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Opinioni e commenti
 

Berlusconi punta alla presidenza della Repubblica? Il politologo Sartori: «Non conosce il sistema francese»
Pubblicato il 26-05-2012


La fa facile, come al solito, il presidente Berlusconi. Nel corso dell’attesa conferenza stampa di ieri per rilanciare la strategia politica del PdL, il Cavaliere promette che la riforma in senso presidenziale si può fare «in un minuto» presentandola al Senato sotto forma di emendamento. Sono toni enfatici, quelli dell’ex primo ministro e del segretario Alfano, che chiamano in causa la fondazione della Terza Repubblica dove, finalmente, i cittadini saranno liberi di scegliere il presidente. Insomma, Berlusconi sembra non voler mai lasciare solo il suo Paese, continuando a pensare all’”Italia che ha in mente”.

Subito però, i più maliziosi hanno voluto vedere nascosto dentro l’annuncio il consueto coup de théâtre che, vista la cultura politica del Cavaliere, sarebbe forse più appropriato chiamare coup de télévision. Non solo: i detrattori dell’ultim’ora hanno addirittura insinuato che dietro l’annuncio di Alfano e Berlusconi si celi una manovra politica studiata che, irrealizzabile nella tempistica, bloccherebbe la necessaria riforma elettorale in vista delle prossime elezioni lasciando il Paese la “porcata” di Calderoli. Per fare un po’ di chiarezza, Avanti!online ha chiesto il parere del noto politologo Giovanni Sartori su un tema delicato e che potrebbe aprire scenari politici sorprendenti.

Professor Sartori, come commenta la proposta fatta oggi da Berlusconi e Alfano?

Berlusconi ha fatto una dichiarazione che in realtà non dice quasi niente perché ha parlato di un sistema alla francese e di primarie. Dire questo significa non conoscere bene il sistema francese perché il doppio turno, di per sé, rappresenta una soluzione al problema delle primarie. Quello francese è un sistema geniale, emerso dopo la crisi della Quinta repubblica in una situazione politica molto simile a quella dell’Italia attuale che pone rimedio alle pecche dei sistemi parlamentaristici.

Se quello francese è unsistema elettorale geniale e “azzeccato” per l’Italia, perché non lo si è mai adottato?

Non sono mai riuscito a comprendere perché in Italia non si adottato un modello di questo tipo. Forse la ragione dipende proprio dal fatto che i politici italiani non sono dei grandi esperti in materia. Insomma questa mi sembra più una “trovata” di Berlusconi che una proposta seria: del resto, in questo periodo le primarie vanno molto di moda. Berlusconi ha dimostrato con le sue dichiarazioni di non avere una reale conoscenza del sistema francese e non mi meraviglia visto che il Cavaliere non è un grande studioso, è uno che va a orecchio.

Ritiene che ci siano i tempi tecnici per una riforma di questa portata?

I tempi sono stretti perché richiederebbero almeno un intervento serio sulla Costituzione. Mancano le idee chiare sul tema dell’elezione del Capo dello Stato, e di solito chi non ha idee chiare in partenza non arriva da nessuna parte. Per quello che riguarda la legge elettorale, trattandosi di una procedura ordinaria, non ci sarebbero problemi, si potrebbe fare anche in pochi giorni.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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Commenti all'articolo
  1. A parte le considerazioni di ingegneria costituzionale del prof. Sartori che sono da condividere, quello che mi ha colpito di più nelle parole pronunciate da Berlusconi nell’intervista è stata la sua affermazione che l’attuale sistema costituzionale impediva al Presidente del Consiglio di poter tradurre in provvedimenti quello che “lui” come presidente del Consiglio riteneva necessario per “il bene del Paese” stante il potere che il sistema attribuiva al Parlamento di modificare (cioè secondo lui snaturare) quello che “lui” aveva in mente!!!!!!!!

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