lunedì, 21 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Crisi, Psi al governo: «Adesso si pensi alla crescita»
Pubblicato il 30-05-2012


È appena terminata a Roma la riunione della Direzione Nazionale del PSI che, nel giorno successivo al terremoto che ha sconvolto l’Emilia, esordisce proponendo al governo Governo l’abolizione dell’Imu per il 2012 verso chi ha subito danni, oltre che l’alleggerimento del patto di stabilità. Una riunione, come ha fatto sapere il segretario Riccardo Nencini «dedicata alle famiglie delle vittime ed alle città colpite dal sisma in Emilia Romagna».

BASTA L’AUSTERITA’, ADESSO E’ TEMPO DI CRESCITA – Oltre alle richieste, all’indirizzo del Governo arrivano anche critiche: l’operato dell’esecutivo guidato da Mario Monti, per la Direzione socialista, dopo la politica di austerità «non ha saputo far seguire una scelta decisa verso incisive politiche di crescita». Il segretario Riccardo Nencini ha dato impulso ad un’importante analisi all’interno del Partito alla luce del dopo-amministrative: mettendo a confronto il voto delle amministrative con quello delle ultime politiche si nota come il Psi abbia migliorato la propria posizione sia in termini assoluti che in termini percentuali. Rispetto al calo di altri partiti, riconducibile alla moltiplicazione delle liste civiche, il Psi ha incrementato il proprio posizionamento grazie al suo forte radicamento sul territorio: il risultato del Partito Socialista è dunque scandito dalla parola “controtendenza” rispetto agli avversari.

FORZE SOCIALISTE BALUARDO CONTRO L’ANTIPOLITICA – Una situazione, insomma, verso la quale il Partito si dice soddisfatto, perché mostra la possibilità di rilanciare l’importanza del Socialismo italiano come attore vitale del processo di modernizzazione del Paese. «Le vittorie socialiste in Francia e nelle regioni tedesche – si legge nel documento della Direzione – sono indicative di una Europa che cambia e intende conciliare rigore e sviluppo investendo nella conoscenza, completando il processo unitario europeo, provvedendo ad assumere a livello comunitario gli oneri di una parte del debito. Dietro il successo socialista – conclude la Direzione – si nasconde la volontà di opporsi allo smantellamento dello stato sociale e alla deriva dell’antipolitica per rilanciare il ruolo dell’Europa»

 

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