lunedì, 18 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Il Ministro Riccardi: «Per detenuti tossicodipendenti più comunità di recupero»
Pubblicato il 10-05-2012


La migliore rieducazione per le persone tossicodipendenti recluse non si trova dietro le sbarre, ma in strutture riabilitative specializzate. Una per tutti San Patrignano, che da anni salva esistenze fragili da destini sempre uguali dentro e fuori il carcere a delinquere e fare abuso di droghe. E non solo per le condizioni disastrose nelle quali versano le carceri italiane. Ne è convinto anche Andrea Riccardi, ministro per la Cooperazione Internazionale e l’Integrazione e per anni a capo della Comunità di Sant’Egidio, che ha ribadito quanto il governo faccia e intenda continuare a fare in questa direzione. Un esempio per tutti è il nuovo protocollo operativo teso a migliorare il coordinamento delle forze in campo così da ridurre i tempi di attivazione delle pene alternative e moltiplicare il numero dei beneficiari.

L’idea è stata avanzata dal Dipartimento politiche antidroga attraverso il progetto ‘Droga e Carcere’. Parole d’ordine sono condivisione e consultazione di esperti e personale specializzato che quotidianamente affronta la problematica. Ha preso così il via un percorso di incontri in diverse città italiane tra magistrati di sorveglianza, operatori Uepe (Uffici esecuzione penale esterna), direttori dei carceri, rappresentanti dei servizi delle Dipendenze e le Comunita’ Terapeutiche. «Ho ricevuto un forte mandato di priorita’ – ha dichiarato Giovanni Serpelloni capo del Dpa – da parte del ministro Riccardi fin dall’inizio del suo insediamento, per intensificare l’attività sul carcere e per questo da mesi mi sto dedicando personalmente a tale progetto. La settimana scorsa siamo stati a Lecce, alla fine di questa settimana saremo a Cagliari e la prossima ad Ancona. Nei prossimi mesi continueremo l’operazione che ha come scopo quello di implementare operativamente le linee d’indirizzo a suo tempo scritte e divulgate a tutte le regioni da questo dipartimento».

Tanto lavoro di studio delle maggiori criticità e coordinamento delle attività da svolgere ma anche passi avanti importanti e che sicuramente faranno discutere come ha anticipato lo stesso capo del Dpa: «La scorsa settimana, ho incontrato il Direttore del Dap Tamburino e alcuni suoi collaboratori, per studiare anche altre soluzioni che, come da sempre auspicato dal nostro dipartimento, prevedono la possibilità di attivare percorsi alternativi al carcere già durante il processo per direttissima in modo da evitare l’entrata nei penitenziari delle persone tossicodipendenti».

L’APPREZZAMENTO DELLA COMUNITA’ DI S. PATRIGNANO – Non si è fatto attendere l’apprezzamento della comunità di San Patrignano per l’apertura da parte del ministro Riccardi, sul possibile incremento del ricorso alle misure alternative al carcere per i detenuti tossicodipendenti. «Siamo convinti da sempre – scrive la comunita’ di recupero riminese in una nota – che il carcere non sia il luogo ideale per progettare un reale recupero dalla tossicodipendenza in condizioni drug free viste le condizioni di sovraffollamento, la circolazione delle sostanze stupefacenti e l’uso in mantenimento e quindi non orientato al recupero, dei farmaci sostitutivi». A giudizio di San Patrignano, appare «necessario migliorare e rendere piu’ fluidi gli strumenti gia’ esistenti, facilitando l’accesso al carcere di operatori in grado di motivare i detenuti tossicodipendenti a scegliere programmi drug free, peraltro gia’ previsti dalla legge».

4000 ANNI DI CARCERE SCONTATI IN COMUNITA’ DI RECUPERO – Non a caso, dal 1988, la comunità San Patrignano ha accolto oltre 3.600 persone in regime di arresti domiciliari e di affidamento in prova ai servizi sociali, sostituendo piu’ di 4.000 anni di carcere in percorsi riabilitativi orientati al pieno recupero e al reinserimento sociale e lavorativo. Nel solo 2011 sono state presenti in comunita’ 54 ragazzi agli arresti domiciliari e 121 con provvedimenti di affidamento o di detenzione. La comunita’ si e’ occupata di circa 500 processi penali e di 50 cause civili.

Lucio Filipponio

 

 

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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