martedì, 21 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Amministrative: vincono Doria a Genova, Cialente a l’Aquila, Orlando a Palermo e il M5S a Parma
Pubblicato il 22-05-2012


I risultati dei ballottaggi che hanno interessato, tra ieri e domenica circa 100 comuni italiani chiamando alle urne 3milioni di elettori, hanno riconfermato in piccolo quanto si era già imposto durante il primo turno: scomparsa del Pdl, sopravvento del centrosinistra e boom dei “grillini”. Nessuna grande sopresa rispetto alle preferenze espresse due settimane fa: su 23 capoluoghi di provincia, 15 se li era aggiudicati il centro-sinistra, 6 il Pdl, uno la Lega, uno l’Udc (Cuneo) e uno l’Idv, molti dei cittadini che sono tornati a votare hanno riconfermato le proprie scelte. Un’eccezione è stata la città di Parma, dove piuttosto a vincere è stato il candidato del Movimento a cinque stelle. Lo spoglio si è concluso in tempi brevi, forse per colpa della bassa affluenza che, su tutti gli aventi diritto, ha interessato solo il 51,38%.

CIALENTE A L’AQUILA – Nel capoluogo abruzzese, dove al primo turno il Pdl era stato fanalino di coda delle preferenze, al ballottaggio si sono sfidati il sindaco uscente del centrosinistra Massimo Cialente e il candidato dell’Udc Giorgio de Matteis. I risultati del ballottaggio hanno riconfermato le preferenze degli Aquilani che hanno decretato la vittoria di Cialente destinandogli il 59,19% rispetto al candidato dell’Udc De Matteis fermo al 40,8%. Al primo turno Cialente si era aggiudicato il 40,71% e il candidato dell’Udc Giorgio de Matteis solo il 29,69%.

DORIA A GENOVA, ORLANDO A PALERMO – A Genova ha vinto il candidato di centrosinistra Marco Doria col 59,7% di voti rispetto al candidato Enrico Musso del Terzo Polo, che si è fermato al 40,8%. Al primo turno Doria si era attestato al 48,31% rispetto al 15% del proprio sfidante. Nel capoluogo siciliano a trionfare è stato il candidato dell’Italia dei Valori Leoluca Orlando che col suo 72,43% di preferenze ha spiazzato di molto Fabrizio Ferrandelli del centrosinistra che ha ottenuto solo il 27,57%.

SINDACO GRILLINO A PARMA – Ha retto banco nella giornata di ieri il risultato che ha interessato la città di Parma, al centro degli interessi politici nazionali di questi giorni. E proprio a Parma a vincere è stato il grillino Federico Pizzarotti che ha battuto il candidato di centrosinistra Bernazzoli. Lo sfidante del Movimento a Cinque Stelle, che al primo turno si era aggiudicato il 19,47% delle preferenze, è stato eletto sindaco con il 60,22% dei voti. Bernazzoli ha ottenuto il 39,77% di voti, praticamente gli stessi che gli erano stati destinati alla prima tornata, dove se ne era aggiudicati il 39,20%.

PDL LASCIA IL POSTO AL CENTROSINISTRA – Anche per il secondo turno si può parlare di ‘sparizione’ del Pdl, che ha vinto solo a Frosinone con Nicola Ottaviani che si è imposto con il 53,12% rispetto a Michele Marini del Pd e dell’Unione di Centro, con il 46,8%. Ad Asti il nuovo sindaco è Fabrizio Brignolo (Pd, Udc, Moderati, Idv, Sel) che è stato eletto al 56,7% dei voti contro il 43,2% di Galvagno sindaco uscente sostenuto da Pdl, La Destra e quattro liste civiche. Come ad Asti, anche ad Isernia si è registrato un vero e proprio cambio di direzione: dopo 10 anni di governo di centrodestra è il candidato Ugo De Vivo, sostenuto da Pd, Idv, Psi e Sel, che si aggiudica con il 57,3% di voti il ruolo di sindaco, contro il 42,7% di Rosa Iorio sostenuta da Pdl, Udc e Udeur, che non ha escluso le proprie dimissioni a seguito della sconfitta.

LA FINE DEI GOVERNI ‘BIANCHI’ A LUCCA – E il centrosinistra vince anche a Taranto con il 69,7% di Ippazio Stefàno rispetto al 30,3% di Mario Cito (Lega d’Azione meridionale, La destra e liste civiche), a Rieti dove è stato eletto Simone Petrangeli con il 67,17% rispetto al candidato del centrodestra che ha ottenuto il 32,82% delle preferenze. Centrosinistra anche ad Alessandria (con il 67,7% di Maria Rita Rossa), a Monza con la vittoria di Scanagatti al 63,39% e a Como (con il 74,86% di Mario Lucini). A Belluno vince Jacopo Massaro sostenuto da liste civiche di centrosinistra che si è affermato col 62,68% e a Cuneo si è fatto avanti il candidato Federico Borgogna dell’Unione di Centro con il 59,88% rispetto al 40,11% di Pierluigi Maria Garelli del centrosinistra. A Lucca vince il centrosinistra con il 69,72% di Alessandro Tambellini, vittoria così commentata dal segretario del Psi Nencini: «Il risultato del centrosinistra a Lucca è una doppia vittoria, consolida un dato nazionale che vede prevalere il centrosinistra quasi ovunque ed ha il merito di interrompere, dopo decenni, il lungo regno dei governi ‘bianchi’ nella città toscana».

PSI, NENCINI: CONTINUA A SOFFIARE VENTO DI RIFORMA – Il segretario del Psi Riccardo Nencini nel fare un’analisi dei risultati complessivi dei ballottaggi ha sottolineato: «Il centrosinistra vince quasi ovunque, gli elettori hanno premiato il buonsenso e i programmi incentrati sull’equità». Torna a soffiare, secondo il segretario del Partito Socialista Italiano, quel «vento di cambiamento, grazie anche al Psi che ha sostenuto con proprie liste i candidati di centrosinistra». Nencini annuncia il proposito di continuare a sostenere il progetto della “Casa dei Riformisti e Democratici” in vista delle prossime elezioni politiche. Il coordinatore della segreteria nazionale del Psi, Marco Di Lello dopo aver commentato l’alto tasso di astensionismo che ha «confermano il distacco crescente tra elettorato e centrodestra ma anche una insofferenza sempre più manifesta nei confronti dell’intera classe politica», ha commentato anche il ruolo strategico rappresentato dagli elettori del Psi: «I socialisti si rivelano spesso determinanti, conquistando altri due sindaci in città medie e contribuendo al successo del centrosinistra». Anche Di Lello commenta la positivamente la stagione elettorale appena conclusa e, cogliendo la richiesta di cambiamento che viene dagli elettori, esorta l’apertura di un cantiere «per dar vita alla Casa dei riformisti, dei democratici e dei socialisti».

MARONI: «GLI AVVISI DI GARANZIA NON AIUTANO» – Bersani commenta positivamente i risultati e le conseguenze determinate dal voto, che vede nella scelta del proprio sindaco e del corpo amministrativo, una valida risposta a questo momento difficile e difende con forza i risultati del centrosinistra «senza se e senza ma abbiamo vinto le amministrative. Capisco il simpatico tentativo di rubarci la vittoria, ma non sarà consentito» e aggiunge che a Parma hanno “non vinto”. La Lega, l’altra potenza che ha subíto una sconfitta devastante, attraverso Matteo Salvini ha definito il risultato come una «fase nuova per la Lega, una Lega che fa tesoro degli errori commessi ma che non cambia nome né simbolo e riparte per recuperare i nostri elettori che non hanno votato». Un’altra voce che si alza dal Carroccio è quella di Maroni, che riflette: «La notizia di tre giorni fa con gli avvisi di garanzia a Bossi e ai figli non ci ha certo aiutato anzi ha determinato un ulteriore allontanamento dalla Lega».

ALFANO: «ELETTORI PDL MAGGIORANZA» – Il segretario del Pdl, Angelino Alfano, nonstante la pesantissima e inequivocabile sconfitta ai ballottaggi ha rilasciato una dichiarazione che intepreta la realtà dei seggi a suo modo: «Riteniamo che gli elettori di centrodestra restino ampliamente maggioritari nel Paese. Sono chiari due fatti: questi elettori non hanno scelto e non sceglieranno la sinistra e questa volta hanno massicciamente scelto l’astensione. Il loro messaggio e fortissimo: chiedono una nuova offerta politica. Siamo determinati a offrirla a loro e al Paese». Lorenzo Cesa dell’Udc invece ha criticato il modus operandi di Grillo, definendolo «un populista che raccoglie il dissenso legato alla non concretezza della politica, che da troppi anni fa promesse che non mantiene e slogan mentre la gente si aspetta risposte concrete, anche per questo adesso il governo deva passare alla fase due».

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