martedì, 22 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Calcioscommesse, basta ipocrisie
Pubblicato il 29-05-2012


Come giornalista e libero cittadino in un libero Stato, appellandomi al codice deontologico di categoria, mi assumo in primo luogo la responsabilità di quanto sto per scrivere. Stupefatto dai titoli in prima pagina di questa mattina sul Corriere dello Sporc, decido di dedicare la mia giornata all’approfondimento su ciò che sta accadendo al mondo. A poche ore dalla conclusione del Giro d’Italia, che ha visto vittorioso per la prima volta un canadese, che evidentemente ha preso l’aereo per raggiungere la Danimarca, scopro inaspettatamente che Keith Richards avrebbe vinto a mani basse (come se suonasse la chitarra elettrica, cinta lenta e cicca in bocca), sia giro che Tour in un solo anno.

Quella doppia vittoria che i ciclisti chiamano inspiegabilmente “doppietta”, considerata, nel ciclismo moderno e specialistico, un’impresa ormai impossibile. La Gazzetta dello Sporc sostiene infatti che l’Allenatore col parrucchino, già quando suonava col cugino Paolo al siena estate, usava trascorrere interi pomeriggi al picchetto clandestino del luogo e, tra una nota e l’altra, già dava la Juve per vincitrice dello scudetto 2011-2012. “Scatta il Capitano palla al piede”, grida dall’opposta fazione una voce contraria, ma subito cade a faccia in giù perchè la palla non era regolamentare. Tutti noi però siamo a conoscenza del fatto che il quotidiano capitolino e il milanese sposano due filosofie calcistiche divergenti e contrapposte.

Per questo credo che una visione più equilibrata della realtà sportiva italiana sia quella del quotidiano Tutto Sporc che, al di sopra delle parrocchie, esprime un giudizio più propriamente corrotto, integralmente criminogeno e sostanzialmente anti sportivo che in questa epoca di crisi dei valori, appare come ultimo baluardo a cui appigliarsela. Dove, ti chiederai, appigliarsela? La risposta sarebbe lunga e articolata, ma si può sintetizzare nella locuzione: “Non ti preoccupare dove te lo appigli, che tanto è tutto apposto”, te lo dico per esperienza diretta di un amico mio. A me tutto ciò risulta abbastanza chiaro, non troppo, ma quanto basta per dire che ho capito. Cosa dirai tu? Ma come cosa!

La formazione della Nazionale degli Europei deprivata di Mediano di spinta, del cappellano e del cuoco, entrambi (cuoco e cappellano sono la stessa persona) pescati in flagranza di reato nell’atto di telefonare al cugino dell’Uomo dal naso otturato per raccontargli che probabilmente il Portierone aveva respinto il tiro a ricottella, lasciando volutamente che il Goleador lo bucasse per il calcio scommesse. A fronte di tutto ciò, mi appello al buon senso di chi legge e di chi dirige lo sport italiano di promuovere un codice di auto disciplina teso a scoraggiare chi non ha il coraggio di affrontare a viso aperto le difficoltà della vita: “Lo scherno e le frustate del tempo, le ingiurie degli oppressori, le insolenze dei superbi, le ferite dell’amore disprezzato, le lungaggini della legge, l’arroganza dei burocrati, e i calci”, come mi ricorda un mio amico scittore inglese leggermente sopravvalutato.

Paco Cianci

Scrittore - InterRail: italiani prove di fuga!

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