mercoledì, 23 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Concertone, Alemanno presenta il conto ai sindacati e di lavoro non se ne parla
Pubblicato il 02-05-2012


A ‘fine serata’ il Comune di Roma Capitale presenta il conto ai sindacati della Cgil, Cisl e Uil. Il sindaco Alemanno in questi giorni ha inviato varie lettere alle organizzazioni dei lavoratori che da anni allestiscono il concerto del Primo Maggio, chiedendo preventivamente la copertura delle spese della manifestazione. La diatriba si è subito accesa, innescando una serie di botta e risposta che hanno coinvolto varie figure politiche mettendo in un angolo la festa dei lavoratori. La somma richiesta dal primo cittadino della Capitale è di circa 240 mila euro, non poco. La causale dell’importo è da ricondurre a una serie di spese extra-ordinarie del Comune dovute a un impiego estemporaneo di mezzi dell’AMA, dei vigili urbani, delle linee dei bus e del 118.

I SINDACATI NON CI STANNO – Le repliche sono state molte. Dai sindacati non poteva non arrivare la voce del segretario generale della Cgil di Roma e Lazio, Claudio di Berardino, che ricorda come i festeggiamenti non solo portino un grande afflusso di turisti e di ricchezza in città ma che siano una genuina rievocazione di un valore fondamentale come quello espresso nel primo articolo della Costituzione Italiana. «Alemanno dovrebbe essere orgoglioso del concerto» continua il segretario della Cgil, che si chiede se non si tratti solo di una polemica innescata per distrarre i media dai veri problemi di Roma. Dalla Uil rispondono ricordando quello che avviene allo stadio Olimpico durante e dopo le partite di Lazio e Roma, dove a nessuna delle due società è mai stato chiesto di “contribuire alle spese”.

SHOW PIU’ CHE DIFESA DEL LAVORO – La tempesta che ha travolto così il “concertone” fa accendere ancora più riflettori su quel palco. L’evento, data la sua preparazione complessa e la sua partecipazione consistente, sarebbe il luogo perfetto dal quale poter ribadire con forza le problematiche di chi lavora. Ma è normale che questo evento coincida con uno dei più importanti momenti musicali dell’anno? Considerando l’affluenza c’è da chiedersi se la vera calamita di tutto quel pubblico sia lo spirito della celebrazione e non lo spettacolo in sé. E la domanda è legittima, soprattutto se si pensa che i leader di Cgil, Cisl e Uil si siano uniti per manifestare le loro ragioni, e quelle dei lavoratori, non a Roma ma a Rieti.

ALL’ESTERO SI PARLA DI LAVORO – Intanto sul palco allestito a San Giovanni in Laterano lo spettacolo continua, come d’altra parte nel resto del mondo. Il Primo Maggio è festeggiato da Atene a San Pietroburgo, da Londra a Manila non perdendo il suo spirito di aggregazione che riesce, almeno per un giorno, a confortare tutti i lavoratori soprattutto in questo periodo di burrasca economica globale. Negli altri paesi che prendono parte alle celebrazioni le manifestazioni di piazza hanno rappresentato un’occasione preziosa per discutere di diritti e lavoro. Da noi il tentativo di ricostruire sentimenti corali lascia il passo a polemiche che vedono schierati in prima linea sempre gli stessi protagonisti. La differenza con gli altri giorni dell’anno sembra essere solo un colorato sottofondo musicale.

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