA IN CAMPAGNA ELETTORALE PREMIA? – Nonostante l’ex tesoriere della Lega, Francesco Belsito, sia di Genova, il candidato leghista Rixi, maroniano, si e’ detto certo che sul suo risultato elettorale non vi sarà alcun effetto, ‘anzi’. Il genovese Grillo, invece, e’ partito proprio dalla sua città per lanciare la sua campagna contro la politica senza cogliere che sta facendo una campagna elettorale in piena regola. Miopia o furbizia, fatto sta che il grillo parlante “a sproposito” ha scelto il coordinatore di una cooperativa sociale sperando che gli elettore ci caschino e lo vedano come il nuovo che avanza. Staremo a vedere, il week end si preannuncia lungo.

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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