mercoledì, 23 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

BRINDISI, IL GIORNO DEI FUNERALI DI STATO PER MELISSA. VERTICE POLITICO: E’ CACCIA AL KILLER
Pubblicato il 21-05-2012


Terrore insinuato, alimentato e psicotico. La mattina di sabato 19 maggio intorno alle 7.50 c’è stata una forte esplosione, davanti alla scuola di Brindisi dal nome simbolico e forte, più forte di chi ha messo in atto il folle gesto dissacrante che ha colpito il cuore della nazione: gli studenti. I ragazzi stamattina sono tornati nelle proprie aule, richiamando a Brindisi lo stesso premier Monti, in questo momento in volo d’urgenza dagli Usa per presenziare, salvo imprevisti, al funerale della giovane vittima dell’attentato.

VERTICE TRA MINISTRI E PROCURATORI E I FUNERALI DI STATO – E a esplodere non è stato solo il cassonetto che conteneva le tre bombole di gas che hanno provocato la deflagrazione nella quale ha perso la vita la giovane Melissa Bassi e che ha messo a repentaglio quello di altri 5 giovani studenti della Falcone-Morvillo: ad essere scossi sono stati gli italiani, tra psicosi, manifestazioni e vertici politici, come quello in corso stamattina nella prefettura di Brindisi, dove il ministro degli Interni Annamaria Cancellieri sta incontrando il ministro della Giustizia Paola Severino, il procuratore capo di Brindisi Marco Di Napoli, il procuratore della Direzione distrettuale antimafia di Lecce Cataldo Motta e il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso. E in questo giorno, che ricorda anche l’omicidio di Massimo D’Antona da parte delle BR, si svolgeranno i funerali di Stato della giovane studentessa rimasta uccisa.

IL CORAGGIO DELLA SCUOLA – A tremare è stato l’intero Paese, in due giorni colpito dall’attentato a Brindisi e dal terremoto in Emilia. E l’onda d’urto dell’esplosione si sente a distanza di giorni. «L’importante non è stabilire se uno ha paura o meno, è saper convivere con la propria paura e non farsi condizionare dalla stessa. Ecco, il coraggio è questo, altrimenti non è più coraggio, è incoscienza.» diceva Giovanni Falcone, e gli alunni della Falcone-Morvillo dimostrano di avere interiorizzato il prezioso insegnamento: oggi si torna a scuola. L’Istituto è riaperto a seguito di un consiglio straordinario degli insegnanti che, preso coscienza del rischio e dei danni, hanno dichiarato la volontà di collaborare per permettere ai ragazzi di superare il lutto e la paura, lanciando un messaggio forte a chi ha voluto insinuare la paura tra gli studenti.

IL VIDEO DELL’ATTENTATORE – Se il gesto è stato ritenuto «isolato», posto in atto da una persona che non ha a che fare con la criminalità organizzata locale né con l’anarco-insurrezionalismo, la soluzione dell’enigma si sta cercando negli elementi a disposizione degli inquirenti, tra cui un video di sorveglianza dove si vedrebbe la sagoma dell’uomo che con un telecomando ha determinato la propria «volontà stragista». Continua a rimanere all’oscuro il movente mentre gli investigatori passano al setaccio tutti luoghi dove l’attentatore potrebbe aver acquistato le bombole di gas. Le indagini hanno anche preso in considerazione l’appartenenza dell’uomo all’ambiente scolastico. Insomma, le piste da seguire sono molteplici e per avere un quadro completo si dovranno aspettare dei giorni. Intanto proseguono le veglie che ricordano gli studenti rimaste coinvolti nell’attentato, tra cui Melissa Bassi che vi ha perso la vita, e le manifestazioni in cui i cittadini gridano all’unisono: «non abbiamo paura!».

MONTI E PROFUMO AI FUNERALI DELLA STUDENTESSA – Alle 16.30 ci saranno i funerali della ragazza nella sua città natale, Mesagne, a pochi chilometri da Brindisi. Con molta probabilità parteciperà anche il premier Monti che alle 5.00, ora italiana, ha abbandonato Chicago alla volta dell’Italia per recarsi, salvo imprevisti e ritardi, ai funerali di Stato di Melissa. Non mancherà alle esequie della ragazza anche il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo che poche ore fa, da Assisi, ha dichiarato che una «guerra psicologica è stata tentata nei confronti della scuola, e del nostro paese, ma non è riuscita» e ricorda «le parole del giudice Caponnetto nel 1994 quando disse che la mafia e la non legalità in generale ha molto più paura dell’istruzione, della cultura che della giustizia». Oltre al ministro Profumo, si stringono attorno a Brindisi tutto il mondo politico e i cittadini italiani, dagli adulti agli studenti che, nelle scuole e nelle Università, hanno rispettato un minuto di silenzio per poi tornare alla normalità: un gesto forte contro il terrore che si annida nel silenzio e nell’idifferenza.

 

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