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Opinioni e commenti
 

Bourbon, cola e slot machines
Pubblicato il 21-05-2012


A sedici anni in vacanza, su di una nave da crociera norvegese, giocai per la prima volta ad una slot machine. Era la mia prima vincita, esattamente 100 dollari, e anche l’inizio della mia rovina. La seconda volta quando avevo diciotto anni, vinsi esattamente un milione e cinquecentomila lire al casinò di Amsterdam: mentre i miei amici s’intrattenevano con sostanze multi colori in qualche sotto scala della città, io da solo sbancavo la roulette, e capiì definitivamente che non mi sarei mai liberato dalla grande malattia del gioco.  Qualche mese più tardi iniziai a giocare a carte con un mezzo delinquente che mi spogliò di quasi ogni mio avere, grazie ad astuti trucchetti imparati in galera.

In un appartamento non più grande di quindici mq., con spettatori un pitone, un cane, un coniglio (e di tanto in tanto una prostituta), partite di scopetta (a soli sette punti) con in palio a volte fino a cinquecentomila lire, mi misero in seri casini per la prima volta nella mia vita. Infatti giocavo soldi che non avevo, e più volte mi son trovato svaligiata la macchina: vendette malavitose. Vicino casa mia un bar m’inghiottì nella stretta morsa dei video poker, ed oggi, per loschi motivi, mi trovo ancora a non poter passare per quelle strade. Avevo solo diciannove anni, e il peggio doveva ancora arrivare. Mio padre prima di passare a miglior vita, intuita la vena giocatrice che scorreva all’interno del suo figliuolo, un giorno mi disse: “Quando hai un problema, non cercare di risolverlo creando un altro problema”, che tradotto voleva dire: “Se perdi alla roulette vattene, non rigiocare che tanto non recuperi”, per l’appunto.

Ad Antigua constrinsi mio cugino ad attraversare tutta l’isola a piedi di notte perchè mi ero giocato anche i soldi per il taxi, mentre il parchetto che circonda il Burswood Casinò di Perth in Australia ebbe l’onore di ospitarmi sotto un albero per più di una nottata. Analizzando le strutture da gioco, i casinò dell’est Europa son più abbordabili: con poche centinaia di euro si acquistano fiches come se fossi un riccone, mentre i nostri bei casinò italiani, da Sanremo a Campione fino a Venezia, necessitano che il giocatore disponga di ingenti quantità di denaro. Montecarlo è bellissimo, ma caro, e se proseguite ancora qualche chilometro, Nizza o Cannes offrono strutture decisamente più abordabili.

A Marrakech ho attraversato anche lì l’intera città di notte dopo che mi ero giocato tutto, mentre a Nizza io e quel matto di Paolo finimmo i soldi pure per la benzina e sorte volle che un caro amico passasse di lì proprio in quel momento a raccattarci. Poi il degrado più assoluto, sì perchè non sempre ci si può imbarcare alla volta di un casinò, ed allora son sprofondato nella morsa dei casinò on line, ed anche lì ho prosciugato conti in banca e lattine di birre giocando semplicemente alle slot machines sul computer. Ma è ovvio che ti fregano no Paco? Quella povera della mia compagna ha dovuto assistere quel disgraziato del suo ragazzo mentre cercava di corrompere baciando una slot a Panama City, o gioire per un bel viaggio organizzato in una località esotica per poi scoprire che il resort era dotato di un megagalattico casinò.

Gli alberghi al mare col casinò? Quale meraviglia! E comunque forse potrei continuare a lungo, potrei raccontare di quando io e Domenico trovammo per terra il portamonete di una bambina e, piuttosto che riconsegnarglielo, ci andammo a giocare tutti i soldi che conteneva, oppure delle mie squallide traversate in traghetto italo greche passate a giocare su slot tarocche assieme a panzoni camionisti bulgari. Poi ancora schedine, scommesse sportive, gratta e vinci (il Bingo no per fortuna) i vari Win for Life o Superenalotto, quanti stratagemmi alla ricerca della famosa botta di cu.. ! Quando sono al casinò amo sorseggiare un piccolo bourbon e coca, cercare la mia sequenza di numeri (13-17-19-21), pregare come un disperato ad ogni giro di pallina, rassegnarmi ad andarmene quando ho perso tutto, sorridere maleficamente sapendo che presto racimolerò altri soldi.

Paco Cianci

Scrittore - InterRail: italiani prove di fuga!

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