martedì, 19 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Crosetto (Pdl), «Dalle amministrative segnale evidente»
Pubblicato il 09-05-2012


Malumori all’interno del Pdl dopo le ultime amministrative. Alcuni parlano di un “disastro” del partito, mentre altri ritengono che sia un problema che investa l’intero sistema politico italiano. Intanto però la grande partita in casa Pdl si giocherà tutta su di un unico tema: l’appoggio al governo tecnico guidato da Mario Monti. Di questo avviso è anche Guido Crosetto, parlamentare Pdl sentito in esclusiva dall’Avanti!online a margine di un incontro con il segretario Angelino Alfano.

Nel partito c’è chi ha parlato di “flop” alle amministrative. Lei condivide questo giudizio?

Il problema alle amministrative c’è stato per tutti i partiti, in tutto il Parlamento, non solo per il Pdl. In questo Paese il gioco principale sembra essere quello di trovare il colpevole da una parte e scaricare il barile dall’altra. Allora usciamo dal gioco e diciamo che il segnale lanciato dalle amministrative è evidente per tutti i partiti. Noi, ovviamente, l’abbiamo avuto in maniera molto significativa. Trovare un Pdl che come media, nei comuni sopra i 15.000 abitanti, abbia ricevuto intorno all’’11% delle preferenze, è indubbiamente un dato molto forte. Ma non è solo un problema nostro, basta sentire le ultime dichiarazioni di Casini. Se Atene piange, sparta non ride.

Quanto ha pesato il distacco dalla Lega a Nord?

Il distacco con la Lega è frutto di una linea di sostegno al governo. Un sostegno fatto perché bisognava riportare a casa quelle riforme istituzionali che Berlusconi ha cercato di fare per anni. Questo governo ha iniziato a fare manovre difficilmente condivisibili.

Qual è la critica maggiore che muove al team di Monti?

Noi del Pdl avevamo dato a Monti un obiettivo principale, che era quello di costruire un’autorevolezza italiana in Europa per incontrare l’Europa. Gli abbiamo dato la più grande maggioranza che ci sia mai stata in tutto l’Occidente a supporto, con la sola clausola che andasse in Europa a battere i pugni, spiegando che questa linea ci sta portando al suicidio. Lui è andato in Europa e piuttosto che battere i pugni ha ballato per la Merkel, senza capire che il fiscal compact è un vero e proprio suicidio.

Per quanto tempo ancora il partito potrà tenere a freno gli ex An che scalpitano contro il sostegno al governo?

La linea antigovernativa del partito non è riconducibile solo agli ex di An: ci tengo a ricordare che io, Martino o Brunetta abbiamo espresso il nostro disappunto fin dall’inizio, anche quando i big di AN lo votavano con entusiasmo. Noi stessi fin dall’inizio lo abbiamo contestato, e i fatti ci stanno dando purtroppo ragione. Il calo del Pil di quest’anno l’avevo previsto già a luglio, poi a settembre e di nuovo a novembre.

Come avete accolto la vittoria di Hollande?

Da uomo di centro destra mi sono augurato, anche per il bene dell’Italia che in Francia vincesse il centrosinistra, per spezzare questo asse di ferro distruttivo che si è stabilito in Europa. Con la vittoria di Hollande, il mio augurio oggi è che in Europa si apra un varco, una falla all’interno della quale si insinui anche l’Italia, per spezzare una linea del rigore eccessivamente distruttiva.

Il segretario ha parlato di un “grosso evento” per un forte segnale da lanciare agli elettori del Pdl. Di che evento e di quale segnale stiamo parlando?

Mi spiace ma non possiamo ancora parlarne.

Raffaele d’Ettorre

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