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Opinioni e commenti
 

Brindisi, migliaia ai funerali di Stato per Melissa. Un sospetto interrogato in Questura
Pubblicato il 22-05-2012


Quattromila persone hanno gremito ieri pomeriggio la chiesa e il piazzale antistante in occasione dei funerali di Stato di Melissa Bassi. Una parrocchia, quella Matrice di Mesagne, che ha accolto il dolore di più di settecento persone che hanno affollato i banchi fin sotto l’altare. «Contro le stragi di vittime innocenti ci siamo noi a lottare: 14 milioni di studenti», si leggeva in un cartello posto all’ingresso della chiesa. Tante le personalità politiche presenti, dal presidente del Consiglio Mario Monti, ai ministri Cancellieri, Severino e Profumo.

ONORI DI STATO A MELISSA – Anche il presidente della Camera Gianfranco Fini, il presidente del Copasir Massimo D’Alema, il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, i sindaci di Brindisi e di Mesagne Mimmo Consales e Franco Scoditti e i vertici delle forze di polizia. Assente invece la madre della ragazza che è ricoverata in ospedale in stato di choc. Nella parrocchia tra la folla spiccavano le magliette bianche delle compagne di scuola di Melissa. Al termine della cerimonia, conclusasi poco prima delle 18, il feretro della giovane è stata accompagnato dal lancio di centinaia di palloncini.

LA CACCIA AL KILLER – Nel primo pomeriggio è stato reso noto che l’inchiesta sull’attentato, sarà coordinata dalla Direzione distrettuale Antimafia di Lecce. Alle quindici viene fermato un uomo in piazza Tiepolo a Brindisi e accompagnato in questura per essere ascoltato. Si tratterebbe del fratello del sospettato numero uno: l’uomo, incastrato dalle immagini della telecamera, sarebbe alto 1.70, occhiali con montatura in metallo, e vivrebbe nel rione Sant’Elia.

L’IDENTIKIT DEL SOSPETTATO – Secondo quanto trapelato, il sospettato vivrebbe a soli 200 metri dall’istituto Morvillo-Falcone e sarebbe stato riconosciuto anche per una disabilità alla mano e ad una gamba. Si sarebbe arrivati alla sua identificazione attraverso il filmato della mattina dell’attentato, proprio grazie a questi ultimi tratti. Cambia anche il capo d’accusa ipotizzato per l’attentato: da strage si passa a strage aggravata dalla finalità di terrorismo, come confermato dal procuratore nazionale antimafia Piero Grasso. Alle 16 vengono diffuse le iniziali del sospettato, C.S. L’uomo sarebbe un elettrotecnico e vivrebbe con la compagna romena, la figlia piccola, e il fratello.

IL SOSPETTATO E IL FRATELLO IN QUESTURA – Alle 16.45 il sospettato viene fermato. Verso di lui però, stando a quanto sottolinea la Procura di Brindisi, sono scattati semplici «controlli di routine per verificare l’alibi in seguito a una delle segnalazioni che stanno arrivando e che necessitano di verifica». I due fratelli sono, al momento, entrambi in questura, interrogati dal pm Milto De Nozze che starebbe verificando l’alibi del sospettato per accertare eventuali responsabilità. Il procuratore della Dda di Lecce, Cataldo Motta, ha però fatto sapere, intorno alle 17, che «non è stato trovato nessun sospetto». Intanto si moltiplicano le dichiarazioni dei conoscenti e vicini di casa del possibile attentatore: si parla di un uomo schivo e solitario. Di lui, uno dei vicini di casa racconta che «è molto bravo con l’elettronica ed è un espero antennista. Non ha un carattere molto espansivo, se lo salutavo non rispondeva nemmeno ma non ha mai avuto atteggiamenti sospetti».

“MENO SI PARLA, MEGLIO E’”- Nel frattempo Livia Pomodoro, presidente del Tribunale di Milano, ha comunicato ai giornalisti la sua rabbia nei confronti delle informazioni che i media stanno diffondendo riguardo le indagini sull’attentato di Brindisi: «In questi casi, meno si parla, meglio è. Qui, sembra che ognuno si ritenga autorizzato a dire la sua. Sono veramente arrabbiata» ha detto la presidentessa, aggiungendo: «Il procuratore della Dda di Lecce, Cataldo Motta che si rammaricava di qualche danno alle indagini dalle anticipazioni ai media, ha ragione: ogni indiscrezione, a 48 ore da un fatto così grave, non può che danneggiare le indagini».

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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Commenti all'articolo
  1. anche la POMODORO meno parla meglio è

    è diventata come il PREZZEMOLO parla sempre a vanvera mancanza di affetto gli mancano i gatti e i cani della gemella

    su facebook Daithan Dattastare

    emerito indignato jo Giorgio Dini Ciacci Milano

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