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Opinioni e commenti
 

Dalle amministrative tutto secondo i “piani” del nemico
Pubblicato il 08-05-2012


Tutto secondo i piani del “nemico”. Così mi verrebbe da commentare osservando i risultati delle amministrative. Francamente, non vedo nei dati emersi da questa tornata elettorale nulla che si possa definire come stravolgente, quanto meno nulla che possa pensarsi come inaspettato a chi segue un po’ di politica. Diciamo quindi che il “niente di nuovo sul fronte Occidentale” si è palesato con: l’affermazione del Movimento di Grillo come forza che riempie il bacino del proprio elettorato prendendo voti a destra; la caduta della Lega che vuole mettere cappello sulla vittoria di Tosi a Verona ma che poi, osservando con attenzione, si rivela inesistente visto che il grosso dei voti li porta la lista civica del sindaco, e non il simbolo del Carroccio.

In ogni caso, Tosi non è cerchio magico, quindi non è uomo del Senatur, piuttosto uno di quelli che, oltre a possibile futuro leader della Lega, è anche supporter dell’ex ministro dell’Interno Bobo Maroni. Per quanto riguarda il Pdl il discorso è un po’ più complesso. Personalmente sono di un parere: quando Berlusconi non si dice stupito non mente. Sono convinto infatti che l’ex presidente del Consiglio in qualche modo volesse una sorta di debacle del suo “ex” partito, per due ordini di motivi: prima di tutto per avere la scusa di dimostrare ai suoi – quelli che per mesi al governo non reggevano più l’alleanza con la Lega – che il Carroccio al nord, anche se in balia degli eventi, è meglio averlo affianco. In secondo luogo, il Cavaliere era troppi anni che si portava appresso un carrozzone fatto di saltimbanco, ex imputati eccellenti e faccendieri, che di certo non giovavano all’immagine stessa del partito, oltre che infastidire alcuni dei fedelissimi ex An.

Ecco quindi il modo di realizzare un repulisti in casa propria; va da sé che certi “intoccabili” rimarranno tali, ma questo potrebbe essere il modo per realizzare un nuovo movimento che poco abbia a che fare con il Pdl, acronimo che tutti sanno non averlo mai entusiasmato più di tanto. Berlusconi, con buona probabilità, trattò la sua resa e, detto con franchezza, credo che di tornare al ruolo attivo in politica non ne abbia nessuna voglia. Certo è che non può permettersi di abbandonare le garanzie che gli offrono parlamentari e senatori di un proprio schieramento, quindi ecco lì arrivare un “movimentino” che porta a casa circa il 10%, che magari si allea con il giusto schieramento e torna in maggioranza di governo.

Per quanto riguarda il fenomeno Grillo, avanzo un’ipotesi: è giusto che tenga banco in questi giorni il risultato evidente delle urne. Ma a fare i moralizzatori alla lunga, non credo porti mai bene; senza contare che risulta semplice mettere la faccia su un movimento populista senza mettere anche il deretano sulle responsabilità politiche che derivano dal comportamento dello stesso non essendo candidato. E poi i fenomeni si sa, finiscono al circo, e a gridare alla folla c’è sempre qualcuno che riesce ad alzare la voce più di te. Magari il Movimento 5 Stelle arriverà in Parlamento, ma non sarà quella baraonda che oggi il comico genovese vuol farci credere. La vera difficoltà nel contrastare veramente l’antipolitica è nel riuscire a tirar fuori personalità credibili, figure stimate con un bacino di voti, che possano restituire quella credibilità che oggi viene derisa dal riccioluto demagogo. Questo sì, che a sinistra come a destra desta qualche preoccupazione.

Giampiero Marrazzo

@giamarrazzo

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Commenti all'articolo
  1. Sono d’accordo con l’analisi di Giampero Marrazzo.
    Il populismo e il qualunquismo l’hanno fatta sempre da padroni in questo ultimo ventennio in Italia .
    Che si chiamasse “giustizialismo alla dipietro” “secessionismo alla bossi” “berlusconismo” fino ieri o che si chiami ” grillismo” oggi, non fa molta differenza sempre di populismo qualunquista farcito di interessi personalistici e di antipolitica si è tratta.
    E sono d’accordo con Giampiero che questa brutta fase di confusione politica nazionale sia giunta irreversibilmente al capolinea e che ci troviamo all’alba di una nuova stagione in cui la politica seria e responsabile ritornerà ad essere protagonista in questo nostro Paese.
    E nella ricostruzione di questa nuova buona politica, ne siamo profondamente convinti, non potrà mancare l’essenziale e insostituibile contributo del Partito Socialista Italiano.

  2. Io sono tendenzialmente d’accordo con quanto espresso dal Direttore Marrazzo. L’analisi potrebbe ritenersi completa se non fosse che manca un elemento fondamentale, ossia che cosa è avvenuto in ambito PD. Che il movimento a 5 stelle abbia colmato un senso generale di “antipolitica” che pervade noi elettori è fuor di dubbio, ritengo però che una buona fetta di elettorato PD abbia deciso di appoggiare in questa occasione elettorale il M5S. Questa mia tesi è avbvalorata anche dal fatto che Bersani, si è finora dimostrato uno degli esponenti politici maggiormente preoccupati dall’ascesa di Grillo.
    Per quanto riguarda il PDL, è storia nota che i cosidetti “grillini” abiano da sempre una vocazione antiberlusconiana. la novità riguarda proprio il fatto che per la prima volta queste elezioni siano andate a rosicchiare un elettorato che in precedenza dava fiducia al PD.
    Grazie a tutti e sarei molto interessato ad una opinione approfondita del Direttore

  3. Solo un’osservazione sulla citazione di Grillo e del movimento 5 stelle. Non penso sia così importante condannarlo sul piano del populismo. Su questo terreno abbiamo visto esempi ben peggiori di partiti ben maggiori. Leader massimi che mentivano sapendo di farlo con l’unico scopo della caccia al consenso.
    Io analizzerei Grillo sul motivo del suo successo che non deriva da quello che dice, ma bensì da cosa rappresenta.
    Cioè l’espressione attiva di una radicale protesta a questo sistema politico.
    I suoi consensi sono stretti parenti con il popolo delle astensioni. Anch’esso espressione di una delusione e contrarietà.
    Grillo è un fenomeno di risulta. Il suo vero sponsor è questo sistema politico di fatto impreparato, incapace che ha scelto come strategia di azione lo spot pubblicitario a circuito continuo…..
    Se non si trova una soluzione alla “causa” del fenomeno, l’effetto Grillo sarà sempre più dirompente.
    Mi sono venuti in mente i movimenti storici del 68 francese e del 69 italiano. Carichi di tante idee, proposte per lo più inapplicabili, fantasiose e radicali, ma rappresentazioni reali di una società che voleva cambiare e quella cannonata ha però, alla fine, ucciso la mosca…..

  4. si cerca di individuare nelle istituzioni, dove prospera, il nodo della corruzione pensando che: ridimensionando le Province, riducendo il n° dei deputati, assegnando al Senato altre funzioni istituzionali, e via,via, di questo passo, si possa uscire dal degrado connesso alla questione morale. Le riforme possono avere un ruolo determinante per dare efficacia all’azione di governo, ma la questione morale deve essere insita in noi, come modello di vita.
    silvio minardi

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