martedì, 17 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Bossi lascia a Maroni le redini del Carroccio prima della sbandata finale
Pubblicato il 15-05-2012


Umberto Bossi ha dato il via libera alla “candidatura unica” dell’ex ministro Roberto Maroni a prossimo Segretario della Lega, al prossimo Congresso del partito. Previsti anche tre vice. Qualche leghista dell’ultim’ora scriverà che dopo la tempesta arriva il sereno sperando di far passare un messaggio positivo, l’immagine di una Lega che si piega ma non si spezza, di un Carroccio che scricchiola ma non crolla sotto i colpi dell’inchiesta che per giorni hanno scosso via Bellerio. Ma il messaggio è un altro e chiarissimo. Il popolo delle scope verdi ha avuto troppo lavoro da fare, il malcostume in politica una volta perduta la propria credibilità significa sporco impossibile, vuol dire un’onta difficilmente lavabile dalle pance ulcerose della base leghista.

LEGA E’ TABULA RASA – E a quanti nella Lega pensavano che per rasserenare gli animi sarebbe bastata una serata con scope issate a brindare ad una nuova era politica ma solo nelle parole al vento, ad uno nuovo partito seppur con la dirigenza pressoché al suo posto, tranne sporadiche e necessarie espulsioni fatte per evitare una vera e propria sommossa popolare, beh si sbagliavano e si son dovuti ricredere. I dati delle elezioni amministrative appena archiviate – per molti partiti si attende il risultato del ballottaggio ma non è il caso della Lega – parlano chiaro. Il partito del Carroccio è tabula rasa, quasi non esiste, ha incassato più bastonate di quante mai avute in tanti anni di Lega. Anche idealmente, nelle speculazioni dei maggiori analisti politici italiani il Movimento dei grillini, dei factotum di un ex comico prestato alla politica, si è sostituito alla Lega. Si è parlato di Grillo come di un Bossi prima maniera, quando anni addietro andava in giro con una vecchia auto a fare proseliti nei paesini del Nord operoso urlando a squarciagola contro Berlusconi, quello che di lì a poco sarebbe stato premier del Paese ma soprattutto il suo alleato di sempre. C’è da augurarsi, a questo punto, che Grillo non segua l’esempio del Senatur in tutto e per tutto e tra qualche anni non faccia il voltagabbana diventando il miglior amico del super tecnico Mario Monti.

MARONI E NESSUN ALTRO – Fatto sta che il calo drammatico dell’appeal della Lega nei suoi fedelissimi ha toccato veramente il fondo. L’unica luce che a via Bellerio si è intravista è stato il successo, previsto e confermato alle urne, di Flavio Tosi che ha stravinto alla corsa per la poltrona di primo cittadino a Verona. Negli uffici della dirigenza leghista avranno fatto uno più uno e il risultato è stato “diamo alla base un segnale forte di cambiamento, diamogli quello che vogliono: Roberto Maroni Segretario della Lega”. Lui perché era il secondo in lista in un’ipotesi di successione al trono del Senatur, lui perché è giovanile e non giovane ma comunque fuori dal malaugurato cerchio magico, lui uomo in più delle fila leghiste. Uno che ha sempre e comunque ribadito la sua estraneità ai tanti aspetti poco chiari che gravitano intorno alla gestione Lega, uno vicino a Bossi ma non della famiglia, uno che è duro e puro e per certi versi è quello che più ricorda il Senatur giovane.

L’ACCORDO IMPOSTO DA BOSSI – Fatto sta che lo stesso Umberto Bossi ha dato il via libera alla “candidatura unica” dell’ex ministro Roberto Maroni a prossimo Segretario della Lega, al Congresso del partito fissato per il 30 giugno-1 luglio. Il disco verde del Senatur è stato espresso nel corso della riunione del Consiglio federale del Carroccio riunito a via Bellerio ieri sera. Bossi avrebbe parlato di un accordo che prevede Maroni Segretario con tre Vicesegretari, il Vicario fra i quali dovrà essere un veneto. Mentre al Senatur verrebbe riservata la carica di ‘Presidente fondatore’.

BOSSI PRESIDENTE FONDATORE – Per  quanti pensassero sia finita definitivamente l’era Bossi, dovranno attendere qualche altro anno. Dopo avere parlato della candidatura unica di Roberto Maroni a segretario federale, Umberto Bossi ha spiegato infatti che rimarra’ “presidente fondatore” della Lega Nord. Candidatura unica che serve a garantire ‘l’unita’ del partito’. Non e’ stato comunque votato alcun documento. Vista la gestione precedente del partito, c’è da augurarsi che almeno sulla nomina del nuovo segretario e sul resto della nuova dirigenza sia più chiaro, trasparente, messo nero su bianco almeno.

Lucio Filipponio

 

 

 

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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Commenti all'articolo
  1. PENSO CHE SIA GIUNTA L’ORA DELLA DISFATTA DELLA LEGA, LE RECENTI ELEZIONI AMMINISTRATIVE SONO UN SEGNO TANGIBILE, QUINDI BOSSI O MARONI POCO CAMBIA LA SBANDATA FINALE E’ DIETRO L’ANGOLO.
    ROMA LADRONA O LEGA LADRONA? E PENSARE CHE FUNGEVANO DA MORALISTI DELL’ITALIA.

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