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Opinioni e commenti
 

Cannes, a Garrone l’eterno secondo va il Grand Prix per ‘Reality’. Lo dedica al protagonista ergastolano
Pubblicato il 27-05-2012


Il mondo del cinema si dice essere un covo di serpi, anche Oltralpe. E sulla Croisette tutti sanno che Nanni Moretti, oltre ad essere il presidente di giuria del 65mo Festival di Cannes, è anche un campione di testardaggine e in più che nutra un’antipatia per Michael Haneke. “Testa dura” e simpatie tra colleghi a parte, la kermesse francese ha sparigliato tutto e tutti assegnando ad ‘Amour’ del bravissimo ma antipatico Haneke la Palma d’oro, film che lo stilista Jean Paul Gaultier in giuria ha commentato: “Ho pianto tanto quando l’ho visto. E’ davvero difficile fare il giurato”. E sorpresa delle sorprese il Grand Prix (il secondo premio in ordine di importanza) a ‘Reality’, la pellicola firmata dal regista romano Matteo Garrone, unico italiano in corcorso e proprio lì dove 4 anni prima vinse lo stesso premio con Gomorra, mentre Sorrentino si aggiudicò il Premio della Giuria.

CHI PENSA MALE DI LUI – I suoi peggiori detrattori lo chiameranno eterno secondo, vincitore a metà, vittima e protagonista di un déjà vu: lui che dopo 4 anni torna a Cannes, in auto perché Garrone è uno scaramantico che macina chilometri e vince il secondo premio. A sentirlo è stato un successo, senza se e senza ma. “Io secondo dietro a un maestro come Michael Haneke? Ci posso stare, anzi vorrei vedere chi non sarebbe piu’ che felice”. Si sente un ciclista che ha piazzato la volata vincente Matteo Garrone mentre brinda con i suoi produttori, Domenico Procacci di Fandango e Paolo Del Brocco di Rai Cinema. “Basta pensare – aggiunge – alla concorrenza con cui il mio ‘Reality’ se la doveva vedere. Ho sempre pensato che in questo genere di gare conta molto pescare la carta fortunata e il primo a stupirmi sono stato io. E’ stato un film difficile da cui esco rafforzato ma credo che un premio cosi’ sia importante soprattutto per il film, per tutti quelli che lo hanno fatto (la nostra è un’arte collettiva) e per il pubblico che avrà una curiosità in più per scoprirlo”.

LO ZAMPINO DI MORETTI E LA SCARAMANZIA DI GARRONE – I maligni penseranno che il Nanni nazionale ci abbia messo lo zampino vista anche la caratura degli sfidanti. “Io credo – dice Garrone – che la cosa essenziale con Nanni è che ci abbia trovato cose che ha amato perché è uno spettatore che non fa sconti a nessuno. Poi certamente credo che meglio di chiunque altro abbia potuto spiegare il mondo e l’Italia che stanno dietro a questa storia che, lo dico una volta di più, ho preso dalla vita vera. E forse anche questa sincerità é stata avvertita, se guardo al calore con cui, dietro le quinte, mi hanno festeggiato gli altri della giuria”. E la scaramanzia ha fatto la sua parte. “Sono tornato in macchina, come già avevo fatto per la proiezione e quattro anni fa per ‘Gomorra’: è un bel viaggio e aiuta a prendere le distanze. Magari ha portato bene”.

‘HA COLPITO LA GIURIA CON LA MISCELA DI HUMOUR E DRAMMA’ – Quello che forse ha realmente colpito la giuria è stato il giusto mix tra la commedia all’italiana rivisitata, il ricordo del Fellini dello ‘Sceicco bianco’ e il rapporto con il sogno infranto. Ma anche la commedia amara della nostra tradizione che sul tema dell’illusione dello spettacolo ci ha regalato gioielli da collezione. Garrone immagina un pò tutto questo con il suo ‘Reality’, agrodolce racconto di esistenze che cercano di evadere, di “svoltare”, di cambiare vita entrando nel dorato mondo della tv. Il divismo anni ’50 è fuori la porta, le star vengono dalla strada e dalla vita di tutti i giorni, le icone moderne le puoi vedere in televisione.

COMPAGNI DI MERENDE ROMANE – Sul premio all’amico Matteo Garrone, ha sottolineato Moretti: “Molti sono stati colpiti dalla bravura dell’attore (Aniello Arena) e della moglie (Loredana Simioli) altri dalla miscela di humour e dramma, che ha ricordato il rinnovamento della tradizione della commedia all’italiana. Si avverte poi il grande amore per i personaggi. E poi era un film che aveva tante trappole. Ad esempio poteva essere paternalista, ma non lo è mai stato. Garrone ha poi saputo rinnovare il suo registro quattro anni dopo Gomorra. E poi si sente che è anche un pittore”. E a chi invece domanda a Garrone, adesso cosa farà, lui replica: “Ora spero di tornare presto al lavoro, ma questa sera mi godo il presente e ho un pensiero speciale per il mio protagonista Aniello, che sarà felicissimo e che ho scelto perché è un grande attore, e non per la sua difficile esperienza di vita”.

ERGASTOLANO-ATTORE IN PERMESSO PREMIO PER PALMARES – Non ha camminato sul red carpet della Croisette perché è un ergastolano detenuto nel carcere di Volterra dal 2001 per omicidio. Ma ieri sera ha potuto probabilmente festeggiare in famiglia, perché si trova in permesso premio. Aniello Arena, ha già scontato vent’anni per la strage di Barra del 1991. Si é avvalso durante le riprese dell’articolo 21 dell’ordinamento penitenziario per poter recitare rientrando la sera in carcere. Matteo Garrone lo ha visto recitare nella nella Compagnia della Fortezza del regista Armando Punzo, nata all’interno di quel carcere modello.

Garrone lo voleva anche per ‘Gomorra’, ma il magistrato non lo ha permesso, visto il tema del film. Pochi giorni fa Aniello aveva confessato: “Mi piacerebbe portare qualcosa a casa in Italia: il miglior film o la palma per la migliore interpretazione, quel che sia. Dobbiamo solo sperare”. “Sono arrivato nel carcere di Volterra – ha raccontato – nel ’99. Ho sentito parlare di un teatro, per me erano le solite commedie napoletane. Sono andato per curiosità, mi aspettavo le solite commedie di Edoardo, poi ho visto che era tutta un’altra cosa”.

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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