venerdì, 18 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Bergamo, concluso l’incubo alla sede dell’Agenzia delle Entrate
Pubblicato il 04-05-2012


Si è arreso dopo sei ore drammatiche Luigi Martinelli, l’imprenditore che ieri, in un gesto di disperazione e armato di fucile, si era barricato nella sede dell’Agenzia delle Entrate di Romano di Lombardia (Bergamo), dopo aver preso un uomo in ostaggio. «Devo parlare con Mario Monti», ha ripetuto ossessivamente mentre fuori dall’edificio si radunava un fitto schieramento di forza dell’Ordine. «Ho parecchio da dire – insisteva l’uomo – ci sono troppe cose che non vanno in questo Paese». La vicenda si è risolta, intorno alle 21, grazie al coraggioso intervento del brigadiere Roberto Lorini, che ha poi dichiarato: «Mi ha preso in simpatia. Ho cercato di convincerlo anche utilizzando il dialetto. Gli ho detto che siamo amici e che rimarremo amici». Ora l’imprenditore è in carcere dove, a breve, verrà sottoposto all’interrogatorio. L’accusa per lui è di sequestro di persona. Dai primi accertamenti però risulta che l’uomo avrebbe avuto un debito di circa mille euro con l’Agenzia.

L’OSTAGGIO, POTEVO MORIRE – «Sto bene, non ho riposato a causa della tensione accumulata. Ho avuto paura di morire». È quanto racconta oggi Carmine Mormandi, l’uomo tenuto ieri in ostaggio per più di sei ore dall’imprenditore in un gesto di disperazione. Mormandi è ancora scosso e incredulo: «non so perché se l’è presa con me – racconta Mormandi – diceva “tu non mi piaci, mi sei antipatico”. Io poi forse ho sottovalutato il pericolo, perché all’inizio pensavo si trattasse di un fucile giocattolo. Poi, quando ha sparato contro il soffitto, mi sono reso conto che il pericolo era reale».

DELIRIO, EPISODIO DI DISPERAZIONE, SPOSTIAMO LA RISCOSSIONE A LIVELLO LOCALE  – «Non è più tempo del pugno duro di Equitalia, l’episodio di Bergamo racconta lo stato di ordinaria disperazione in cui viviamo». Lo ha dichiarato Graziano Delrio, presidente dell’Associazione nazionale dei comuni italiani, che spiega la soluzione al problema: «Abbiamo una proposta alternativa – dice Delrio – apriremo una società di riscossione dei tributi locali al servizio esclusivo dei Comuni, gestita e partecipata dall’Anci nazionale. La proposta – precisa – sarà un’agenzia meno costosa, che distingua i contribuenti in base al reddito, che adotterà pesi diversi a seconda che si tratti di un evasore o di un pensionato in bolletta».

SAFFIOTI (PDL), PREOCCUPATO MA COMPRENDO LE MOTIVAZIONI DEL GESTO – «Esprimo preoccupazione per questo episodio che non può essere accettato, ma che può e deve essere compreso per le motivazioni umane che ne sono alla base». È il commento del vice presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Carlo Saffioti, rispetto al dramma consumatosi ieri all’Agenzia delle entrate di Romano di Lombardia. «Rigidità, rigore e inflessibilità – aggiunge Saffiotti – sono doveri propri di un’agenzia come Equitalia, ma questi doveri non devono sfociare in atteggiamenti prevaricatori e disumani. Spesso – continua il vice presidente – anche chi vuole davvero pagare, si trova davanti a condizioni che gli impediscono di farlo, senza possibilità di concordare ulteriori dilazioni e modalità differenti per versare quanto dovuto. E’ urgente che tali condizioni e meccanismi vengano riconsiderati in un’ottica di maggiore flessibilità». Saffioti conclude rivolgendosi alle forze dell’ordine «che ancora una volta stanno dimostrando grande senso di responsabilità ed equilibrio».

BERSANI (PD), C’È ENORME TENSIONE, NECESSARIO INTERVENTO STATALE  – «C’è una tensione enorme, in particolare sul tema fiscale». Lo ha dichiarato il leader del Pd, Pier Luigi Bersani, commentando gli eventi di Bergamo a margine di un incontro pubblico a sostegno della candidata a sindaco di Alessandria Rita Rossa. «Siamo in una fase in cui è necessario che lo Stato soccorra le pmi non per incoraggiare l’evasione ma per rendere esigibili i diritti delle imprese nei confronti dello Stato. Spero – si augura Bersani – che la questione si aggiusti senza danni e pericoli per le persone e penso che la prima misura che potrebbe rasserenare un pò il clima sarebbe quello di attivare subito 10-15 miliardi di pagamenti della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese. Questo – precisa il segretario – potrebbe dare un segnale di fiducia, di cambiamento del clima. È una cosa possibile – conclude – abbiamo presentato una proposta perché in un meccanismo fra Stato, banche e cassa depositi e prestiti sia possibile mettere in moto subito un po’ di liquidità».

Raffaele d’Ettorre

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