martedì, 26 settembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Anarchici della FAI, 10 anni di terrore: dai pacchi bomba alle armi da fuoco
Pubblicato il 11-05-2012


Dieci anni di terrore e ancora non si vede la luce. Ordigni esplosivi recapitati a personaggi eccellenti, uomini chiave della politica e dell’economia internazionale con l’obiettivo dichiarato di mettere in rete le diverse cellule dell’anarchia presenti in Italia e nel mondo. Questo e altro ancora è la Fai, la Federazione anarchica informale, che oggi ha rivendicato il ferimento dell’amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi. Un cambio di passo da non sottovalutare: dopo anni di azioni eversive caratterizzate dall’uso di pacchi-bomba, per la prima volta è stata messa in pratica un’azione con arma da fuoco.

SIGLA BEFFARDA – La sigla, che imita beffardamente l’ufficiale Federazione anarchica italiana, ha esordito nel dicembre del 2003 con la campagna ‘Santa Klaus’: due pentole esplosive posizionate a breve distanza dalla casa dell’allora presidente della Commissione europea, Romano Prodi. Pacchi bomba indirizzati al presidente della Bce Jean Claude Trichet a Francoforte ed alla sede Eurojust dell’Aja. Da allora, la Fai e’ stata protagonista di altre spedizioni esplosive ed e’ considerata il pericolo principale della frastagliata galassia anarco-insurrezionalista italiana.

STESSA ‘FIRMA’, NOMI  DIFFERENTI – Anno dopo anno la Fai, pur mantenendo la sua “firma” nel ricorso a pacchi bomba, ha però cambiato nome per siglare le diverse azioni. Si va da Fai/Brigata 20 luglio a Fai/Sorelle in armi nucleo Mauricio Morales, da Fai/Cooperativa artigiana fuoco e affini a Fai/Nucleo rivoluzionario Horst Fantazzini, fino all’odierno Nucleo Olga/ Fai/Fri. Forte poi la vocazione internazionalista con contatti e alleanza soprattutto in Grecia, Svizzera e Spagna. Nel mirino degli ‘informali’ volta per volta, le istituzioni europee, le banche, le carceri, le forze dell’ordine. Investigatori e servizi segreti da tempo sono sulle tracce di questa realtà, che conterebbe – secondo alcune stime – non piu’ di cento-duecento militanti. Gruppi che intendono alzare il livello di scontro e radicalizzare le lotte in un periodo di forte crisi economica.

40 AZIONI DI TERRORE – Nel corso degli anni la Fai ha rivendicato una quarantina di azioni. Questi i principali obiettivi: commissariato di polizia del quartiere Sturla a Genova (marzo 2004); Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (aprile 2004); Cpt di Modena (Maggio 2005); Ris di Parma (ottobre 2005); sindaco di Bologna Sergio Cofferati (ottobre 2005); Universita’ Bocconi di Milano (dicembre 2009); ambasciate di Grecia, Cile e Svizzera a Roma (dicembre 2010); caserma Folgore Livorno (marzo 2011); Deutsche Bank Francoforte (dicembre 2011); Equitalia Roma (2011).

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

More Posts

Follow Me:
DiggStumbleUpon

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento